Abbiamo da poco appreso la notizia della morte del grande fotografo Enrico Valentini, alla bellissima età di 89 anni. Ricordiamolo, adesso, insieme.
Chi era Enrico Valentini?
Enrico era soprannominato “il maestro” e credeteci, c’era davvero un motivo. D’altronde, è stato uno dei nomi più illustri della fotografia giornalistica umbra e non solo. Tra i suoi scatti più celebri, resta indelebile l’immagine di Brigitte Bardot sulle sponde del lago di Piediluco. La ricordate? Era durante le riprese del film Vita Privata in Umbria, il film che girò al fianco di Marcello Mastroianni.
Una carriera lunga e prestigiosa
Nato in Francia, alla fine degli anni trenta arrivò a Terni con la famiglia a soli due anni, e durante la sua brillante carriera ha collaborato con numerose testate italiane e internazionali. Fra esse possiamo citare:
- La Nazione
- Il Corriere della Sera
- La Repubblica
- Il Messaggero
- e l’ANSA.
Con oltre 200mila immagini raccolte nel suo archivio fotografico, quest’ultimo è stato riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali come “di interesse storico particolarmente importante“. Un ulteriore segno del suo contributo significativo alla storia della fotografia.
Il cordoglio del mondo giornalistico
Profondo dolore è stato espresso dagli organismi giornalistici umbri per la perdita di Enrico Valentini. L’Ordine regionale dei giornalisti lo ricorda come una vera icona dell’informazione regionale.
“Ha raccontato per decenni, attraverso il suo obiettivo, la storia di Terni, lasciandoci immagini leggendarie: da Brigitte Bardot a Piediluco fino alla famosa foto di una ragazza con un cornetto decorato con il simbolo dell’euro nel giorno del suo avvento”.
Il presidente Massimiliano Cinque e il Direttivo dell’Associazione Stampa Umbra hanno sottolineato la grande eredità lasciata da Valentini: “Con sagacia, arguzia e una straordinaria sensibilità, ha saputo raccontare un’intera epoca, diventando una fonte d’ispirazione per le nuove generazioni. La sua umanità e competenza continueranno a vivere attraverso le sue fotografie”.
Un’eredità eterna
Il lavoro di Valentini si intreccia profondamente con la memoria collettiva del territorio umbro e di tutta l’Italia. Da fotoreporter de La Nazione e di altre testate nazionali alle sue collaborazioni con il Festival di Spoleto, le sue immagini hanno immortalato decenni di storia e cambiamenti. Alla famiglia di Enrico Valentini giungono le più sentite condoglianze da tutto il mondo giornalistico e culturale che ha riconosciuto nella sua opera un patrimonio ineguagliabile di arte e memoria.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
Perché l’informazione è la libertà di un popolo. Ed é nelle nostre emozioni che si avverte la vera essenza della libertà.
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