Riva San Vitale, immersione nel Ceresio finisce in tragedia: muore sub italiano di 57 anni

Daniela Devecchi

Riva San Vitale, immersione nel Ceresio finisce in tragedia: muore sub italiano di 57 anni

Un gruppo di amici, una domenica di fine febbraio, il richiamo del lago. Doveva essere una normale immersione tra appassionati, in zona Nanetti, sulle rive del Ceresio, nel territorio di Riva San Vitale, ed è diventata una tragedia: un sub italiano di 57 anni è morto dopo essersi sentito male sott’acqua.

Chi era il sub di 57 anni

Le autorità per ora non hanno reso noto il nome della vittima. Si sa che era un cittadino italiano, 57 anni, residente in Italia e descritto come un sub esperto, abituato a immergersi proprio in quella zona del lago.

Non si trattava quindi del “principiante alla prima esperienza”, ma di una persona che la subacquea la conosceva bene, abbastanza da fidarsi di un’uscita invernale, in acque fredde, insieme ad altri tre compagni di immersione. Un contesto che rende la vicenda ancora più amara: chi lo conosceva parla di una grande passione per il Ceresio e per le profondità dei laghi prealpini.

L’immersione nel Ceresio e i minuti di paura

È domenica 22 febbraio 2026, poco prima di mezzogiorno. Il gruppo di quattro sub entra in acqua in zona Nanetti, a breve distanza dalla riva. Le condizioni non risultano particolarmente critiche: è inverno, l’acqua è fredda, ma per sub allenati non è una novità.

A un certo punto, qualcosa va storto. Il 57enne si trova in difficoltà durante l’immersione, dà segnali di malessere, poi non riesce più a gestire la situazione. L’ipotesi più citata dalle autorità è quella di un malore improvviso sott’acqua, con conseguente perdita di lucidità o di conoscenza.

Gli amici si accorgono subito che c’è un problema: lo raggiungono, lo afferrano e lo riportano in superficie, cercando di rientrare il più velocemente possibile verso riva. Sono minuti lunghissimi, in cui tutto dipende dalla rapidità dei gesti.

Una volta fuori dall’acqua, i compagni iniziano subito le manovre di rianimazione, in attesa dei soccorsi. L’allarme parte immediatamente.

I soccorsi e la corsa in ospedale

Sul posto arrivano in poco tempo la polizia e i sanitari. A Riva San Vitale intervengono gli operatori del servizio di ambulanza della zona e, vista la gravità della situazione, viene allertato anche l’elisoccorso.

Il sub viene stabilizzato il più possibile sul posto, mentre continuano le manovre per cercare di far ripartire cuore e respirazione. Le sue condizioni sono giudicate subito critiche.

L’uomo viene quindi elitrasportato in ospedale, in pericolo di vita. I medici proseguono con tutti i tentativi di rianimazione e terapia intensiva. Per ore la sua sorte resta appesa a un filo.

Nella mattinata di lunedì 23 febbraio 2026 arriva però la notizia che nessuno avrebbe voluto leggere: il 57enne non ce l’ha fatta ed è morto in ospedale, a distanza di poche ore da quella che doveva essere una normale immersione tra amici.

Cosa si sa sulle cause: l’ipotesi del malore

Le autorità parlano di cause in corso di accertamento. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali su guasti alle attrezzature o errori macroscopici nelle procedure, anche se ogni dettaglio verrà verificato.

L’ipotesi principale è quella di un malore improvviso durante l’immersione: una patologia preesistente non nota, un problema cardiaco, uno scompenso legato alla temperatura e allo sforzo, o un insieme di fattori che, sott’acqua, diventano più difficili da gestire.

La polizia ha aperto un’indagine per ricostruire con precisione:

  • a che profondità si trovasse il gruppo al momento del malessere,
  • quali fossero le condizioni dell’acqua e della visibilità,
  • i tempi esatti del recupero e dell’arrivo dei soccorsi,
  • l’eventuale presenza di fattori di rischio noti.

Non è escluso che, come accade in casi simili, vengano richiesti anche approfondimenti medico-legali per chiarire il quadro clinico.

Il Ceresio, lago di confine amato dai sub

Il Ceresio è un lago di confine, condiviso tra Svizzera e Italia, conosciuto non solo per il paesaggio ma anche per la subacquea. Pareti che scendono in profondità, fondali impegnativi, pareti rocciose, relitti: è un ambiente che attira molti appassionati, soprattutto esperti.

Proprio per questo, gli incidenti colpiscono in modo particolare. Chi frequenta questi luoghi sa che il lago può essere affascinante ma esigente: acqua fredda, variazioni improvvise di profondità, condizioni che cambiano velocemente. Anche quando si esce in compagnia e con l’esperienza dalla propria parte, il rischio zero non esiste.

Questa tragedia riporta al centro un tema delicato: quanto contano la preparazione, le condizioni di salute e la prudenza, soprattutto in stagioni meno favorevoli.

Subacquea in lago: il tema della sicurezza

Ogni anno, nei laghi alpini e prealpini, si registrano incidenti legati a immersioni ricreative. In molti casi, come sembra per questo 57enne, i protagonisti non sono neofiti, ma persone con anni di pratica alle spalle.

La sicurezza in immersione, soprattutto in lago, si gioca su più piani:

  • controlli medici regolari, soprattutto dopo una certa età;
  • scelta accurata delle uscite in base alle condizioni fisiche del giorno;
  • attenzione alle temperature dell’acqua e ai tempi di permanenza in profondità;
  • pianificazione precisa con il gruppo, con procedure chiare in caso di emergenza.

Nelle prossime ore e nei prossimi giorni, le associazioni subacquee della zona potrebbero rilanciare appelli alla prudenza proprio partendo da questa vicenda, che purtroppo ricorda quanto sottile possa essere il confine tra passione e rischio.

FAQ

Dove è avvenuto l’incidente del sub di 57 anni?
L’incidente è avvenuto nel lago Ceresio, in zona Nanetti, sul territorio di Riva San Vitale, nella parte svizzera del lago.

Quando è morto il sub italiano?
Lunedì 23 febbraio 2026.

Il sub era esperto o alla prima immersione?
Secondo le ricostruzioni, il 57enne era considerato un sub esperto, abituato a immergersi nel Ceresio e in altri laghi della zona.

Qual è la causa della morte?
La causa esatta è ancora in corso di accertamento. L’ipotesi principale è quella di un malore improvviso durante l’immersione, ma saranno le indagini e gli eventuali accertamenti medico-legali a chiarire il quadro.

È pericoloso immergersi nel Ceresio?
Il Ceresio è molto frequentato dai sub, soprattutto esperti. Come tutti i laghi profondi e freddi richiede preparazione, prudenza e controlli di salute adeguati: la subacquea resta un’attività che comporta rischi, da gestire con serietà.