Il timer è partito.
Dalle 12 di oggi, 23 febbraio 2026, fino alle 23:59 del 16 marzo, docenti e aspiranti docenti hanno una finestra precisa per giocarsi una parte importante del loro futuro: l’inserimento e l’aggiornamento nelle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) 2026–2028, regolato dall’Ordinanza Ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026.
Chi è già dentro deve difendere o migliorare il proprio posto. Chi entra per la prima volta prova a salire su un treno che, nel bene e nel male, decide anni di supplenze.
Cosa sono le GPS e perché questo biennio pesa così tanto
Le GPS sono le liste da cui gli Uffici scolastici pescano per assegnare le supplenze annuali (31 agosto) e quelle fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), oltre ad alimentare le graduatorie d’istituto.
Sono nate nel 2020 come strumento “ponte”, ma di biennio in biennio sono diventate il passaggio obbligato per chi vuole lavorare nella scuola, in attesa di concorsi e immissioni in ruolo più stabili.
Questo aggiornamento riguarda il biennio 2026–2028: quello che dichiari adesso – titoli, servizi, certificazioni – ti seguirà per due anni. Non è un semplice “clicca e invia”: è la fotografia ufficiale del tuo curriculum scolastico.
Date e orari: la finestra da non sbagliare
Mettiamolo nero su bianco, perché qui non ci sono margini di interpretazione:
- Apertura istanze: dalle ore 12:00 del 23 febbraio 2026
- Chiusura istanze: alle ore 23:59 del 16 marzo 2026
Dopo quell’orario, la piattaforma si chiude e tutto quello che non hai inserito resta fuori. Niente proroghe implicite, niente integrazioni “di cortesia”: eventuali slittamenti dovrebbero passare da nuove comunicazioni ufficiali, non da voci di corridoio.
Dove si presenta la domanda (e con quali credenziali)
La domanda si compila solo online. Niente carta, niente moduli da consegnare a mano.
In pratica il percorso è questo:
- accesso ai servizi del Ministero tramite la sezione dedicata alle “Graduatorie provinciali e di Istituto per le supplenze 2026/27 e 2027/28”
- compilazione dell’istanza tramite Istanze Online (POLIS) e/o portale inPA, come previsto dall’ordinanza
- invio della domanda e salvataggio della ricevuta finale.
Per entrare servono credenziali di identità digitale:
- SPID
- oppure CIE (Carta d’Identità Elettronica).
Senza queste, non si passa nemmeno dalla porta d’ingresso virtuale.
Chi può fare domanda: rinnovo, nuovi inserimenti, cambio provincia
La platea è ampia. Dentro ci sono:
- chi è già inserito nelle GPS 2024–2026 e vuole aggiornare il punteggio con nuovi titoli o servizi
- chi è già in graduatoria e decide solo di confermare la posizione
- chi punta a un nuovo inserimento per la prima volta
- chi sceglie di cambiare provincia, opzione sempre molto gettonata sulla base delle disponibilità di posti e della “competitività” locale.
Le graduatorie coinvolte sono le solite, ma con regole aggiornate:
- GPS I fascia: docenti abilitati e specializzati sul sostegno
- GPS II fascia: laureati con i requisiti specifici, ITP, ecc.
- posti di sostegno (sia in prima sia in seconda fascia, a seconda dei titoli)
- tutti gli ordini di scuola: infanzia, primaria, secondaria di I e II grado, ITP.
Il nodo, qui, sta nei titoli di accesso: abilitazioni, specializzazioni sul sostegno, lauree con il giusto piano di studi. Ogni classe di concorso ha le sue regole e l’ordinanza rimanda alle tabelle allegate per evitare interpretazioni creative.
Ordinanza, allegati, punteggi: la parte che nessuno vorrebbe leggere (ma va letta)
L’O.M. 27/2026 viene accompagnata dai classici allegati tecnici, che sono la vera “bibbia” del punteggio. Dentro le tabelle A trovi spiegato quanto vale ogni cosa:
- laurea, abilitazioni, specializzazioni
- anni di servizio (specifici e aspecifici)
- certificazioni linguistiche
- certificazioni informatiche e digitali
- master, corsi di perfezionamento, dottorati.
Per ogni segmento di scuola e fascia c’è una tabella diversa: infanzia/primaria, secondaria di I e II grado, ITP, sostegno. A queste si aggiungono gli allegati su riserve di legge e l’elenco degli enti certificatori di lingua straniera riconosciuti.
In pratica: se hai un titolo in mano e ti chiedi “mi vale qualcosa?”, la risposta sta lì.
Le novità più pesanti: certificazioni, digitale e sostegno
Rispetto al biennio precedente, il Ministero ha messo mano soprattutto a tre fronti: punteggi, certificazioni digitali e sostegno.
Meno spazio ai “micro-corsi” digitali
Negli ultimi anni, le GPS erano diventate anche il regno dei mini-corsi online da pochi euro, accumulati solo per sommare punti. Con le nuove tabelle, la linea è più selettiva: meno titoli “frammentati”, più peso a percorsi strutturati e coerenti con l’insegnamento e con un uso reale del digitale in classe.
Tradotto: chi ha investito in una formazione più solida si trova avvantaggiato rispetto a chi ha collezionato attestati in serie.
Lingue straniere: contano gli enti giusti
Un altro punto delicato è quello delle certificazioni linguistiche. L’ordinanza indica un elenco preciso di enti certificatori riconosciuti.
Se il tuo attestato arriva da un soggetto fuori lista, il rischio è semplice: quel titolo non viene valutato. E qui la differenza può essere di diversi punti in graduatoria.
Sostegno: conferme e bonus
Sul sostegno, il messaggio è chiaro: contano specializzazione e esperienza.
I percorsi specifici, compresi i corsi organizzati con modalità a distanza riconosciute dal Ministero, continuano a dare un punteggio significativo. Per molti docenti, soprattutto precari storici, è il canale più concreto per lavorare con continuità.
Prima fascia “con riserva”: chi è in corso può salire lo stesso
Una delle novità più pragmatiche riguarda la possibilità di entrare in prima fascia con riserva.
Chi sta frequentando un percorso abilitante o una specializzazione per il sostegno ma non ha ancora il titolo in mano al momento della domanda può comunque chiedere l’inserimento, a patto di sciogliere la riserva quando conseguirà il titolo, nelle modalità e nei tempi previsti dall’ordinanza.
È un meccanismo che prova a tenere insieme due esigenze: premiare chi si sta formando e, allo stesso tempo, dare alle scuole un bacino più ampio di candidati già in un percorso strutturato.
Come prepararsi prima di entrare in piattaforma
Qui viene la parte più pratica, quella che di solito fa la differenza tra una domanda compilata bene e una domanda rimpianta per due anni.
Prima di loggarti, conviene avere:
- tutti i titoli ordinati: lauree, abilitazioni, specializzazioni, master, corsi
- l’elenco degli anni di servizio, con scuole, periodi e tipologia di contratto
- eventuali certificazioni linguistiche e digitali, verificando che siano tra quelle valutabili secondo le nuove tabelle
- le idee chiare sulla provincia in cui inserirti: alcune sono molto affollate, altre meno, e i sindacati stanno già pubblicando schede con i numeri del biennio precedente.
Molti portali scuola e sigle sindacali stanno organizzando in questi giorni webinar, dirette e tutorial sulla compilazione della domanda, con simulazioni concrete dei vari passaggi. Sono una risorsa preziosa per evitare errori banali (o distrazioni fatali).
Link e risorse da inserire nel pezzo
Per la versione online dell’articolo puoi prevedere:
- un link interno a un approfondimento sul funzionamento delle GPS o sulle varie classi di concorso
- uno o due link esterni:
- al sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito nella sezione “Graduatorie provinciali e di istituto 2026–2028”
- a una guida normativa sintetica (di un sindacato o di un portale scuola autorevole) con le tabelle di valutazione commentate.
FAQ – Domande frequenti sulle GPS 2026
Da quando a quando si possono presentare le domande GPS 2026–2028?
Le istanze si possono presentare dalle ore 12:00 del 23 febbraio 2026 fino alle 23:59 del 16 marzo 2026. Oltre questi termini, salvo eventuali nuove disposizioni ufficiali, la finestra si considera chiusa.
Come si presenta la domanda per le GPS?
La domanda si compila solo online, attraverso i servizi digitali del Ministero (Istanze Online/POLIS e portale inPA), accedendo con SPID o Carta d’Identità Elettronica e seguendo il percorso guidato fino all’invio e alla ricevuta finale.
Posso cambiare provincia rispetto al precedente aggiornamento?
Sì, l’ordinanza consente di scegliere una provincia diversa rispetto al biennio precedente. La scelta va ponderata: alcune province sono molto più affollate di altre, e questo incide sulle possibilità di convocazione.
Chi è già inserito deve per forza aggiornare?
No, tecnicamente puoi anche confermare la posizione senza inserire nuovi titoli. Ma se nel frattempo hai maturato servizi, conseguito certificazioni o completato percorsi di formazione, conviene aggiornarli: il punteggio è quello che ti farà salire o scendere nelle liste.
Chi sta facendo un percorso abilitante può entrare in prima fascia?
In alcuni casi sì, tramite l’inserimento con riserva in prima fascia, se rientri nelle condizioni previste dall’ordinanza. La riserva si scioglie quando conseguirai il titolo, secondo tempi e modalità fissati dal Ministero.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






