Chi è Joan Thiele? Età, origini, Sanremo 2025 e il mondo pop-gangster di “Joanita”

Daniela Devecchi

Chi è Joan Thiele? Età, origini, Sanremo 2025 e il mondo pop-gangster di “Joanita”

Non tutte le artiste arrivano in tv passando dai talent o dai tormentoni. Alcune ci arrivano dopo anni di concerti, dischi “di culto” e canzoni scritte per il cinema. È il caso di Joan Thiele, cantautrice italo-colombiana che con Eco ha calcato il palco di Sanremo 2025, ma che dietro le quinte era già da tempo una delle penne più stimate della nuova musica italiana.

Chi è davvero Joan Thiele, quanti anni ha, da dove viene e perché tutti parlano del suo album Joanita come di un film in versione pop-gangster?

Età, origini e una vita sempre in movimento

Joan nasce il 21 settembre a Desenzano del Garda, sulle rive del lago di Garda. La famiglia è un crocevia: madre italiana di area napoletana, padre svizzero con radici colombiane. Già da bambina si muove tra Italia, Colombia, Canada, Inghilterra e Caraibi. Non proprio l’infanzia “casa, scuola, oratorio” di tanti coetanei.

Questo continuo spostarsi lascia un segno: lei stessa ha raccontato più volte di essersi sentita spesso “straniera” ovunque, e di aver trovato nella musica una specie di casa portatile. Una baby sitter le fa ascoltare per la prima volta i Led Zeppelin: da lì la chitarra smette di essere un gioco e diventa una promessa.

Sull’anno di nascita le fonti oscillano tra 1991 e 1992, ma le interviste più recenti la collocano intorno ai 33-34 anni. In ogni caso siamo lì: una trentina piena, vissuta tutta dentro la musica.

Dai primi singoli a “Tango”: la fase in inglese

Prima di diventare “la Joan di Eco e Joanita”, c’è stata una lunga fase in inglese. Dopo un periodo a Londra, dove inizia a esibirsi in piccoli locali e a scrivere con costanza, torna in Italia e si sposta a Milano.

Arrivano i primi singoli con una major: Save Me, Taxi Driver, Armenia. Brani in inglese, suono internazionale, un mix di R&B contemporaneo, soul e pop elegante. Sono pezzi che cominciano a girare in radio e nelle playlist più attente.

Nel 2018 pubblica il suo primo album, Tango: un lavoro che mescola ritmi latini, elettronica morbida, groove jazzati. Se lo riascolti oggi ci ritrovi molte cose che torneranno in seguito: il gusto per le atmosfere cinematografiche, la voce avvolgente, i dettagli sonori quasi “da colonna sonora”.

Lo sapevi che ha anche calcato palchi internazionali come lo Sziget Festival a Budapest? Non è partita “da zero” con Sanremo: la gavetta l’ha fatta eccome.

Il passaggio all’italiano: “Operazione oro” e il progetto “Atti”

A un certo punto l’inglese comincia a starle stretto. Joan inizia a scrivere in italiano e pubblica singoli come Le vacanze, Puta, Bambina. Il cambio di lingua porta con sé un cambio di profondità: le parole si fanno più intime, i testi parlano di identità, errori, relazioni complicate, paura di esporsi.

Nel 2020 esce Operazione oro, un EP che segna davvero l’inizio della “fase italiana”: un R&B raffinato che incontra il nostro cantautorato, con arrangiamenti curati e un immaginario quasi da mini-film.

Da lì arriva la trilogia Atti (Memoria del futuro, Disordinato spazio, L’errore): tre capitoli che sembrano le stagioni di una serie tv. Ogni “atto” racconta un pezzo di viaggio, tra nostalgie, desideri, scivolate e ripartenze. È in questo periodo che Joan viene sempre più cercata anche come autrice, non solo come interprete.

Tra le collaborazioni spicca il lavoro con il producer Mace, con cui condivide un’idea di musica molto “visiva”, piena di ambienti e stratificazioni.

“Proiettili” e l’ingresso nel cinema

La svolta arriva quando la sua scrittura incontra il grande schermo. Per il film Ti mangio il cuore, diretto da Pippo Mezzapesa, Joan firma e interpreta insieme a Elodie la canzone Proiettili (Ti mangio il cuore), scritta anche con Elisa.

Il brano è cupo, sensuale, intenso: amore, violenza, destino e Sud si intrecciano in modo quasi fisico. Non è la classica “canzone di film da titoli di coda”: è un pezzo che regge da solo e allo stesso tempo amplifica l’atmosfera della storia.

Risultato concreto: David di Donatello per la migliore canzone originale e candidatura ai Nastri d’argento. Da lì in poi nessuno può più fingere di non averla notata. Joan diventa definitivamente una delle firme più interessanti della musica italiana legata anche al mondo del cinema.

Sanremo 2025 con “Eco”: una lettera al fratello (e alla paura)

Febbraio 2025, Festival di Sanremo. Joan Thiele arriva in gara con Eco, un brano che a un primo ascolto può sembrare “solo” elegante e raffinato, ma che nasconde molto di più.

In diverse interviste ha raccontato che Eco è dedicata al fratello ed è, in filigrana, una canzone sulla paura: paura di crescere, di prendere posizione, di difendere le proprie idee, di guardarsi davvero allo specchio. Non un sermone, piuttosto un dialogo affettuoso e sincero.

In classifica finale non chiude nelle primissime posizioni, ma conquista critica e pubblico curioso. Molti la definiscono la “scoperta sanremese” per chi non la conosceva già. Nella serata delle cover sceglie Che cosa c’è di Gino Paoli insieme a Frah Quintale, portando un classico italiano in una dimensione contemporanea, morbida e urbana.

E tu? L’hai conosciuta con Eco o già da prima?

“Joanita”: un disco che sembra un film

Il giorno dopo Sanremo esce Joanita, il suo secondo album in studio e il primo completamente in italiano. La sensazione, ascoltandolo dall’inizio alla fine, è proprio quella di un film: c’è un’eroina, ci sono conflitti, ci sono saloon immaginari, pistole simboliche puntate contro le paure, camperos ai piedi, luci al neon, personaggi femminili forti, fragili, contraddittori.

La critica parla di “pop gangster”: un mix di R&B, colonne sonore italiane anni ’70, rimandi western all’italiana e un gusto narrativo molto marcato. Brani come Veleno, Occhi da gangster, Eco, Pazzerella disegnano figure femminili mai accomodanti, che sbagliano, amano, scappano, tornano, cambiano pelle.

Non è un disco fatto per riempire playlist random: è pensato per essere ascoltato tutto intero. Non è curioso che, in un’epoca di skip compulsivo, un’album così narrativo abbia convinto così tante persone?

Premi recenti e presenza sul palco

Negli ultimi anni Joan ha raccolto una serie di riconoscimenti che raccontano bene il suo peso artistico:

  • David di Donatello per Proiettili.
  • Premi ai Rockol Awards (tra cui “miglior artista dell’anno” e riconoscimenti SIAE per la scrittura).
  • Celebrazione come “cantautrice / songwriter dell’anno” in rassegne come Women in Music.

Parallelamente, i concerti sono diventati un pezzo fondamentale del suo racconto: tra club, festival estivi e rassegne, il Joanita tour ha portato sul palco un immaginario coerente con il disco, fatto di scenografie minimal ma molto evocative, luci cinematografiche e arrangiamenti pieni di dettagli.

Dal cinema di “Ti mangio il cuore” al film su Battiato

Il rapporto con il cinema non si è fermato a Proiettili. Nel 2026 Joan compare anche nel film Franco Battiato. Il lungo viaggio, un progetto dedicato alla figura di Franco Battiato distribuito come evento speciale nelle sale italiane.

La sua presenza nel cast conferma una direzione abbastanza chiara: Joan è una cantautrice che sente molto il legame con le immagini, con le storie, con l’idea di musica come dispositivo narrativo. E non è affatto escluso che nei prossimi anni la vedremo tornare spesso in territori di confine tra album, colonne sonore e progetti audiovisivi.

Vita privata e social: quanto è “pubblica” Joan Thiele?

Su un aspetto Joan è piuttosto costante: la vita privata resta, per quanto possibile, fuori dai riflettori. Alcune schede biografiche la descrivono come single, ma lei non ama spettacolarizzare relazioni o gossip.

Quello che invece condivide molto apertamente sono i pezzi di sé che finiscono nelle canzoni: il rapporto con il proprio corpo (di cui ha parlato spesso, raccontando di quanto si sia sentita a disagio e di come la musica l’abbia aiutata), la paura, la fragilità, la forza delle donne nel settore musicale.

Per seguirla da vicino il punto di riferimento è Instagram, dove è attiva come @joanthiele: lì annuncia concerti, nuove uscite, collaborazioni e ogni tanto apre piccole finestre sul dietro le quinte in studio o in tour.

FAQ su Joan Thiele

Quanti anni ha Joan Thiele?
È nata il 21 settembre a Desenzano del Garda. Le fonti oscillano tra 1991 e 1992 come anno di nascita; si può dire che oggi sia nella fascia dei 33-34 anni.

Da dove viene e quali sono le sue origini?
È nata in Lombardia ma ha origini miste: madre italiana, padre svizzero di origine colombiana. È cresciuta tra Italia, Colombia, Canada, Inghilterra e Caraibi.

Che canzone ha portato a Sanremo 2025?
Ha partecipato tra i Big con Eco, un brano dedicato al fratello e incentrato sul tema della paura e del coraggio di difendere le proprie idee.

Per quale film ha vinto il David di Donatello?
Per la canzone Proiettili (Ti mangio il cuore), scritta e interpretata con Elodie per il film “Ti mangio il cuore”.

Come si chiama il suo ultimo album?
Il suo disco più recente è Joanita, un album interamente in italiano con un forte immaginario pop-gangster e cinematografico.