Incidente mortale a Morciano, 19enne muore nella notte: bmw nella scarpata, ferita una 16enne

Serena Comito

Incidente mortale a Morciano, 19enne muore nella notte: bmw nella scarpata, ferita una 16enne

La strada era quasi vuota, poco dopo le tre del mattino.
Silenzio, qualche finestra ancora accesa, l’asfalto umido lungo via Santa Maria Maddalena, appena fuori Morciano di Romagna. Poi il rumore secco, quello che rompe la notte: una macchina che sbanda, gli alberi colpiti uno dopo l’altro, il volo nella scarpata.

Quando tutto si ferma, in fondo a un canale di scolo, c’è una Bmw rovesciata sul tetto. Dentro, un ragazzo di 19 anni che non respira più. Accanto a lui, una ragazza di 16 anni ancora viva, ferita, che deve trovare la forza di tirarsi fuori da quelle lamiere e chiedere aiuto.

La notte di Morciano e l’uscita di strada

L’incidente è avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, lungo via Santa Maria Maddalena, in un tratto che chi abita in zona conosce bene: strada stretta, scarpata sul lato, canale che corre parallelo alla carreggiata.

Alla guida della Bmw c’era un 19enne originario di Urbino e residente a Vallefoglia, nel pesarese. Sul sedile del passeggero, una sedicenne della stessa zona. Stavano percorrendo il rettilineo quando, per motivi che gli inquirenti stanno ancora chiarendo, l’auto ha iniziato a perdere aderenza e si è spostata verso il margine destro della strada.

Al momento non risulta il coinvolgimento di altri veicoli: tutto indica una uscita autonoma di strada.

La bmw contro gli alberi e il volo nella scarpata

La sequenza dello schianto è breve e devastante.
La Bmw finisce fuori carreggiata, sul lato destro, e va a colpire con la parte anteriore sinistra due alberi che si trovano a ridosso della strada. L’auto procede a velocità sostenuta e l’impatto con i tronchi è violentissimo.

Da lì, la macchina non si ferma: viene proiettata nella scarpata a lato di via Santa Maria Maddalena, piomba nel canale di scolo e si capotta, finendo completamente rovesciata sul tetto.

È nell’abitacolo, schiacciato dal peso dell’auto e dalla struttura deformata, che il 19enne perde la vita. Il tettuccio schiacciato e la forza dell’urto non gli lasciano scampo: quando i soccorritori lo raggiungono, non possono fare altro che constatare il decesso.

La ragazza ferita che risale dal canale e chiede aiuto

La ragazza di 16 anni seduta al suo fianco sopravvive. È ferita, confusa, ma cosciente.
Nel buio e nel fango del canale riesce a liberarsi dalle lamiere, a uscire dall’auto rovesciata e a risalire la scarpata. Non è una salita semplice: terreno scivoloso, il buio della notte, l’adrenalina che tiene insieme paura e dolore.

Una volta raggiunta la strada, cammina lungo via Santa Maria Maddalena fino a trovare una casa. Bussa, chiede aiuto, racconta quel che è successo per quel tanto che può. Sono le persone che le aprono la porta a chiamare immediatamente i soccorsi.

Sul posto arrivano:

  • le ambulanze del 118,
  • i vigili del fuoco,
  • le pattuglie delle forze dell’ordine.

La sedicenne viene caricata in ambulanza e portata in ospedale. È ferita, ma le sue condizioni non vengono descritte come critiche. Il ragazzo, invece, viene trovato senza vita all’interno dell’auto.

I rilievi e le indagini sulla dinamica

La zona viene subito chiusa al traffico per permettere le operazioni di recupero della Bmw finita nel canale e per eseguire i rilievi.
Gli investigatori misurano le distanze, cercano tracce di frenata, controllano lo stato dell’asfalto, la disposizione degli alberi e la profondità della scarpata.

Gli elementi su cui stanno lavorando sono precisi:

  • la velocità alla quale stava procedendo il veicolo;
  • le condizioni del manto stradale nel momento dell’incidente;
  • la presenza o meno di segni di frenata prima dell’uscita di strada;
  • la possibilità che alla base ci fosse una distrazione, un colpo di sonno o un tentativo improvviso di evitare qualcosa sulla carreggiata.

Come previsto dalla legge in casi di incidente mortale, è stata aperta un’indagine per omicidio stradale. Toccherà alle perizie tecniche, agli esami e alle testimonianze – in particolare a quelle della ragazza sopravvissuta – definire che cosa è successo in quei pochi secondi.

Il dolore tra Morciano, Urbino e Vallefoglia

Da quando la notizia ha iniziato a circolare, il dolore ha fatto in fretta il giro tra Morciano di Romagna, Urbino e Vallefoglia. Tre luoghi legati dalla stessa vicenda: dove il ragazzo è nato, dove viveva, dove si è consumato l’incidente.

Amici, compagni di scuola, ragazzi che lo avevano conosciuto sui campi da gioco o nelle uscite serali hanno iniziato a scrivere messaggi, a condividere ricordi, foto, momenti apparentemente normali: un allenamento, un pomeriggio al bar, un viaggio in macchina con la musica alta.

Per la famiglia è una frattura irreparabile: un figlio di 19 anni che esce e non torna più.
Per chi gli voleva bene, c’è il peso di una domanda che non smette di girare in testa: cosa sarebbe cambiato con un minuto in più, una velocità in meno, una scelta diversa.

Intanto un’altra famiglia vive ore di attesa e di sollievo misto a paura: la ragazza ferita, viva per miracolo, dovrà imparare a convivere con ciò che ha visto e con quella notte che non potrà dimenticare.

Ancora una vita spezzata sulla strada

La scena, purtroppo, è quella che si ripete spesso nelle cronache di provincia: una macchina che esce di strada, alberi troppo vicini alla carreggiata, fossi e canali senza protezioni solide tra l’asfalto e il vuoto.

Resta la stessa domanda di fondo ogni volta che un ragazzo muore così: quanto si può evitare e quanto no?
Le indagini diranno se la Bmw stava andando troppo forte, se il conducente era stanco, se c’è stato un errore umano o un imprevisto. Ma per chi oggi piange, la differenza non la fa più nessun verbale.

Quello che resta è un tratto di strada, una scarpata, un canale, una macchina distrutta e una vita che si è fermata in pochi secondi, nel cuore della notte, lungo una via che fino al giorno prima era solo una strada come tante.