Morto don Giovanni Gilli, il “prete scultore” di Baggiovara: chi era il parroco amato da Modena

Serena Comito

Morto don Giovanni Gilli, il “prete scultore” di Baggiovara: chi era il parroco amato da Modena

A Modena oggi il silenzio in chiesa pesa un po’ di più. La comunità di Baggiovara e tutta l’arcidiocesi piangono la morte di don Giovanni “Gianni” Gilli, sacerdote ottantenne, per anni volto e voce della parrocchia di San Giovanni Battista e conosciuto da tutti come il “prete scultore”.

Affetto da Sla, costretto da tempo alla carrozzina, ha continuato fino all’ultimo a celebrare, ascoltare, sorridere. Per molti, la sua presenza a messa – fragile nel corpo ma lucidissima nello sguardo – è stata una catechesi vivente su cosa significhi restare in piedi dentro la prova.

Chi era don Giovanni Gilli

Don Giovanni Gilli nasce il 18 aprile 1945 a Spezzano, frazione del comune di Fiorano Modenese, in una terra dove l’argilla è lavoro, fatica e, nel suo caso, anche vocazione artistica. Dopo gli studi in seminario viene ordinato sacerdote nel giugno del 1969, sotto la guida del vescovo monsignor Giuseppe Amici, e inizia il suo ministero a Nonantola.

Nel 1980 diventa parroco di Rubbiara, piccola comunità della campagna modenese, dove si immerge nella vita quotidiana delle famiglie e inizia a sperimentare un modo di fare pastorale molto concreto, fatto di relazioni, catechesi e attenzione alle periferie.

Qualche anno più tardi arriva la chiamata alla Città dei Ragazzi di Modena, progetto educativo che incrocia povertà, fragilità e desiderio di riscatto. Accanto a don Mario Rocchi, Gilli diventa punto di riferimento per tanti giovani e per sei anni segue anche i ragazzi dell’Azione Cattolica Ragazzi, portando nel mondo associativo lo stesso stile semplice e diretto che aveva in parrocchia.

Dal 2000 il suo nome si lega definitivamente a Baggiovara, dove viene nominato parroco della comunità di San Giovanni Battista e, negli ultimi anni, parroco in solidum insieme a don Andrea Casolari. Qui, tra chiesa, oratorio e ospedale, la sua figura diventa familiare per fedeli, sanitari e pazienti.

Dalla Città dei Ragazzi a Baggiovara: una vita tra giovani e comunità

Chi lo ha conosciuto alla Città dei Ragazzi lo ricorda come un prete capace di ascoltare senza fretta, di fermarsi accanto a chi faceva più fatica, di trasformare una partita a pallone, un laboratorio o una chiacchierata in cortile in un’occasione di crescita.

Lo stesso stile lo porta poi a Baggiovara: liturgie curate ma mai rigide, omelie che partono dalla vita concreta, grande attenzione ai bambini, ai malati dell’ospedale vicino, agli anziani rimasti soli. Quando la salute lo costringe alla carrozzina, non si ritira. Semplicemente si sposta di qualche metro: dall’altare al corridoio laterale, dalla sacrestia al sagrato, ma sempre in mezzo alla sua gente.

Il prete scultore: il “Percorso della salvezza” e la Madonna del Passerotto

Don Giovanni Gilli scopre tardi ma con forza la sua vena artistica. L’argilla diventa lo strumento con cui prova a raccontare il Vangelo in 3D: volti, mani, sguardi, corpi feriti o consolati che, nelle sue sculture, parlano anche a chi magari in chiesa non entrerebbe mai.

A Rubbiara realizza il “Percorso della salvezza”, un parco catechistico con venti gruppi scultorei a grandezza naturale che ripercorrono le tappe principali della vita di Gesù e di Maria. Un cammino all’aperto dove famiglie, gruppi e ragazzi possono sostare, leggere, pregare, semplicemente lasciarsi interrogare da quelle scene modellate nella creta.

Nel 2017 a Spezzano viene inaugurata la statua in bronzo della “Madonna del Passerotto”, collocata sul sagrato della chiesa di San Giovanni Evangelista. Al centro c’è un piccolo uccellino, legato a una leggenda ascoltata da bambino: il passerotto che, impietosito dal Cristo crocifisso, prova a togliere qualche spina dalla corona e si macchia il petto di rosso. Intorno, Maria, Gesù Bambino e san Giovanni Evangelista proteggono con delicatezza quell’animale fragile, come simbolo dell’amore di Dio per ogni creatura.

Sempre da una sua scultura nasce anche la formella sulla Trinità donata a Papa Francesco: il pontefice lo chiama personalmente al telefono per ringraziarlo, riconoscendo in quell’opera una testimonianza di fede che va oltre i confini della diocesi.

La malattia, la carrozzina e una frase che resta

Da diversi anni don Gilli convive con la Sla, una malattia che progressivamente gli toglie forza e parola, ma non gli ruba il desiderio di incontrare le persone. Le cronache raccontano di lui in carrozzina, presente alle celebrazioni, alle iniziative della parrocchia e agli incontri con i malati.

In più di un’occasione ha spiegato come viveva la malattia. Una frase è rimasta impressa a molti fedeli:
«Io non sono la mia malattia: sono quello che sono per i valori che ho, per le cose in cui credo, per le persone che amo».

Parole semplici, che arrivano da chi la sofferenza non l’ha guardata da lontano ma l’ha abitata ogni giorno. Per qualcuno, magari, restano la sintesi più vera del suo testamento spirituale.

Il cordoglio della comunità e i messaggi sui social

La notizia della morte di don Giovanni Gilli si diffonde nella mattinata del 21 febbraio 2026, accolta con dolore dalla Chiesa di Modena-Nonantola e dalla comunità di Baggiovara. I siti di informazione locale parlano di lutto a Modena e di un parroco che ha saputo farsi amare ovunque sia passato.

Sui social compaiono messaggi di parrocchiani, ex ragazzi dell’oratorio, volontari della Caritas, insegnanti e operatori che lo hanno incontrato in questi anni:
c’è chi lo ringrazia per una parola detta nel momento giusto, chi ricorda una benedizione all’ospedale, chi conserva nel telefono una foto di lui sorridente, seduto in carrozzina ma circondato dai bambini della parrocchia.

L’arcidiocesi, nei suoi comunicati, parla di un sacerdote mite e tenace, capace di unire arte, pastorale e sofferenza in una unica, grande testimonianza. I dettagli su rosario e funerali saranno resi noti dalla diocesi e dalla comunità parrocchiale nelle prossime ore.

FAQ su don Giovanni Gilli

Quanti anni aveva don Giovanni Gilli quando è morto?
Don Giovanni Gilli aveva 80 anni: era nato il 18 aprile 1945 e la notizia della sua morte è stata diffusa il 21 febbraio 2026.

Di quale malattia soffriva don Giovanni Gilli?
Era affetto da Sla (sclerosi laterale amiotrofica). Nonostante la progressiva perdita di autonomia, ha continuato a partecipare alla vita della comunità e a testimoniare la fede dalla carrozzina.

Perché veniva chiamato “prete scultore”?
Perché, accanto al ministero pastorale, don Gilli aveva sviluppato una forte vena artistica: modellava la creta e realizzava sculture a tema religioso, tra cui il “Percorso della salvezza” a Rubbiara e la “Madonna del Passerotto” a Spezzano.

Qual è l’opera più famosa di don Giovanni Gilli?
Tra le più note ci sono il parco catechistico “Percorso della salvezza” con venti gruppi scultorei a grandezza naturale e la statua in bronzo della “Madonna del Passerotto”, collocata sul sagrato della chiesa di San Giovanni Evangelista a Spezzano.

Che rapporto aveva con Papa Francesco?
Papa Francesco lo ha personalmente chiamato per ringraziarlo di una formella sulla Trinità che don Gilli aveva inviato in dono: un gesto che lui stesso ha raccontato come una grande sorpresa e una conferma del valore della sua arte al servizio del Vangelo.