Morto Benjamin Zongo, il giovane attaccante del Movi Centallo trovato senza vita in casa a Fossano

Serena Comito

Morto Benjamin Zongo, il giovane attaccante del Movi Centallo trovato senza vita in casa a Fossano

A Fossano, nel calcio dilettantistico, il nome che rimbalza ovunque è uno solo: Benjamin Zongo.
Non per un gol decisivo o per una promozione, ma per qualcosa che nessuno avrebbe mai voluto leggere: il giovane attaccante del Movi Centallo è stato trovato morto nella sua abitazione di via Risaglia. Aveva poco più di vent’anni, una carriera ancora tutta da scrivere e un sorriso che, a sentire chi lo conosceva, difficilmente passava inosservato.

La notizia è arrivata all’improvviso, gelida, in una giornata qualunque di campionato. Da un momento all’altro chat di squadra, dirigenti, amici e avversari si sono ritrovati a condividere lo stesso silenzio incredulo.

Chi era Benjamin Zongo

Benjamin Zongo, classe 1998, era originario della Costa d’Avorio, ma da tempo aveva trovato casa nel cuneese.
Fossano era diventata la sua città, il posto dove allenarsi, vivere, costruirsi una quotidianità fatta di lavoro, sacrifici e pallone.

In campo giocava da attaccante o esterno offensivo: rapido, istintivo, uno di quelli che amano partire larghi e puntare l’uomo, oppure farsi trovare nello spazio giusto dietro la linea difensiva. Non parliamo di un professionista copertina, ma di quel tipo di calciatore che ogni allenatore, in Terza Categoria come in categorie più alte, è felice di avere: generoso, disposto a correre anche quando la partita sembra segnata.

Dietro i numeri, però, c’era un ragazzo. Chi l’ha incrociato negli spogliatoi lo descrive come riservato ma sempre sorridente, educato, rispettoso con tutti. Uno che non alzava mai la voce, ma che sapeva farsi voler bene con i gesti di tutti i giorni: un passaggio in più in allenamento, una parola di incoraggiamento, una risata al momento giusto.

Dalla Costa d’Avorio ai campi di provincia

La storia di Benjamin è simile a quella di tanti ragazzi che inseguono un sogno lontano da casa.
Lascia la Costa d’Avorio da giovanissimo e, passo dopo passo, entra nel giro del calcio piemontese. Prima il settore giovanile e le esperienze con la Benarzole, poi l’approdo alla Monregale: campi in erba non sempre perfetta, spogliatoi stretti, trasferte brevi ma intense, in quelle domeniche in cui il calcio è ancora fatto di strette di mano, panini al bar e maglie lavate a mano.

Nel suo percorso c’è anche una parentesi importante all’estero: una stagione in Francia, in National 2, con il Racing Club. Una realtà diversa, più strutturata, con un livello di gioco più alto e un’altra lingua da imparare. Per tanti sarebbe stato un punto d’arrivo, per lui solo un pezzo in più del viaggio.

Quando rientra in Italia, la scelta è chiara: ricominciare da qui, da quei campionati che non finiscono in tv ma che fanno comunque parte della grande mappa del calcio.

L’arrivo al Movi Centallo e una nuova ripartenza

Nell’estate del 2025 arriva la chiamata del Movi Centallo, squadra di Terza Categoria della provincia di Cuneo. Il suo nome viene presentato come un innesto importante: un giocatore con esperienze fuori dall’Italia, un attaccante “di fantasia” per alzare il livello della rosa.

Per Benjamin è l’ennesima ripartenza: nuova maglia, nuovi compagni, un mister da convincere. Niente luci dei riflettori, niente contratti milionari, solo quello che il calcio di provincia sa offrire: un gruppo, una maglia, il gusto di allenarsi al tramonto con il freddo addosso e il respiro che si vede nell’aria.

Fin da subito si fa notare per il suo atteggiamento. Anche quando non è al top della forma, non si nasconde. All’inizio della stagione, raccontano, non giocava le amichevoli perché non era ancora pronto fisicamente, ma invece di sparire rimaneva lì: si presentava comunque al campo e correva per tutta la durata della partita a bordo campo, per rimettersi in condizione. Non è un dettaglio romantico: è il segno concreto di come interpretava il suo ruolo.

“Sempre sorridente, uomo spogliatoio”

A tracciare il ritratto più vero di Benjamin è il suo allenatore al Movi Centallo, Mattia Rosso.
Parla di lui come di un giocatore dalle ottime potenzialità, ma soprattutto come di un ragazzo sempre sorridente, uno che non mancava mai di salutare, di scherzare, di tenere su il morale degli altri.

In spogliatoio, dicono, era un “uomo squadra”: non quello che fa discorsi infiniti, ma quello che c’è sempre. Non serve per forza segnare a ogni partita per essere importante: conta come ti comporti ad allenamento finito, quando trovi ancora le forze per dare una mano, sistemare i coni, scambiare due battute con chi ha giocato poco.

Questo lato umano, più ancora delle giocate in campo, è quello che oggi viene ricordato con più forza da chi ci ha condiviso una stagione, un allenamento o anche solo qualche partita da avversario.

Il ritrovamento in casa e il silenzio sulle cause

La parte più dura di questa storia è quella che nessuno vorrebbe scrivere.
Il corpo di Benjamin è stato trovato senza vita nella sua casa di via Risaglia, a Fossano, il venerdì in cui la notizia ha cominciato a circolare. È lì che viveva, nella città che lo aveva adottato e che oggi si trova a piangerlo.

Al momento non sono state rese note le cause della morte.
Nessun dettaglio ufficiale su cosa sia successo in quelle ore, nessuna ricostruzione pubblica. In questi casi, prima arrivano i familiari, le indagini, gli accertamenti medici; solo dopo, eventualmente, le parole.

Per chi seguiva il calcio locale, però, è già abbastanza sapere che un ragazzo di quell’età, con quella storia alle spalle, non c’è più. È un buco difficile da colmare, soprattutto per chi con lui divideva gli stessi spogliatoi.

Un colpo al cuore del calcio dilettantistico

Il calcio dilettantistico ha una sua geografia particolare.
Si gioca sempre negli stessi campi, ci si incontra e reincontra, si cambia maglia ma ci si riconosce. Si litiga novanta minuti e poi ci si saluta al bar. In questo circuito, le persone non sono solo nomi sulla distinta: sono facce, abitudini, modi di giocare.

Per questo, quando un ragazzo come Benjamin se ne va all’improvviso:

  • lo sentono i compagni di squadra, che perdono un amico oltre che un attaccante;
  • lo sentono gli avversari, che da domenica prossima non lo troveranno più a partire sulla fascia o a rientrare sul destro;
  • lo sentono allenatori, dirigenti, volontari, quelli che hanno visto le sue scarpe sporche di fango, le corse in allenamento, i ritardi, le risate nello spogliatoio.

Il vuoto più grande, forse, si vedrà proprio la domenica. Quando la squadra scenderà in campo e il suo posto in panchina o nel riscaldamento resterà libero.

FAQ su Benjamin Zongo

Chi era Benjamin Zongo?
Era un calciatore ivoriano, classe 1998, attaccante del Movi Centallo e residente a Fossano. In precedenza aveva giocato per Benarzole e Monregale, con una parentesi in Francia in quarta serie.

In che ruolo giocava?
Giocava come attaccante o esterno offensivo: veloce, portato per l’uno contro uno e per gli inserimenti in profondità.

Dove è stato trovato senza vita?
Benjamin è stato trovato morto nella sua abitazione di via Risaglia, a Fossano, dove viveva.

Si conoscono le cause della morte?
Al momento non sono stati diffusi dettagli ufficiali sulle cause del decesso. Le autorità stanno svolgendo i dovuti accertamenti.

Come viene ricordato da chi lo conosceva?
Allenatore e compagni lo descrivono come un ragazzo sempre sorridente, serio nel lavoro e punto di riferimento nello spogliatoio. Un giocatore con ottime potenzialità e, prima di tutto, una brava persona.