A Viterbo oggi si parla soprattutto di una voce.
Non si vede, non si tocca, ma chi ha vissuto gli anni delle radio libere nella Tuscia ce l’ha ancora nitida nella testa: Francesca, all’anagrafe Costanza Mezzetti.
Si è spenta a 92 anni nella mattinata del 21 febbraio, a Villa Rosa, lasciando un vuoto che non è solo familiare ma profondamente collettivo. Perché Francesca non era “solo” una conduttrice: era la voce di Rmt – Radio Mediterraneo Trasmissioni, la radio delle dediche, degli auguri in diretta, del liscio e delle serate passate a ballare nei locali della provincia. Una radio che, prima di tutto, era una comunità.
Chi era Costanza Mezzetti, la Francesca della Tuscia
Dietro il nome radiofonico Francesca c’era lei, Costanza Mezzetti, donna di carattere e di grande presenza, che con il marito Paolo Berni ha costruito passo dopo passo l’avventura di Radio Mediterraneo Trasmissioni.
Il loro quartier generale era a Tre Croci, frazione di Vetralla, ma le frequenze arrivavano ovunque nella Tuscia. Erano gli anni in cui la radio scandiva le giornate: mattina, pomeriggio, sera, con le voci di casa che entravano nei salotti, nei bar, nelle botteghe.
Francesca, con il suo timbro inconfondibile, diventava un’abitudine. Una di quelle presenze che non hanno bisogno di cognome: negli anni ’80 e ’90 bastava dire “Francesca” e chiunque ascoltasse la radio sapeva di chi si parlava.
Gli anni d’oro di Radio Mediterraneo Trasmissioni
RMT non era una radio come le altre.
La programmazione era costruita intorno alle persone, prima ancora che intorno alle canzoni. C’erano le trasmissioni dedicate al liscio, gli spazi di dediche e auguri, le rubriche di saluti per compleanni, anniversari, ricorrenze. Si ballava dal vivo nei locali della Tuscia e, allo stesso tempo, si ballava in casa davanti alla radio.
Francesca guidava quell’universo con naturalezza. Apriva il microfono e i telefoni iniziavano a suonare senza sosta: chiamate in diretta, voci che arrivavano da tutta la provincia, persone che ormai si conoscevano per nome. C’era Armida della stazione, Isolina di Terni, Ada di Villa Immacolata: un piccolo mondo fisso, che ruotava attorno ai suoi programmi.
In palinsesto, oltre alla musica, c’erano titoli diventati familiari per gli ascoltatori, come “Liscio primo amore”, “Passeggiata romana”, e soprattutto le lunghe dirette notturne, quelle che tenevano svegli camionisti, baristi, lavoratori notturni e insonni di ogni età. Spesso, a condividere il microfono, c’era anche il marito Paolo, presenza discreta e fondamentale in quell’avventura.
Una voce che creava comunità
Il segreto di Francesca non stava solo nella scelta dei brani o nel tono di voce, ma nel rapporto diretto con chi era all’ascolto.
Non usava filtri, formalismi, frasi studiate. Parlava come si parla tra amici: ti chiamava per nome, commentava la tua dedica, si ricordava della malattia di un parente, di un compleanno, di una piccola gioia raccontata una settimana prima.
Per molti anziani rimasti soli, per chi lavorava lontano, per chi non aveva la possibilità di muoversi, quella voce era un appiglio quotidiano. Qualcosa che faceva compagnia, che rassicurava. Non a caso, i racconti di chi l’ha ascoltata parlano di schiettezza, sincerità e immediatezza: tre qualità che, in radio, fanno la differenza.
Alla fine di ogni trasmissione c’era una frase che è rimasta impressa: il suo “abbraccio circolare a tutti”. Un modo tutto suo per dire: non vi vedo, ma vi abbraccio uno per uno, ovunque siate.
Le radici tra Tre Croci e Marta
Costanza Mezzetti viveva a Tre Croci, dove con Paolo Berni aveva dato forma e voce a Radio Mediterraneo Trasmissioni. Ma nel ricordo di chi l’ha conosciuta torna spesso anche il legame con Marta, il paese d’origine che lei non ha mai dimenticato e che portava con sé in racconti, ricordi, aneddoti.
Il suo modo di parlare alla gente era figlio di quella cultura: un misto di concretezza, ironia e calore paesano. Non c’era distanza tra “la voce importante della radio” e l’ascoltatore. C’erano persone, punto.
La morte a 92 anni e l’ultimo saluto
La notizia della morte di Costanza Mezzetti è arrivata il 21 febbraio 2026.
Francesca si è spenta a Villa Rosa a Viterbo, dove è stata allestita la camera ardente.
Per tante persone che l’hanno ascoltata per decenni, la sensazione è un po’ la stessa: come se si fosse chiusa per l’ultima volta la manopola di un vecchio stereo, lasciando un attimo di silenzio dove prima c’era la sua risata, una battuta, una canzone richiesta al volo.
I funerali sono fissati per lunedì 23 febbraio alle 15, nella chiesa di Tre Croci, la frazione di Vetralla dove viveva da anni insieme alla sua famiglia. È lì che la saluteranno amici, ascoltatori storici, collaboratori e chi, negli anni, ha condiviso con lei studio, serate dal vivo, feste e trasmissioni.
Chi le è stato vicino ama pensare che “il microfono non si sia spento davvero”, ma che si sia solo spostato altrove: da qualche parte, in un’altra frequenza che non possiamo sintonizzare, ci sia di nuovo lei al fianco di Paolo, con lo stesso abbraccio circolare di sempre.
FAQ su Costanza Mezzetti (Francesca)
Quanti anni aveva Costanza Mezzetti quando è morta?
Costanza Mezzetti aveva 92 anni. La sua morte è stata resa nota il 21 febbraio 2026.
Perché era conosciuta come Francesca?
“Francesca” era il suo nome d’arte in radio. Negli anni ’80 e ’90 bastava pronunciare quel nome sulle frequenze della Tuscia perché gli ascoltatori riconoscessero subito la voce storica di Radio Mediterraneo Trasmissioni.
Che cos’era Radio Mediterraneo Trasmissioni?
RMT – Radio Mediterraneo Trasmissioni era un’emittente radiofonica con sede a Tre Croci di Vetralla, nata e cresciuta anche grazie al lavoro di Costanza Mezzetti e del marito Paolo Berni. Era famosa per le dediche, gli auguri in diretta, le trasmissioni di liscio e le lunghe dirette notturne.
Dove si terranno i funerali di Costanza Mezzetti?
I funerali sono stati fissati per lunedì 23 febbraio alle ore 15 nella chiesa di Tre Croci, frazione di Vetralla, dove viveva.
Qual era il suo legame con la Tuscia?
Costanza Mezzetti è diventata negli anni una vera icona locale: attraverso la radio ha dato voce alla Tuscia, ai suoi paesi, alle sue feste, alle storie delle persone comuni. Il suo modo di fare radio l’ha resa una figura di riferimento per chiunque, in provincia di Viterbo, abbia vissuto l’epoca delle radio libere e delle dediche in FM.
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






