Trani, morto Salvatore Patruno nell’incidente in via Barletta

Serena Comito

Trani, morto Salvatore Patruno nell’incidente in via Barletta

A Trani la notte tra giovedì e venerdì si è spezzata all’improvviso, lungo quel rettilineo che porta verso Barletta e che in tanti percorrono ogni giorno quasi in automatico.
Lì, in via Barletta, una Volkswagen Golf è finita fuori strada nel cuore della notte. A bordo tre giovani. Uno di loro, Salvatore Patruno, tranese, poco meno che quarantenne, non è più tornato a casa.

Per lui i soccorsi non sono bastati. Gli altri due, un 17enne e un 21enne, sono stati portati d’urgenza in ospedale, feriti in modo serio ma vivi. La città stamattina si è svegliata con una sola frase che rimbalza ovunque: “Hai saputo di Salvatore?”.

Chi era Salvatore Patruno

I lanci delle testate locali lo descrivono come un 39enne di Trani, molto conosciuto in città. Non un nome anonimo dentro una statistica, ma un volto che in tanti riconoscevano, tra lavoro, amicizie e quel tessuto di relazioni che in una città di mare come Trani si intrecciano tra bar, locali, campi sportivi, capannoni e uffici.

Su di lui, per ora, i giornali si fermano ai dati essenziali: età, residenza, il fatto che fosse in auto con due ragazzi più giovani. Ma basta scorrere i commenti e i messaggi comparsi nelle chat e sui social per capire che la notizia ha colpito nel profondo: c’è chi lo saluta chiamandolo “amico”, chi ricorda serate, chi parla di un ragazzo che “aveva sempre una parola pronta” o di qualcuno con cui era normale fermarsi a chiacchierare cinque minuti in più.

La parte privata – la famiglia, gli affetti, il lavoro – resta giustamente protetta in queste ore, ma è evidente che dietro quel nome c’è una vita costruita qui, tra la Bat e la sua costa.

L’incidente in via Barletta sulla provinciale Trani–Barletta

Lo schianto è avvenuto attorno alle 2 di notte, lungo la provinciale che collega Trani a Barletta, nel tratto urbano di via Barletta. È una strada che molti definiscono “un rettilineo semplice”, ma che le cronache raccontano spesso come teatro di incidenti violenti: buio, velocità, fondo stradale spesso insidioso, soprattutto dopo la pioggia.

Secondo le prime ricostruzioni, ancora al vaglio degli inquirenti, la Golf con a bordo i tre ragazzi stava percorrendo la provinciale quando, per cause che dovranno essere chiarite fino in fondo, il conducente ha perso il controllo del mezzo. Alcune testate parlano di velocità sostenuta e di un urto contro un muretto a secco lungo la carreggiata; altre sottolineano il possibile ruolo dell’asfalto viscido dopo le piogge delle ore precedenti.

In ogni caso, l’auto è finita fuori strada in modo violento. L’impatto è stato tale che il corpo di Salvatore Patruno è stato ritrovato a distanza dalla vettura, segno di un’uscita di strada con una forza devastante che non gli ha lasciato scampo.

Soccorsi immediati, ma per Salvatore non c’era più niente da fare

Subito dopo l’incidente, nella notte, qualcuno ha dato l’allarme. In pochi minuti sono arrivati:

  • i sanitari del 118,
  • i vigili del fuoco, chiamati a liberare l’abitacolo e a mettere in sicurezza la zona,
  • i carabinieri, incaricati dei rilievi.

I soccorritori hanno provato a lungo a rianimare Patruno, ma ogni tentativo si è rivelato inutile. Il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso sul posto.

Gli altri due ragazzi sono stati estratti dall’auto e trasferiti in codice rosso: il 17enne è stato portato all’ospedale Dimiccoli di Barletta, il 21enne è finito al Bonomo di Andria. Entrambi avrebbero riportato soprattutto traumi cranici; le loro condizioni, inizialmente critiche, secondo gli ultimi aggiornamenti sarebbero in miglioramento e non sarebbero in pericolo di vita.

Nelle ore immediatamente successive si era diffusa persino la voce di un secondo decesso, poi smentita ufficialmente dalle testate locali: l’unica vittima accertata è Salvatore Patruno, mentre i due ragazzi restano ricoverati e seguiti dai medici.

Una dinamica ancora da chiarire: chi guidava, cosa è successo

Su un punto, al momento, i racconti non sono perfettamente allineati:

  • c’è chi scrive che Patruno fosse passeggero della Golf,
  • altri articoli lo indicano invece come uomo alla guida del veicolo.

È uno dei dettagli che i carabinieri dovranno fissare con certezza nei prossimi giorni, insieme a:

  • la velocità reale dell’auto,
  • le condizioni del fondo stradale,
  • l’eventuale presenza di ostacoli o manovre improvvise,
  • l’ipotesi di distrazione o di un colpo di sonno.

Le indagini passeranno per i rilievi già effettuati in nottata, per le testimonianze di chi è arrivato subito dopo lo schianto, per le immagini di eventuali telecamere nella zona e per gli accertamenti tecnici sull’auto. Il quadro, per ora, è chiaro solo in un punto: non ci sono altri mezzi coinvolti. L’auto, da sola, è uscita di strada trasformando una notte qualunque in una tragedia.

Via Barletta, una strada che torna spesso nelle cronache

Per chi vive nella Bat, leggere “incidente in via Barletta” non è purtroppo una novità. Quel tratto di provinciale è già finito più volte nelle cronache per uscite di strada, frontali, tamponamenti.

Ogni volta si ripete lo stesso copione: fondo scivoloso, velocità sottovalutata, qualche distrazione, magari il ritorno da una serata tra amici. Stavolta nel bilancio c’è un solo morto e due feriti; altre volte le vittime sono state di più.

Non è escluso che, dopo l’ennesimo caso, torni sul tavolo la discussione sulla sicurezza di quella strada: illuminazione, controlli di velocità, segnaletica, eventuali barriere o interventi strutturali. Ma intanto, nella realtà di oggi, c’è una famiglia che piange un figlio e due giovani che stanno lottando in ospedale per rimettersi in piedi.

Il dolore di Trani e i messaggi sui social

Dalla mattina il nome di Salvatore Patruno rimbalza sui telefoni: chat di amici, gruppi WhatsApp, commenti sotto gli articoli. I primi messaggi sono di incredulità, quasi di rifiuto. Poi arrivano le frasi più semplici, quelle che compaiono quando non si sa cosa dire: “Non è possibile”, “Ti ricorderemo così”, “Riposa in pace”.

Alcuni profili social della zona hanno rilanciato la notizia parlando di “notte lacerata dal fragore del metallo e dal silenzio dopo lo schianto”, una frase che riassume bene quello che resta quando i lampeggianti si spengono e la strada torna vuota.

Per la città, la sua morte è l’ennesimo promemoria di quanto sottile sia la linea tra la normalità di una notte in macchina e un volo fuori strada da cui non si torna.

Domande frequenti sulla morte di Salvatore Patruno a Trani

Chi era Salvatore Patruno?
Salvatore Patruno era un uomo di circa 39 anni, residente a Trani, molto conosciuto in città. Le testate locali lo indicano come la vittima dell’incidente avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 febbraio lungo via Barletta, sulla provinciale che collega Trani a Barletta.

Dove è avvenuto l’incidente in cui è morto?
L’incidente è avvenuto in via Barletta, tratto della provinciale Trani–Barletta, nelle prime ore della notte. L’auto su cui viaggiava Patruno, una Volkswagen Golf, è finita fuori strada senza coinvolgere altri veicoli.

Quante persone erano a bordo dell’auto?
A bordo della Golf c’erano tre persone: Salvatore Patruno e due giovani, un 17enne e un 21enne, entrambi baresi ma residenti a Trani. Patruno è morto sul colpo, mentre i due amici sono stati soccorsi e trasferiti d’urgenza negli ospedali di Barletta e Andria.

Com’è successo l’incidente?
La dinamica precisa è ancora in fase di accertamento. Le prime ricostruzioni parlano di perdita di controllo del veicolo, forse per la velocità e il fondo stradale reso viscido dalla pioggia. L’auto è uscita di strada e ha urtato un muretto a secco o le strutture laterali della carreggiata, finendo fuori dalla sede stradale. Non risultano altri mezzi coinvolti.

Come stanno gli altri due ragazzi?
I due giovani che viaggiavano con lui sono stati trasportati in codice rosso: il 17enne al Dimiccoli di Barletta, il 21enne al Bonomo di Andria. Hanno riportato soprattutto traumi cranici. Dopo le prime ore di grande preoccupazione, le loro condizioni vengono descritte come gravi ma in miglioramento, e non sarebbero in pericolo di vita.