L’Aquila – Quel viaggio doveva essere una semplice andata e ritorno: qualche giorno di stacco, il borsone in macchina e l’A24 imboccata quasi senza pensarci. Invece, nel tratto fra L’Aquila e Roma, su quell’autostrada che tutti usano per rientrare a casa, quel percorso si è interrotto di colpo.
Al volante c’era un 26enne, allievo della Guardia di Finanza in forza alla Scuola ispettori e sovrintendenti di Coppito. Il suo rientro si è fermato nel primo pomeriggio, dopo uno scontro violentissimo con un tir parcheggiato in una piazzola di sosta. La direzione era il Lazio, dove vivono i genitori e il resto della famiglia: lì non è mai arrivato.
L’incidente dopo la galleria San Rocco
Lo schianto è stato registrato subito dopo la galleria San Rocco, nel tratto di A24 compreso tra i caselli di Tornimparte e Valle del Salto, corsia in direzione Roma. È un pezzo di autostrada che chi abita in zona conosce bene: gallerie che si aprono all’improvviso, curve, cambi di luce, tratti in cui basta poco per ritrovarsi in difficoltà se qualcosa va storto.
Secondo la prima ricostruzione, il 26enne era alla guida della sua auto. All’uscita della galleria, per motivi che devono ancora essere chiariti del tutto, avrebbe perso il controllo del veicolo. La macchina è finita dritta verso la piazzola dove era fermo un tir, centrando il semirimorchio con una violenza tale da infilarsi in parte sotto il camion.
Quando i soccorritori sono arrivati, l’auto era accartocciata, il frontale completamente schiacciato sotto il mezzo pesante. Una scena che raccontava da sola la forza dell’impatto e quanto siano stati inutili, da subito, i tentativi di strappare il giovane a quel groviglio di lamiere.
I soccorsi e il lavoro della polizia stradale
Sul posto è scattata subito la macchina dei soccorsi.
Sono intervenuti:
- le ambulanze del 118,
- l’elisoccorso,
- le pattuglie della polizia stradale,
- il personale della società che gestisce quel tratto di A24.
I sanitari hanno provato a fare il possibile, ma le ferite riportate dal ragazzo erano troppo gravi. Il decesso è stato constatato poco dopo, praticamente sul luogo dell’incidente.
Nel frattempo la polizia stradale ha iniziato i rilievi: misurazioni, fotografie, ricostruzione delle posizioni dei mezzi, verifica di eventuali tracce di frenata, controllo delle condizioni dell’asfalto e della visibilità in uscita dalla galleria. Tra le ipotesi sul tavolo ci sono anche il possibile asfalto bagnato, la velocità tenuta dall’auto e l’effettiva collocazione del tir in piazzola.
Per ore l’autostrada ha viaggiato a singhiozzo: carreggiate chiuse, deviazioni, colonne di macchine, automobilisti fermi a guardare i lampeggianti in lontananza chiedendosi che cosa fosse successo. Sull’asfalto, al centro di tutto, la sagoma di un’auto distrutta e la storia di un ragazzo di ventisei anni che lì si è fermata.
Il legame con la caserma di Coppito
Il 26enne non era un automobilista qualsiasi. Era un allievo finanziere, uno dei ragazzi che stanno costruendo il loro futuro in divisa alla Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza di Coppito, alle porte dell’Aquila.
La routine, per lui, era quella di tanti coetanei in caserma: sveglia presto, lezioni, addestramento, orari scanditi al minuto. Esami, prove fisiche, istruttori esigenti, colleghi con cui dividere camerate e stanchezze. Un percorso che non è solo studio, ma anche scelta di vita.
In questi giorni aveva ottenuto qualche giorno di licenza per rientrare in Lazio, rivedere la famiglia, staccare un attimo prima di riprendere il ritmo della scuola. Quel viaggio sull’A24 doveva essere solo il ponte tra caserma e casa.
Quando la notizia è arrivata a Coppito, fra gli allievi e il personale è calato un silenzio pesante. Nei corridoi della scuola si parla di lui con un misto di incredulità e rabbia contro una fatalità che sembra quasi senza senso. Un collega, un compagno di corso, un ragazzo che fino a poche ore prima divideva lezioni e mensa con gli altri, e che ora viene ricordato solo come “il 26enne morto sull’A24”.
Il dolore della famiglia e il silenzio sul nome
La famiglia del giovane, che vive in un comune del Lazio, è stata avvisata subito dopo l’incidente. È una di quelle telefonate che nessuno vorrebbe mai ricevere: il figlio partito per l’Abruzzo per diventare sottufficiale della Guardia di Finanza, i progetti per il futuro, l’orgoglio per la divisa, spazzati via da poche parole.
Per rispetto dei parenti e in attesa delle comunicazioni ufficiali, le autorità hanno scelto di non rendere ancora pubblico il nome del ragazzo. Nelle cronache di queste ore ricorre sempre la stessa formula: un 26enne allievo della Guardia di Finanza.
Dietro quella definizione neutra ci sono un volto, una casa che rimarrà vuota, i documenti di caserma ancora freschi, forse una divisa perfettamente stirata che lo aspettava per il ritorno. La vita di un giovane che aveva appena iniziato a costruire qualcosa di suo e che si è spezzata nel giro di pochi secondi, all’uscita di una galleria.
Indagini in corso e interrogativi aperti
Sul fronte giudiziario è stato aperto un fascicolo d’indagine per ricostruire con precisione quanto accaduto e capire se, oltre alla fatalità, ci siano profili di responsabilità. Gli inquirenti dovranno stabilire:
- se il tir era correttamente parcheggiato nella piazzola di sosta,
- se il tratto in uscita dalla galleria presentava criticità particolari,
- se la velocità dell’auto del ragazzo fosse compatibile con le condizioni della strada,
- se il meteo e l’aderenza dell’asfalto abbiano inciso sulla perdita di controllo del veicolo.
Solo le perizie e i rapporti tecnici diranno se è stato “solo” un attimo di sfortuna, un errore di valutazione, una combinazione di fattori o qualcosa di più.
Intanto resta una certezza amara: un altro tratto di A24 si è trasformato nello scenario di una morte assurda, che colpisce un giovane in uniforme, una famiglia in attesa del suo rientro e un’intera comunità militare che oggi si ritrova a fare i conti con un posto vuoto in caserma e una storia spezzata troppo presto.
Domande frequenti sulla tragedia sull’A24
Dove è avvenuto esattamente l’incidente?
L’incidente si è verificato lungo l’autostrada A24 L’Aquila–Roma, in direzione Roma, subito dopo la galleria San Rocco, nel tratto compreso tra i caselli di Tornimparte e Valle del Salto.
Chi è la vittima dell’incidente sull’A24?
La vittima è un 26enne allievo della Guardia di Finanza, in servizio alla Scuola ispettori e sovrintendenti di Coppito, alle porte dell’Aquila. Era diretto verso il Lazio, dove vive la sua famiglia. Il nome non è stato ancora reso pubblico.
Che cosa ha causato lo scontro con il tir?
Dalle prime informazioni, l’auto guidata dal ragazzo avrebbe perso il controllo all’uscita della galleria San Rocco, finendo contro un tir fermo in una piazzola di sosta. La vettura è rimasta in parte incastrata sotto il semirimorchio, con conseguenze mortali. Le cause precise sono ancora oggetto di accertamenti.
Ci sono state altre persone ferite?
Nello schianto sono rimaste coinvolte altre persone in modo marginale. Chi era sul posto non avrebbe riportato traumi gravi e, in alcuni casi, ha rifiutato il trasporto in ospedale. Al momento il bilancio parla di una sola vittima, il 26enne alla guida dell’auto.
Le indagini sulla tragedia sono già concluse?
No. Le indagini sono ancora in corso. La polizia stradale e l’autorità giudiziaria stanno analizzando rilievi, perizie e testimonianze per stabilire eventuali responsabilità, verificare la posizione del tir, ricostruire la dinamica metro per metro e capire quale concatenazione di fattori abbia portato a un impatto così violento.
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






