Riccardo Patelli è morto: chi era il “re della pasta fresca” che ha cambiato la ristorazione a Trento

Daniela Devecchi

Riccardo Patelli è morto: chi era il “re della pasta fresca” che ha cambiato la ristorazione a Trento

A Trento, per tanti, dire “Patelli” non voleva dire solo un cognome. Voleva dire un piatto di pasta fumante, un certo profumo che ti veniva incontro già dal vicolo, una cucina che sembrava di casa. Ora la città saluta Riccardo Patelli, morto a 86 anni, storico imprenditore e volto simbolo della pasta fresca trentina.

Età, origini e una vita costruita “a mano”

Le cronache locali lo ricordano così: 86 anni, una vita passata tra farine, uova, mattarelli e poi vele, vento e mare. Riccardo nasce nel 1939 e cresce dentro una tradizione familiare ben precisa: quella dei nonni Rosa e Giuseppe, che già negli anni Quaranta avevano avviato un panificio.

Poi, nel 1951, il trasferimento a Trento. La città che diventerà il suo orizzonte quotidiano. È qui che la famiglia apre il primo laboratorio di pasta fresca, da cui, passo dopo passo, nascerà il mondo Patelli come lo conosciamo oggi.

Lo sapevi che dietro molti locali storici ci sono famiglie che lavorano, spesso in silenzio, da generazioni? La storia dei Patelli è proprio una di queste: niente clamore, solo lavoro continuo, un prodotto riconoscibile e un rapporto quasi viscerale con la città.

Il regno della pasta fresca nel cuore di Trento

Il nome di Riccardo Patelli è legato per sempre al pastificio e ristorante Patelli, dietro le mura vanghiane, a due passi da Piazza Fiera. Un indirizzo che, per chi vive a Trento o ci passa spesso, è quasi un riferimento affettivo più che gastronomico.

Dentro quel locale, per anni, la parola d’ordine è stata una sola: pasta fresca artigianale. Tagliatelle, tortelloni, pappardelle, canederli, primi piatti che mescolavano tradizione trentina e fantasia, sempre con la stessa idea di fondo: fare bene le cose semplici.

Le recensioni sui portali di ristorazione lo raccontano tutte allo stesso modo: un luogo dove la pasta “si sente”, dove il piatto ti arriva davanti e ti ricorda che dietro c’è un laboratorio vero, non una linea industriale.

Se vuoi rafforzare l’articolo, qui puoi inserire un link interno a un pezzo già esistente su AlphabetCity dedicato ai ristoranti storici o alla cucina trentina, per dare contesto gastronomico e territoriale.

Riccardo, per anni, è stato la mente e le mani di questo mondo: poi si è ritirato, è andato formalmente in pensione, ma senza smettere davvero di esserci. Le cronache raccontano di lui ancora presente, ancora attento a ciò che succedeva attorno al locale, persino alle scritte vandaliche sui muri della zona, che fece cancellare perché sentiva quel pezzo di città anche un po’ suo.

Il mare, la vela e l’altra vita lontano dai fornelli

C’è però un lato di Riccardo Patelli che colpisce chiunque legga i necrologi: la sua vita sul mare.

Tra le righe emerge una seconda esistenza: non più quella del ristoratore dietro il bancone, ma quella dell’uomo di mare, skipper appassionato, capace di girare “mezzo mondo in barca” e perfino di affrontare una traversata dell’Atlantico.

Non è curioso? Un uomo che per mestiere lavorava con un prodotto molto “di terra” – la pasta – e che per passione cercava l’orizzonte aperto, il vento, le rotte lunghe.

Riccardo è stato anche presidente e socio storico dell’Associazione Velica Trentina, punto di riferimento per chi ama la vela nella zona del lago di Caldonazzo. Nel comunicato con cui l’associazione annuncia la sua morte, oltre al cordoglio, c’è una frase che pesa: si percepisce chiaramente che non se ne va solo un socio, ma un pezzo di storia del circolo.

Se vuoi arricchire la parte velica, qui è il punto giusto per aggiungere un link esterno al sito dell’Associazione Velica Trentina, così il lettore può “vedere” il contesto in cui Patelli si muoveva lontano dai fornelli.

Famiglia, affetti e una dimensione molto privata

Nella ricostruzione dei giornali locali, accanto alla pasta e al mare compare sempre la stessa triade: moglie, figli, nipoti.

Si parla di Gabriella, la donna che gli è stata accanto; dei figli Paolo e Stefano; dei nipoti, descritti come la sua “gioia più grande”. Nessun dettaglio morboso, nessuna frase costruita: solo l’immagine di un uomo che, fuori dalla dimensione pubblica del locale e dell’associazione velica, aveva una vita familiare molto presente.

Ed è importante sottolinearlo: la vita privata di Patelli è rimasta, per scelta, piuttosto protetta. Non ci sono interviste rilasciate in prima persona, confessioni pubbliche o racconti personali sui social. Quello che sappiamo passa attraverso i racconti degli altri, l’eco della città, i necrologi.

Per un articolo giornalistico questo significa una cosa precisa: non inventare. Possiamo dire che era molto legato alla sua famiglia, sì. Possiamo riportare i nomi, le formule usate dai giornali, certo. Ma non possiamo spingerci oltre, attribuendogli frasi o episodi personali che non risultano da nessuna fonte.

La morte di Riccardo Patelli e l’ultimo saluto

La notizia della morte di Riccardo Patelli compare tra il 19 e il 20 febbraio 2026 sui principali siti di informazione locale trentina. Si parla di lui come del “re della pasta fresca”, di una figura che “ha dato lustro alla città”. L’età viene indicata ovunque: 86 anni.

Su un punto, però, tutte le testate sono molto sobrie: non vengono indicate le cause della morte. Le formule sono quelle classiche: “si è spento”, “è venuto a mancare”. Niente di più.

Per quanto riguarda l’ultimo saluto, viene indicata una data precisa: i funerali sono fissati per sabato 21 febbraio, alle 10, al cimitero di Trento. È l’Associazione Velica Trentina a comunicarlo, seguita poi da altri siti locali che riprendono la stessa informazione.

Cosa resta oggi del “re della pasta fresca”

Alla fine, cosa resta davvero di una figura come Riccardo Patelli?

Resta un locale che porta ancora il suo nome e continua a essere un punto di riferimento per chi cerca pasta fresca a Trento. Resta una memoria affettiva fatta di piatti mangiati in famiglia, di pranzi domenicali, di coppie sedute ai tavoli dietro le mura vanghiane. Resta un pezzo di identità gastronomica cittadina.

E poi resta il mare: le storie di viaggi in barca, della traversata dell’Atlantico, dei pomeriggi sul lago con la Velica Trentina. Un uomo che ha saputo tenere insieme due mondi molto diversi – la cucina e la vela – trovando in entrambi un modo per sentirsi vivo.

Per chi vorrà ricordarlo, forse il gesto più semplice sarà tornare in quel vicolo, sedersi a un tavolo, ordinare un piatto di pasta fresca e pensare che sì, certe storie continuano anche quando chi le ha iniziate non c’è più.

Domande frequenti su Riccardo Patelli

Chi era Riccardo Patelli?

Riccardo Patelli era un imprenditore della ristorazione, storico titolare del pastificio e ristorante Patelli nel centro di Trento. È stato soprannominato il “re della pasta fresca” ed è stato anche figura di riferimento nel mondo della vela trentina, come socio e presidente dell’Associazione Velica Trentina.

Quanti anni aveva Riccardo Patelli quando è morto?

Le fonti locali indicano che Riccardo Patelli è morto a 86 anni.

Dove si trovava il ristorante Patelli a Trento?

Il ristorante/pastificio Patelli si trova dietro le mura vanghiane, nella zona di Piazza Fiera, nel centro storico di Trento. È un indirizzo considerato da molti un locale “storico” della città.

Di cosa è morto Riccardo Patelli?

Al momento le cronache locali non riportano le cause della morte di Riccardo Patelli. Si limitano a riferire che “si è spento” a 86 anni, senza dettagli aggiuntivi. Per correttezza, non è possibile spingersi oltre queste informazioni.

Quando e dove si tengono i funerali di Riccardo Patelli?

Secondo quanto comunicato dall’Associazione Velica Trentina e ripreso dai siti di informazione locale, i funerali di Riccardo Patelli sono fissati per sabato 21 febbraio, alle ore 10, presso il cimitero di Trento.