C’è un modo diverso di raccontare la Basilicata rispetto alla solita cartolina con i Sassi di Matera e poco altro. Destinazione Basilicata ci prova così: con una piattaforma digitale che sembra un mosaico, dove accanto ai villaggi sullo Ionio compaiono i castelli federiciani, i ponti tibetani, le abbazie, i laghi, i parchi avventura, perfino le aziende storiche del territorio.
Dietro non c’è solo un portale turistico, ma nasce da un gruppo di professionisti e imprenditori lucani, come start up innovativa, decisi a usare il digitale per tenere insieme la filiera: turismo, artigianato, enogastronomia, servizi. L’idea è costruire una sorta di “gate di accesso” alla Lucania, dove chi arriva trova non solo dove dormire, ma una trama di esperienze, attrazioni e prodotti locali, e chi lavora sul territorio ha finalmente una vetrina condivisa.
Un progetto imprenditoriale, non solo un sito di viaggi
Il cuore del racconto è proprio la definizione: “Destinazione Basilicata è una start up innovativa”. Significa che non nasce come semplice iniziativa istituzionale, ma come progetto imprenditoriale con una struttura ben precisa:
- un gruppo di soci lucani, tra imprenditori e professionisti,
- un partner tecnologico specializzato nello sviluppo della piattaforma,
- una struttura organizzativa H24 a supporto degli operatori, con team dedicati a comunicazione, contenuti e commercializzazione.
La piattaforma, nelle intenzioni, lavora sulla visitor economy: non solo turismo in senso stretto, ma tutto ciò che ruota intorno all’“economia di visita”. Quindi:
- strutture ricettive,
- ristoranti e stabilimenti balneari,
- attrazioni culturali e naturalistiche,
- prodotti tipici e artigianato,
- esperienze organizzate sul territorio.
L’obiettivo dichiarato è dare voce, visibilità e mercato a tutti questi attori, soprattutto ai più piccoli, che singolarmente avrebbero pochissima forza online.
Una home page che sembra una mappa emotiva della regione
La homepage di Destinazione Basilicata si apre con una sequenza di claim che tornano più volte:
“Benvenuto in Basilicata”,
“Lucania, una terra da scoprire”,
“Scopri la bellezza dell’antica Lucania”.
L’idea è semplice: mettere subito al centro l’identità regionale, con la parola Lucania ben in vista, accanto a quella ufficiale Basilicata. Il tono è caldo, quasi affettuoso: “terra dai colori autentici, luminosa e accogliente”, “viaggio nelle eccellenze culturali ed enogastronomiche”.
Subito dopo, il portale si divide in grandi aree tematiche, tutte ben in vista nel menu:
- Matera, trattata come sezione a sé, com’è inevitabile per la città più nota;
- Comuni, per esplorare l’intera regione attraverso le amministrazioni locali;
- Attrazioni e Esperienze, che aggregano ciò che si può vedere e fare;
- Dove mangiare e Dove dormire, con strutture selezionate;
- Stabilimenti balneari, focus sulla costa;
- E-shop, dedicato ai prodotti del territorio.
L’insieme dà la sensazione di una mappa viva: non solo itinerari, ma un ecosistema che prova a tenere insieme coste, entroterra, imprese, cultura materiale.
Ospitalità balneare e villaggi: la vetrina dello Ionio
Scorrendo la pagina si capisce subito che una delle anime più forti del progetto è la costa ionica lucana. Le schede delle strutture messe in evidenza raccontano un pezzo preciso di Basilicata: pinete sul mare, villaggi turistici, grandi piscine, famiglie con bambini.
Compaiono stabilimenti balneari storici del litorale jonico, con servizi classici da lido mediterraneo – ristorazione, bar all’aperto, campi da beach volley e beach soccer, animazione, baby club – e una forte continuità familiare. Sono realtà che raccontano un turismo balneare consolidato, non improvvisato.
Accanto ai lidi, una serie di villaggi e resort tra Metaponto, Scanzano, Nova Siri e Policoro: strutture circondate da pinete e macchia mediterranea, a pochi metri dalla spiaggia, con formule miste hotel e residence, appartamenti, bungalow, aree wellness, centri sportivi. La narrazione insiste su alcuni temi ricorrenti:
- mar Ionio “cristallino”,
- spiagge ampie e sabbiose,
- servizi per famiglie, con molta attenzione ai bambini e all’accessibilità,
- posizione strategica per raggiungere Matera e l’entroterra.
È evidente che il portale, almeno in questa fase, punta molto su un’idea di Basilicata come destinazione di mare organizzata, non più solo “appendice” di regioni più famose.
Oltre il mare: castelli, calanchi, laghi, parchi e ponti tibetani
La parte forse più affascinante, per chi ama una lettura più “lenta” del territorio, è la sezione “Le nostre attrazioni”. Lì Destinazione Basilicata sembra trasformarsi in un indice ragionato delle mille Basilicate possibili.
L’elenco è lungo e volutamente eterogeneo. Si passa:
- dai castelli – Melfi, Venosa, Lagopesole, il Castello del Malconsiglio a Miglionico, il castello di Isabella Morra a Valsinni – alle abbazie come quella della SS. Trinità o il Santuario del Sacro Monte;
- ai paesaggi quasi lunari dei calanchi di Montalbano Jonico e di Aliano, con i “luoghi leviani” legati a Carlo Levi;
- alle icone note come i Sassi di Matera e il Redentore di Maratea;
- fino a luoghi più recenti nell’immaginario turistico: i ponti tibetani di Castelsaraceno e Sasso di Castalda, i parchi avventura sul Pollino, i laghi di Monticchio, del Pertusillo, Sirino, Laudemio.
In mezzo, musei archeologici, riserve naturali, parchi urbani del vino e dell’olio, planetari, osservatori astronomici, santuari mariani, presepi poliscenici. Il tutto organizzato in modo da poter intrecciare mare, montagna, collina e borghi con un paio di click.
Più che una semplice lista, sembra il tentativo di costruire una narrazione complessiva della Lucania: quella dei poeti e dei santi, dei contadini e delle vigne, dei paesi fantasma e delle fiabe murali.
Partner, imprese e Made in Basilicata
Un’altra scelta significativa è lo spazio dedicato ai partner. Non si tratta solo di operatori turistici, ma anche di:
- aziende storiche dell’enogastronomia lucana,
- fornitori di servizi (trasporti, tecnologia, distribuzione),
- realtà media e istituzionali legate al territorio.
Questa sezione mostra bene che Destinazione Basilicata non si limita a “vendere camere”, ma vuole raccontare il Made in Basilicata nel senso più ampio: prodotti, marchi, servizi che fanno parte del quotidiano lucano e che, insieme, compongono una sorta di brand collettivo.
L’idea di fondo è che la reputazione di un territorio passi anche da questi pezzi: da un amaro che esiste da oltre un secolo a un’azienda di autobus, da un portale istituzionale di Matera a una tv regionale. Tutti tasselli di un racconto che prova a uscire dal cliché della regione isolata e marginale.
DestCard e app: il pass digitale per muoversi nella regione
La piattaforma digitale non vive solo sul desktop. In parallelo c’è un’app dedicata e un prodotto pensato come pass digitale, la DestCard, che raccoglie sconti, convenzioni e accessi a esperienze distribuite sul territorio.
L’idea è rendere più semplice:
- per il viaggiatore, organizzare e modulare il proprio itinerario tra mare, borghi, attrazioni, eventi;
- per gli operatori, aggiornare le offerte e dialogare in modo dinamico con chi arriva in Basilicata.
In questo senso Destinazione Basilicata si presenta come un marketplace più che come un semplice sito informativo: un luogo dove le attività caricano le proprie proposte e il sistema diventa una finestra unica su ciò che la regione offre in quel momento.
Un’infrastruttura digitale per una regione spesso raccontata a metà
Nel complesso, Destinazione Basilicata è uno di quei progetti che possono piacere o meno, ma che hanno il merito di portare la Basilicata dentro un discorso diverso dal solito. Non solo terra “da scoprire” in astratto, ma ecosistema economico che prova a parlarsi attraverso una piattaforma.
Da un lato, ci sono i rischi di ogni operazione del genere: la necessità di aggiornare costantemente i contenuti, la sfida di coinvolgere davvero tutti i territori, il pericolo di restare un contenitore poco popolato. Dall’altro, c’è l’idea – molto concreta – che una regione così frammentata abbia bisogno di un luogo digitale comune, dove chi vive e lavora lì possa stare accanto al turista di passaggio.
Destinazione Basilicata, oggi, è esattamente questo: una infrastruttura digitale in costruzione, che mette nero su bianco una cosa spesso data per scontata ma non banale: la Basilicata non è solo un luogo da visitare, è anche un sistema di relazioni, imprese e comunità che prova a raccontarsi con una voce unica, senza dimenticare le sue mille sfumature locali.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






