Il Ministero della Giustizia ha messo sul tavolo uno dei concorsi piĂą pesanti degli ultimi anni per chi punta alla divisa: 3.350 posti da allievo agente della Polizia Penitenziaria con bando 2026, divisi tra volontari in ferma prefissata e candidati civili.
Per molti è la possibilità concreta di entrare nelle forze dell’ordine con un impiego stabile partendo “solo” dal diploma. Qui trovi, senza giri di parole, cosa prevede il concorso, chi può partecipare e come muoversi per non sprecare l’occasione.
Quanti posti ci sono e come sono ripartiti
Il decreto dirigenziale porta la data del 12 febbraio 2026 e il bando è pubblicato sia sul portale InPA sia sul sito del Ministero della Giustizia. I posti banditi sono 3.350 in totale, suddivisi così:
- Concorso A – 2.010 posti (1.829 uomini e 181 donne), riservati ai militari:
volontari in ferma prefissata iniziale (VFI) e volontari in ferma prefissata (VFP1, VFP4), in servizio da almeno 12 mesi oppure in congedo con almeno 12 mesi di servizio alle spalle. - Concorso B – 1.340 posti (1.219 uomini e 121 donne), aperti ai civili:
cittadini italiani che rispettano i requisiti previsti, senza necessitĂ di avere svolto servizio militare.
Complessivamente il bando prevede 3.048 posti per il ruolo maschile e 302 per quello femminile.
Scadenze: le date da segnare
Il calendario ufficiale è già fissato e non lascia margini:
- Apertura domande: 16 febbraio 2026, ore 10.00
- Chiusura domande: 18 marzo 2026, ore 23.59 (termine perentorio).
La candidatura si inoltra solo online, utilizzando:
- la scheda del concorso sul portale InPA, oppure
- il portale concorsi del Ministero della Giustizia, che porta alla stessa procedura.
Per accedere serve lo SPID. Una volta concluso l’invio, il sistema genera una ricevuta con numero identificativo: va salvata e conservata, perché sarà il riferimento anche in fase di prova scritta.
Requisiti generali per partecipare
La base è quella classica dei concorsi per le forze di polizia, con alcune differenze tra militari e civili. I requisiti comuni sono:
- cittadinanza italiana;
- esercizio dei diritti civili e politici;
- assenza di condanne penali per delitti non colposi, di misure di prevenzione e di provvedimenti di destituzione da pubbliche amministrazioni;
- idoneitĂ fisica, psichica e attitudinale al servizio nella Polizia Penitenziaria;
- requisiti di condotta morale coerenti con le norme previste per il personale di polizia.
EtĂ e titolo di studio: differenze tra militari e civili
Qui sta uno dei punti più delicati, perché i paletti non sono uguali per tutti.
Per il concorso riservato ai militari (2.010 posti):
- EtĂ
- non aver compiuto 25 anni alla data di scadenza delle domande;
- il limite può essere aumentato fino a 3 anni in relazione al periodo di servizio militare effettivo svolto.
- Titolo di studio
- licenza media (scuola secondaria di primo grado) per chi era giĂ in servizio o in congedo al 31 dicembre 2020;
- diploma di scuola secondaria di secondo grado per chi è stato arruolato a partire dal 1° gennaio 2021.
Per il concorso aperto ai civili (1.340 posti):
- EtĂ : non aver compiuto 28 anni alla data di scadenza del bando;
- Titolo di studio: diploma di scuola superiore quinquennale.
In sostanza, per un candidato civile l’ingresso passa da due condizioni secche: diploma e meno di 28 anni.
Presentare la domanda: cosa fare, passo per passo
L’intera procedura di partecipazione è digitale. La sequenza, in pratica, è questa:
- Accesso con SPID al portale InPA oppure al sito del Ministero (sezione dedicata ai concorsi per la Polizia Penitenziaria).
- Scelta del concorso corrispondente al proprio profilo: attenzione, si può concorrere a uno solo tra riservato ai militari e aperto ai civili.
- Compilazione del modulo online con dati personali, titolo di studio, eventuale servizio militare, dichiarazioni relative ai requisiti richiesti.
- Caricamento degli eventuali allegati indicati nel bando.
- Invio della domanda e salvataggio/stampa della ricevuta finale.
Per tutto ciò che riguarda calendari, convocazioni, elenco degli ammessi alle prove successive e comunicazioni ufficiali, non arriva nulla per posta cartacea: le informazioni vengono pubblicate sul sito giustizia.it e su InPA e valgono come notifica a tutti gli effetti. Chi non controlla rischia di restare escluso per semplice mancata presa visione.
Le prove del concorso: i passaggi obbligati
La struttura della selezione ricalca quella dei concorsi per le forze di polizia, articolata in quattro fasi:
- Prova scritta d’esame
- Prove di efficienza fisica
- Accertamenti psico-fisici
- Accertamenti attitudinali
Ogni step è selettivo e bisogna superarlo per passare al successivo.
Prova scritta: quiz di cultura generale
Il primo filtro è la prova scritta, composta da quiz a risposta multipla o domande a risposta sintetica.
Gli argomenti ruotano soprattutto intorno a:
- cultura generale;
- programmi della scuola dell’obbligo (italiano, storia, geografia, educazione civica, logica di base, nozioni di matematica).
Le domande vengono estratte da un archivio predisposto. La prova si considera superata con un punteggio minimo di 6/10 e la correzione è normalmente automatizzata tramite lettura ottica dei moduli.
In base al risultato conseguito si stilano le graduatorie per stabilire chi potrĂ accedere alle fasi successive, con contingenti distinti per uomini e donne e per le due procedure (militari e civili).
Prove di efficienza fisica: corsa, salto e piegamenti
Chi supera la prova scritta viene chiamato alle prove di efficienza fisica, costituite da tre esercizi da affrontare tutti:
- corsa sui 1.000 metri, con tempo massimo differenziato tra uomini e donne;
- salto in alto, con una misura minima da superare e massimo tre tentativi;
- piegamenti sulle braccia, da eseguire in numero e tempo stabiliti, senza pause o interruzioni.
Il mancato superamento anche di uno solo degli esercizi comporta l’arresto del percorso concorsuale. Il giorno delle prove occorre presentarsi con:
- certificato di idoneità sportiva agonistica per l’atletica leggera;
- documento di identitĂ valido;
- abbigliamento sportivo adeguato.
Le candidate in gravidanza non vengono tagliate fuori: sosterranno le prove fisiche nella prima sessione utile successiva alla fine della gravidanza, con modalitĂ e tempi definiti dalla commissione.
Accertamenti psico-fisici e attitudinali
Superato il blocco fisico, si passa al controllo medico e psicologico.
Gli accertamenti psico-fisici comprendono:
- visita medica generale;
- esami di laboratorio;
- valutazione della composizione corporea (percentuale di massa grassa, forza muscolare minima);
- verifica dell’acutezza visiva e uditiva;
- controllo dell’apparato dentario.
Sono causa di esclusione:
- patologie o condizioni giudicate incompatibili con il servizio di polizia;
- tatuaggi e modificazioni permanenti del corpo visibili con l’uniforme o ritenuti deturpanti o non coerenti con il ruolo.
In caso di giudizio di non idoneitĂ , il candidato ha la possibilitĂ di proporre ricorso entro 30 giorni, con visita in seconda istanza.
Gli accertamenti attitudinali servono a capire se il profilo del candidato è in linea con il lavoro all’interno del Corpo: si utilizzano test psico-attitudinali, colloqui individuali, prove di gruppo, esercizi logico–comportamentali mirati al contesto penitenziario.
Perché questo concorso pesa così tanto
Al di lĂ dei numeri, questo bando rappresenta uno dei tasselli principali del piano di assunzioni nella Polizia Penitenziaria per i prossimi anni, con migliaia di posti e una quota significativa riservata anche ai civili.
Per chi ha pochi anni di età anagrafica, un diploma in tasca e l’obiettivo di entrare nelle forze dell’ordine con un posto stabile, è uno di quei concorsi che vale la pena preparare sul serio: non si tratta di una pesca casuale, ma di una selezione in cui contano davvero preparazione sui quiz, allenamento fisico e capacità di reggere la pressione delle diverse prove.
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






