Chi era Andrea Ricci Maccarini, il cuoco de “Le Spighe” di Alfonsine morto dopo una lunga malattia al cuore

Daniela Devecchi

Chi era Andrea Ricci Maccarini, il cuoco de “Le Spighe” di Alfonsine morto dopo una lunga malattia al cuore

Il nome di Andrea Ricci Maccarini per molti coincide con un posto preciso: il chiosco-ristorante “Le Spighe – Non solo Piadine”, in mezzo alla campagna di Alfonsine, lungo quella strada dove la gente si fermava per una piadina, un piatto di pasta, una birra d’estate. Lì non trovavi solo un menu, trovavi lui: in cucina, in sala, al telefono, sempre in movimento.

Il 20 febbraio 2026 quel cuore che aveva retto lutti, tornado, burocrazia e notti insonni ha smesso di battere. A raccontarlo è la sorella: una grave insufficienza cardiaca, contro cui Andrea lottava da anni.

Le radici: una famiglia di cucina e di lavoro

Andrea nasce in una famiglia in cui la cucina non è solo mestiere, è biografia.

Il padre, Primo Ricci Maccarini, è uno di quei cuochi romagnoli che hanno girato mezzo mondo: grandi hotel, ristoranti storici, palchi importanti. Negli ultimi anni, però, sceglie di rientrare “a casa” per dare una mano ai figli Andrea e Laura nel loro progetto: far crescere Le Spighe – Non solo Piadine.

Accanto a loro c’è la madre, Diana, presenza discreta ma costante. In famiglia c’era anche un altro figlio, Marco, morto tempo prima: una ferita che arriva ben prima delle cronache recenti.

L’idea del locale è semplice e ambiziosa insieme: un posto di campagna, piadine, cucina di casa, prodotti scelti, un’accoglienza calorosa. Un luogo dove il cognome Ricci Maccarini si traduce in piatti, racconti, risate con i clienti.

“Le Spighe – Non solo Piadine”: il chiosco che era casa

Il chiosco-ristorante non è solo un’attività. È il prolungamento della loro abitazione, fisicamente e simbolicamente.

Il locale è affiancato alla casa di famiglia: veranda, tavoli all’aperto, bambini che giocano nell’erba, la campagna attorno. Chi ci è passato racconta di Andrea che racconta le farine, spiega le salse, consiglia un piatto fuori carta, si scusa perché è da solo in sala e in cucina ma “ci mette il cuore”.

Per anni “Le Spighe” diventa un piccolo punto fermo in Bassa Romagna: c’è chi ci va apposta per la piadina, chi per la pasta fatta al momento, chi solo per quel clima da casa di campagna aperta agli amici.

E il sogno successivo è già lì, pronto: trasformare tutto in una piccola locanda, con qualche camera, un posto dove fermarsi a dormire oltre che a mangiare.

Il 2023: tornado, lutti e una vita che si sgretola

Il 2023 è l’anno in cui la storia di Andrea cambia brutalmente.

A giugno muore il padre Primo, pochi mesi dopo se ne va anche la madre Diana. Nel mezzo e subito dopo arrivano altri colpi.

Il 23 luglio 2023, una tromba d’aria violentissima colpisce la zona di Alfonsine nord. In pochi secondi:

  • il tetto della casa viene scoperchiato,
  • metà dell’abitazione crolla,
  • il resto è seriamente lesionato,
  • il chiosco e l’area esterna vengono devastati.

Andrea racconta di essersi rifugiato nel bagno cieco, di aver sentito il vento urlare, il rumore del ferro che si piega, degli alberi che cadono. Quando esce, trova una scena che descriverà più volte come “una vita di sacrifici spazzata via in un attimo”.

Lo shock è tale che, poco dopo, arriva anche un ictus. Lui stesso lega quell’episodio a “vent’anni di cuore” consumati tra lavoro, preoccupazioni e dolore.

La lotta per rialzarsi: raccolte fondi, progetti e burocrazia

Dopo il tornado, Andrea e la sorella si ritrovano senza casa e con il ristorante gravemente danneggiato. La casa, vincolata, dovrebbe essere demolita e ricostruita “com’era prima”, con costi e tempi fuori portata per due persone che hanno appena perso i genitori e il lavoro.

Nascono allora le raccolte fondi, le cene di solidarietà, le iniziative dal basso.

Andrea lancia un appello pubblico, racconta che non chiede beneficenza “in purezza”, ma quasi di considerare ogni donazione come una piadina in anticipo, un piatto ordinato per il futuro. Da lì parte un movimento di aiuto fatto di amici, clienti affezionati, gente che non lo conosceva ma si riconosce nella sua storia.

Con quei soldi, con tanta fatica e con una forza che gli stessi cronisti definiscono quasi testarda, Le Spighe riapre. Non è tutto come prima: d’inverno si lavora al gelo sotto i teli, molti tavoli all’aperto non ci sono più, la casa resta inagibile. Ma il fuoco dei fornelli torna ad accendersi.

Parallelamente, Andrea prova a fare il salto di qualità: studia con tecnici e consulenti un progetto per trasformare il posto in una locanda con camere, un’idea che sarebbe servita anche a rendere più sostenibile l’investimento per la ricostruzione.

Serve un mutuo importante, circa mezzo milione di euro. I conti, sulla carta, tornano; ma la banca dice no.

La sensazione, raccontata da lui, è quella di una doppia frustrazione: da un lato i vincoli, le carte, le pratiche infinite; dall’altro istituti che non si fidano a investire su chi ha avuto la sfortuna di abitare proprio dove il tornado ha fatto più male.

Una “bandiera” della Bassa Romagna ferita

Con il passare dei mesi, Andrea e Laura diventano, loro malgrado, una sorta di simbolo.

Simbolo di cosa?

  • Della ferita aperta lasciata dal maltempo del 2023 in Bassa Romagna.
  • Delle promesse di ristori e ricostruzione che arrivano lentamente, a singhiozzo, con criteri spesso faticosi da capire.
  • Della fatica di un piccolo imprenditore che, pur colpito in pieno, fa di tutto per non chiudere bottega.

Nel 2025 e nei primi mesi del 2026 arrivano anche appelli pubblici di amministratori e rappresentanti istituzionali per dare una mano ad Andrea Ricci Maccarini, con nuove raccolte fondi per aiutarlo a coprire almeno una parte dei circa 300mila euro di danni alla casa, in gran parte rimasti sulle spalle della famiglia.

Nel frattempo, lui e la sorella vivono in un appartamento in centro ad Alfonsine, lontano dalla loro casa di campagna che è ancora, di fatto, un cantiere sospeso.

Malattia di cuore e morte

Mentre cerca di tenere insieme i pezzi della sua vita, Andrea continua a fare i conti con una malattia cardiaca importante.

Per carattere e per necessità non si ferma: lavora, cucina, parla con i giornalisti, partecipa alle iniziative, prova a immaginare un futuro in cui “I Tre Mori” – il nome pensato per la locanda – possano diventare realtà, anche per onorare il sogno del padre.

Negli ultimi mesi la situazione cardiaca peggiora. La sorella dirà che il suo cuore ha ceduto dopo una lotta estenuante.

Il 20 febbraio 2026, quel cuore si ferma.

La notizia si diffonde rapidamente in città e in tutta la zona: per molti non è soltanto la morte di un ristoratore, ma la scomparsa di un volto che rappresentava una resistenza quotidiana in mezzo a anni di calamità e promesse non sempre mantenute.

Cosa lascia dietro di sé

Andrea Ricci Maccarini lascia:

  • una sorella, Laura, con cui ha condiviso ogni passo di questi anni difficilissimi;
  • una casa di campagna spezzata a metà, che racconta meglio di mille parole cosa può fare un vento a 130 all’ora;
  • un chiosco-ristorante che, nonostante tutto, rimane un riferimento affettivo per tanti clienti;
  • un progetto incompiuto, quello della locanda di famiglia, legato al sogno del padre;
  • una storia esemplare di fragilità e forza insieme, di quanto possa essere dura rialzarsi quando natura, burocrazia e salute remano tutte contro.

Il suo nome, da oggi, non racconterà solo una buona piadina mangiata in campagna, ma anche il percorso di un uomo che ha provato fino alla fine a non arretrare di fronte alla tempesta.

Domande frequenti su Andrea Ricci Maccarini

Chi era Andrea Ricci Maccarini?
Era il titolare del chiosco-ristorante “Le Spighe – Non solo Piadine” ad Alfonsine, in provincia di Ravenna. Figlio dello chef Primo Ricci Maccarini, aveva trasformato la casa di famiglia e il terreno attorno in un luogo di ristorazione molto amato in Bassa Romagna.

Quando è morto Andrea Ricci Maccarini?
È morto il 20 febbraio 2026, dopo una lunga malattia cardiaca.

Di cosa soffriva?
Negli ultimi anni combatteva contro una grave insufficienza cardiaca. La famiglia ha raccontato che il suo cuore ha ceduto dopo una lunga lotta.

Cosa è successo alla sua casa e al suo ristorante nel 2023?
Nel luglio 2023 una tromba d’aria ha colpito la zona di Alfonsine: la casa di famiglia è stata in parte crollata e in parte scoperchiata, il ristorante è stato seriamente danneggiato. Andrea e la sorella hanno potuto riaprire grazie a raccolte fondi e alla solidarietà del territorio.

Che progetto aveva per il futuro?
Il sogno di Andrea era trasformare l’area di casa e ristorante in una piccola locanda di campagna, con qualche camera e una ristorazione di qualità, portando avanti l’eredità del padre. Un progetto rimasto incompiuto tra vincoli, mutui negati e una salute sempre più fragile.