Chi è Nessy Guerra, la madre 26enne di Sanremo condannata per adulterio in Egitto: la sua storia, la condanna e cosa rischia ora

Daniela Devecchi

Chi è Nessy Guerra, la madre 26enne di Sanremo condannata per adulterio in Egitto: la sua storia, la condanna e cosa rischia ora

Il suo nome, fino a poco tempo fa, fuori da Sanremo lo conoscevano in pochi. Oggi Nessy Guerra, 26 anni, è il volto di una vicenda che tiene insieme diritto di famiglia, violenza di genere, diplomazia e uno scontro frontale tra sistemi giudiziari diversi.
Da oltre due anni vive bloccata sul Mar Rosso con la figlia piccola. E dal 19 febbraio 2026 sulla sua testa c’è una condanna a sei mesi di carcere per adulterio pronunciata dal tribunale di Hurghada.

EtĂ , origini e la vita tra Sanremo ed Egitto

Nessy è una giovane donna sanremese di 26 anni, cresciuta in Liguria e poi trasferitasi in Egitto con il marito italo-egiziano Tamer Hamouda. Le cronache la raccontano come una ragazza qualunque che, nel giro di pochi anni, si ritrova intrappolata in un sistema che non è il suo, costretta a fare i conti con leggi e abitudini lontanissime da quelle italiane.

La bambina – Aisha, circa tre anni e mezzo – è il centro di tutto: della contesa legale, delle paure di Nessy, delle decisioni prese e di quelle ancora da prendere. Se potesse, dicono i suoi legali, sarebbe già tornata in Italia. Ma per la figlia serve il consenso del padre, che non arriv

Il matrimonio con Tamer Hamouda e la rottura

Il quadro che emerge da atti parlamentari e articoli di stampa è complesso e va maneggiato con cautela.

In Italia Tamer Hamouda è già stato condannato in via definitiva per stalking, maltrattamenti, violenza sessuale o violenza domestica ai danni di un’altra donna, una precedente compagna, con una pena pari a circa 2 anni e 11 mesi. Non si tratta quindi solo di un conflitto familiare, ma di un uomo che ha già alle spalle condanne per violenza.

Secondo il racconto di Nessy e della sua avvocata:

  • dopo il trasferimento in Egitto la situazione in casa precipita,
  • lei parla di manipolazioni, violenze fisiche e psicologiche, minacce anche davanti alla bambina,
  • esasperata, decide di andarsene con la figlia,
  • a quel punto l’uomo la denuncia per adulterio (e in alcune ricostruzioni anche per prostituzione), reati che in Egitto sono tuttora previsti e puniti con il carcere.

Sono affermazioni che arrivano dalla sua versione dei fatti e dalle difese in Italia: non esiste, al momento, una sentenza egiziana che condanni l’uomo per questi comportamenti nei confronti di Nessy, quindi vanno sempre attribuite con chiarezza a lei e ai suoi legali.

Come si arriva all’accusa di adulterio

In Egitto la denuncia del marito apre un fronte penale destinato a segnare la vita di Nessy.

Secondo quanto raccontato dalla difesa, l’accusa di adulterio si reggerebbe su:

  • foto e video intimi depositati da Hamouda alle autoritĂ ,
  • immagini che per i legali di Nessy rientrano a pieno titolo nel revenge porn,
  • la testimonianza di almeno un uomo che, stando a quanto riferito da lei, sarebbe stato “comprato” per deporre contro di lei.

A Genova, nel frattempo, risultano aperti procedimenti proprio a carico di Hamouda per maltrattamenti, sottrazione di minore e revenge porn, legati proprio a quel materiale intimo usato come “prova” dell’infedeltà della moglie davanti ai giudici egiziani.

La condanna a sei mesi per adulterio

Il punto di svolta è la sentenza del tribunale penale di Hurghada.

Il 19 febbraio 2026 i giudici condannano Nessy Guerra a sei mesi di reclusione per adulterio, reato che in Italia non esiste più da decenni, ma che in Egitto resta previsto e considerato molto grave. Lì l’infedeltà coniugale può ancora essere perseguita penalmente, con conseguenze che non si fermano alla sfera privata.

Alcuni elementi essenziali:

  • la condanna arriva dopo almeno due procedimenti precedenti per adulterio, finiti in archiviazione,
  • la nuova sentenza si basa ancora una volta sul materiale prodotto dall’ex marito e sulle testimonianze contestate dalla donna,
  • per evitare il carcere immediato viene pagata una cauzione, che le consente di restare per ora a piede libero in attesa del ricorso,
  • la difesa ha un margine limitato di tempo per impugnare la sentenza.

La paura più grande, oggi, non è solo la prospettiva di un carcere egiziano, ma l’effetto a catena che questa condanna può avere sulla causa di affidamento della figlia: in un sistema dove l’adulterio è reato, una sentenza di colpevolezza può pesare moltissimo sulla valutazione di “idoneità” di un genitore.

Una madre bloccata sul Mar Rosso

Nessy, la figlia Aisha e la madre vivono da tempo in una località protetta nella zona di Hurghada, in contatto con l’ambasciata italiana e la Farnesina. Ufficialmente non possono spostarsi: la bambina è sottoposta a blocco dell’espatrio, con il padre deciso a non firmare l’autorizzazione per il rientro in Italia.

Lei stessa, nelle interviste, ripete di sentirsi “prigioniera”.

Da un lato non vuole lasciare l’Egitto senza la figlia; dall’altro teme che un suo rientro da sola venga interpretato come abbandono. Il terrore, dichiarato più volte, è che alla fine del labirinto giudiziario Aisha possa essere affidata al padre.

È una situazione sospesa: non può tornare a casa, non può costruirsi una nuova vita altrove, non può nemmeno abbassare la guardia.

Il fronte diplomatico: cosa sta facendo l’Italia

Il caso è da tempo sul tavolo della politica italiana.

Già nel 2024 deputate e senatrici di più schieramenti presentano interrogazioni parlamentari al ministro degli Esteri Antonio Tajani, chiedendo un intervento più incisivo. Nei testi si parla di possibile violazione dei diritti fondamentali di Nessy e della figlia e si contestano presunti ritardi e inadempienze nelle comunicazioni tra consolati, Italia ed Egitto, in particolare sull’invio del casellario giudiziario di Hamouda alle autorità egiziane.

A fine gennaio 2026 arriva una risposta ufficiale: il ministro degli Esteri egiziano comunica a Tajani che il caso di Nessy Guerra è “all’attenzione delle autorità egiziane” e assicura collaborazione sul dossier, compresa la parte relativa alla tutela della bambina. L’ambasciata italiana al Cairo viene tenuta aggiornata sugli sviluppi.

Sul piano politico, dunque, il canale è aperto. Ma dal punto di vista concreto, la famiglia Guerra continua a non vedere una via d’uscita immediata.

Appelli, media e campagne social

La storia di Nessy non è rimasta chiusa nelle aule di tribunale.

Programmi televisivi di inchiesta e talk politici hanno dedicato servizi alla sua vicenda, raccontandola come la storia di una “madre italiana bloccata in Egitto con la figlia”. Quotidiani nazionali e locali seguono le udienze, le mosse degli avvocati, le prese di posizione dei politici.

Sui social, il profilo Instagram di Nessy – @cheznessy – è diventato una sorta di diario pubblico: video, messaggi, appelli. Dopo la condanna lei ribadisce di non sentirsi una criminale, insiste di essere vittima di un ex marito violento e chiede sostegno. Attorno al suo caso nascono anche petizioni e campagne, con richiami diretti al governo e alle istituzioni religiose.

Nelle ultime ore, dopo la sentenza, sono aumentati gli appelli alla premier e al Papa, con la richiesta di un intervento che consenta a madre e figlia di tornare in Italia o almeno di avere garanzie solide sul loro futuro.

Cosa può succedere adesso

Oggi sul tavolo ci sono tre piani intrecciati:

  • Il ricorso contro la condanna per adulterio, che deciderĂ  se i sei mesi resteranno o meno una minaccia concreta di carcere.
  • La causa di affidamento di Aisha, con una nuova udienza fissata in primavera, in cui la sentenza per adulterio potrebbe pesare in modo determinante.
  • La pressione diplomatica, che l’Italia può continuare a esercitare per garantire a Nessy e alla figlia un percorso che rispetti i loro diritti e li metta al riparo da ulteriori rischi.

Nessy, intanto, resta dov’è: in una casa che definisce “rifugio”, con la figlia accanto, in un Paese da cui non può uscire e con una condanna sulle spalle che rischia di cambiarle la vita per sempre.

Domande frequenti su Nessy Guerra

Quanti anni ha Nessy Guerra?
Nessy Guerra ha 26 anni. Le cronache la indicano come “26enne di Sanremo” bloccata in Egitto con la figlia piccola.

PerchÊ Nessy Guerra è bloccata in Egitto?
È bloccata in Egitto perché la figlia Aisha non può espatriare senza il consenso del padre, l’italo-egiziano Tamer Hamouda, che si oppone all’uscita della bambina dal Paese. Nessy non vuole tornare in Italia da sola e lasciare la figlia in Egitto.

Per cosa è stata condannata Nessy Guerra?
Il 19 febbraio 2026 il tribunale di Hurghada l’ha condannata a sei mesi di reclusione per adulterio. È stata versata una cauzione, lei al momento resta in libertà e la difesa ha annunciato ricorso.

Chi è l’ex marito Tamer Hamouda?
Tamer Hamouda è l’ex marito di Nessy, di origini egiziane. In Italia è stato condannato in via definitiva per reati come stalking, maltrattamenti e violenza sessuale o domestica ai danni di un’altra donna. In Egitto è lui ad aver denunciato Nessy per adulterio e a opporsi all’espatrio della figlia.

Cosa può fare l’Italia per il caso Nessy Guerra?
Il governo, tramite la Farnesina, può muoversi sul piano diplomatico e consolare, seguendo il caso con l’ambasciata italiana, offrendo assistenza legale e chiedendo il rispetto dei diritti di Nessy e della bambina. Le decisioni sui reati contestati e sull’affidamento, però, restano nelle mani dei tribunali egiziani.