La mattina di giovedì 19 febbraio 2026 il Grande Raccordo Anulare si è fermato, o quasi. Un incidente mortale ha trasformato in pochi minuti un tratto della carreggiata in un imbuto: sirene, lampeggianti, auto incolonnate e una città che prova a muoversi mentre capisce cosa sta succedendo.
Il bilancio è pesante: un motociclista ha perso la vita dopo uno scontro con un’auto. Il resto, in queste ore, è soprattutto traffico e attesa.
Dov’ è successo
L’incidente è avvenuto sul GRA (A90) al chilometro 58,900, nel quadrante Roma Sud, nel tratto compreso tra le uscite 25 e 26, nell’area indicata tra via Laurentina e la Pontina. È una zona di passaggi continui, ingressi e uscite ravvicinate, carreggiate che si stringono e si allargano, con un flusso che al mattino non perdona rallentamenti.
Cosa si sa sull’incidente
Le informazioni disponibili parlano di uno scontro tra un’auto e una moto. In una prima ricostruzione, ancora non definitiva, si ipotizza che il motociclista possa essere caduto e che successivamente sia stato travolto da un veicolo sopraggiunto, che non sarebbe riuscito a evitarlo.
Su questo punto valgono i rilievi: la dinamica completa e le eventuali responsabilità sono ancora oggetto di accertamenti.
Un dato, però, resta fermo: la vittima è il motociclista.
I soccorsi e i rilievi
Sul posto sono intervenuti Anas e le forze dell’ordine, impegnati nella gestione della viabilità e nei rilievi necessari per ricostruire l’accaduto. Durante le operazioni il transito è stato consentito solo in corsia di emergenza, una misura che da sola basta a spiegare ciò che è accaduto subito dopo: code lunghe e traffico praticamente bloccato nel tratto interessato.
Traffico in tilt: code e rallentamenti
Le conseguenze sulla viabilità sono state immediate. Con la carreggiata ridotta e le manovre obbligate, il tratto si è trasformato in una colonna compatta. Chi era in auto ha visto il tempo dilatarsi: un chilometro che diventa un quarto d’ora, una rampa che non arriva mai, il navigatore che cambia percorso senza trovare davvero una via d’uscita.
In situazioni come questa il GRA mostra il suo lato più fragile: basta un episodio grave e tutto si inceppa, non solo nel punto dell’incidente ma anche sulle direttrici collegate.
Cosa non è stato comunicato
Al momento, nelle comunicazioni disponibili, non risultano diffusi pubblicamente il nome e l’età del motociclista. Anche per questo l’unica ricostruzione corretta resta quella prudente: un morto sul raccordo, indagini in corso, città bloccata.
La dinamica precisa verrà chiarita dai rilievi e dagli accertamenti.
Nel frattempo resta la parte più difficile da mandare giù, quella che non entra nelle mappe del traffico: una persona che non tornerà a casa. Su quelle corsie, dove ogni giorno si corre per arrivare in tempo, oggi qualcuno si è fermato per sempre. E mentre la città riparte lentamente, tra clacson e deviazioni, rimane addosso un pensiero semplice e pesante: basta un attimo perché una mattina normale diventi una frattura che non si ricuce più.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






