Una ragazza polacca, lo zaino in spalla, il telefono puntato sui portici di Bologna. Poche inquadrature, parole durissime sulla città e, nel giro di poco, un’ondata di reazioni. Prima l’indignazione, poi il dibattito politico, infine l’odio puro: insulti, messaggi privati pieni di teschi e bare, fino alle minacce di morte.
Dietro il nickname karosolotravel c’è Karo, tiktoker e travel blogger polacca che negli ultimi giorni è diventata, suo malgrado, il volto del caso “Bologna città disgustosa”. E la sua storia racconta bene quanto, oggi, una singola recensione sui social possa trasformarsi in un incendio mediatico.
La tiktoker che gira il mondo e racconta i suoi viaggi
Karo online si presenta semplicemente con il suo nickname: karosolotravel. Niente nome e cognome, niente data di nascita in bella vista. Di lei sappiamo che è polacca, che viaggia da sola e che dice di aver visitato circa 60 Paesi in 4 continenti, alternando il lavoro di travel blogger, modella e giornalista.
I suoi profili social non sono quelli di una star da milioni di follower. Al contrario: le fonti che l’hanno seguita parlano di poche migliaia di seguaci, ma molto affezionati ai suoi contenuti. Nonostante numeri relativamente piccoli, però, il video su Bologna è riuscito a superare il milione di visualizzazioni complessive, segno che la potenza di un contenuto non dipende solo dai follower, ma anche da come viene rilanciato da media e politica.
Nei suoi contenuti l’Italia è spesso protagonista: città d’arte, mete balneari, borghi. Karo lo dice chiaramente: è uno dei suoi Paesi preferiti. Proprio per questo, spiega, lo stato in cui ha trovato Bologna l’ha colpita ancora di più.
Il viaggio a Bologna e il video che ha incendiato i social
Nel suo ultimo giro in Italia, Karo trascorre alcuni giorni tra Bologna, Rimini e la Repubblica di San Marino. È in quelle ore sotto i portici che nasce il video destinato a diventare virale.
Nel filmato e nei post collegati, la ragazza mostra il centro storico: vie centrali, portici, colonne scurite, marciapiedi occupati da persone senza dimora, chiazze per terra. In alcune scene cammina con il naso tappato.
Le frasi che hanno fatto esplodere la polemica sono nette, quasi provocatorie. Secondo il suo racconto:
- Bologna sarebbe “la città più disgustosa d’Italia”,
- la “peggiore città italiana” che abbia mai visitato,
- le strade “puzzerebbero di urina a ogni passo”,
- gli edifici che in foto appaiono arancioni dal vivo le sono sembrati “neri e trascurati”.
Karo racconta di aver avuto mal di testa, nausea, nervosismo per l’odore e di aver mangiato pochissimo, nonostante fosse partita proprio con l’idea di godersi la cucina bolognese. Alla fine, dice di aver anticipato la partenza, lasciando la città un giorno prima e rinunciando anche ai soldi dell’hotel pur di scappare altrove.
Il messaggio finale è chiaro: secondo lei Bologna in foto è splendida, ma la realtà sarebbe segnata da sporcizia e odori insopportabili. Da lì l’invito ai turisti stranieri a pensarci due volte prima di prenotare.
Rimini e San Marino: l’altra faccia del viaggio
Lo stesso viaggio, però, restituisce un’immagine completamente diversa di altre tappe.
Parlando di Rimini, Karo usa toni opposti: la descrive come pulita, ordinata, curata, senza cattivi odori e con persone “molto gentili”. Questa, dice, sarebbe “l’Italia che conosce”, quella che l’ha fatta innamorare del Paese e che la spinge a tornare.
Anche per San Marino le parole sono di elogio: piccoli vicoli, chiese storiche, atmosfera suggestiva. Un luogo definito “di grande fascino”, nonostante le dimensioni ridotte della Repubblica.
Lo stacco narrativo è fortissimo: Bologna viene raccontata come un caso limite di degrado, Rimini e San Marino come esempi di ordine e cura. È anche questo contrasto netto, quasi cinematografico, ad aver reso il video facilmente condivisibile e commentabile.
Dalle critiche alle minacce di morte
Finché si resta alle opinioni, la storia è quella di una creator straniera che boccia una città italiana. La parte più inquietante arriva dopo.
Dopo la pubblicazione del video e, soprattutto, dopo che il contenuto è stato rilanciato da giornali, siti e figure politiche locali, Karo racconta di aver ricevuto un’ondata di insulti e minacce.
Nei messaggi che lei stessa descrive compaiono:
- minacce di morte,
- emoji di bare e teschi inviate in privato,
- inviti espliciti a “non tornare mai più” a Bologna,
- offese personali sul suo aspetto e sulla sua credibilità.
La tiktoker dice di essere rimasta scioccata dalla violenza del tono, soprattutto da parte di chi scrive di essere bolognese e di sentirsi “offeso” dal suo giudizio.
Non risultano, al momento, notizie di denunce formali o indagini specifiche partite da questi messaggi: tutto resta confinato nella sfera del racconto pubblico di Karo e nella dinamica, fin troppo nota, dell’odio social che monta fino a travolgere la persona al centro del caso.
“Invece di minacciarmi, prendete l’idropulitrice”
Di fronte alle minacce, Karo non fa marcia indietro, anzi. Nelle interviste successive ribadisce il suo punto di vista e pronuncia una frase destinata a diventare il nuovo titolo di giornata.
In sintesi, il suo messaggio è questo:
invece di perdere tempo a minacciarla di morte, chi ama davvero la città dovrebbe prendere “un’idropulitrice, un secchio e uno spazzolone” e andare a pulire il centro.
Karo insiste su alcuni punti:
- non si pente del video,
- dice di essere “felice che sia stato pubblicato”,
- sostiene che molte persone, anche italiane, le avrebbero scritto in privato per confermare il problema della sporcizia,
- spera che la polemica serva almeno a migliorare la pulizia in alcune zone.
Allo stesso tempo, sottolinea di considerare Bologna una città bellissima, ricca di storia, visitata da centinaia di migliaia di turisti ogni anno. Il suo bersaglio, ribadisce, non sarebbe la città in sé ma lo stato in cui l’ha trovata durante il suo soggiorno.
Tra libertà di critica e suscettibilità di una città
Le parole di Karo hanno toccato un nervo già scoperto.
Da un lato c’è chi usa il video come prova del degrado urbano e lo trasforma in argomento da campagna elettorale, citando zone “fuori controllo” e una città che avrebbe perso smalto rispetto al passato. Dall’altro c’è chi difende Bologna a spada tratta, accusando la tiktoker di cercare visibilità facile, di aver ripreso solo gli angoli peggiori, di non aver colto la complessità del luogo.
In mezzo resta una questione di fondo: quanto peso hanno ormai i contenuti dei creator nella reputazione di una città? Una recensione estrema, girata con il telefono in pochi minuti, può arrivare sullo schermo di potenziali turisti in ogni parte del mondo, prima di qualsiasi brochure ufficiale o campagna istituzionale.
Karo, da parte sua, porta anche un paragone con alcune città turistiche della Polonia, dove – racconta – le strade dei centri storici e le fermate degli autobus verrebbero lavate ogni notte con acqua ad alta pressione, soprattutto nelle zone più frequentate. E aggiunge una nota molto concreta: se i visitatori pagano la tassa di soggiorno, si aspettano almeno che le strade attorno ai monumenti siano in ordine.
Che cosa resta di questa storia
Al netto delle simpatie e delle antipatie, il caso di Karo lascia sul tavolo alcune immagini molto forti:
- una creator straniera che definisce Bologna “la città più disgustosa d’Italia”,
- un video che, pur partendo da un profilo piccolo, diventa virale,
- un’intera comunità che si sente punta sul vivo,
- l’ennesima storia di odio social con minacce di morte indirizzate a una persona che ha espresso un’opinione, discutibile quanto si vuole, ma pur sempre un’opinione.
Dietro lo scontro, però, resta anche un’altra domanda, meno rumorosa ma più utile: come si concilia l’orgoglio per la propria città con la capacità di ascoltare chi la vede con occhi esterni?
Domande frequenti su Karo e il caso Bologna
Chi è Karo, detta anche karosolotravel?
È una tiktoker e travel blogger polacca, con qualche migliaio di follower. Viaggia spesso da sola, raccontando i suoi itinerari in giro per il mondo, e dice di aver visitato circa 60 Paesi in 4 continenti, lavorando anche come modella e giornalista.
Che cosa ha detto esattamente su Bologna?
Nel suo video e nei post collegati ha descritto Bologna come “la città più disgustosa d’Italia”, molto sporca e con un forte odore di urina nelle strade del centro, tanto da spingerla ad anticipare la partenza e lasciare la città un giorno prima.
Che minacce ha ricevuto dopo il video?
Secondo il suo racconto, dopo la diffusione del video è stata sommersa da insulti e minacce di morte, con messaggi privati pieni di emoji di bare e teschi e inviti a non tornare mai più a Bologna.
Ha sporto denuncia per le minacce?
Al momento non risultano notizie su denunce formali o indagini specifiche avviate per quei messaggi. La vicenda, per ora, resta sul piano del racconto pubblico e della polemica social.
Perché il suo video è diventato così virale?
Perché combina alcuni elementi esplosivi: il giudizio estremo su una città italiana molto amata, il contrasto con i toni entusiasti su altre mete del viaggio, il rilancio da parte di media e figure politiche. Il tutto partendo da un profilo che, fino a quel momento, era seguito da una nicchia relativamente piccola.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






