Aveva 19 anni, veniva dal Bangladesh ed era ospite di un Centro di accoglienza straordinaria (Cas) della zona di Ceva. La sua vita si è fermata nella mattinata del 18 febbraio 2026, lungo la Statale 28 del Colle di Nava, nel tratto che collega il centro abitato cebano a Lesegno.
Camminava insieme a un connazionale di 35 anni, anche lui ospite dello stesso Cas. I due erano a piedi, sul ciglio della strada, quando un Fiat Doblò li ha investiti. L’impatto è stato violentissimo: il 19enne è morto poco dopo il ricovero in ospedale, il 35enne è ancora in condizioni gravissime.
Il 19enne: un nome che ancora non c’è, una storia che si interrompe
Le sue generalità complete non sono state rese note, ma il profilo che emerge è quello di un giovane richiedente asilo o comunque ospite del sistema di accoglienza, arrivato in provincia di Cuneo dopo un viaggio lungo e complicato.
Era uno dei tanti ragazzi che spesso si vedono a piedi lungo le strade che collegano Cas, paese, negozi, fermate dei mezzi. Percorsi che per chi vive lì da sempre sono scomodi ma “normali”, per chi arriva da lontano diventano l’unico modo per spostarsi.
Di lui, oltre all’età e alla nazionalità, si sa solo che divideva il quotidiano con altri connazionali e altri migranti, in una struttura che prova a tenere insieme accoglienza, burocrazia e attese.
L’incidente sulla Statale 28
La dinamica, per ora, è affidata alle prime ricostruzioni e ai rilievi dei Carabinieri.
La mattina del 18 febbraio, intorno alle 10, il Fiat Doblò sta percorrendo la Statale 28 in direzione Ceva–Lesegno. Sullo stesso tratto si trovano i due uomini bengalesi, a piedi.
Alcuni elementi sono chiari:
- i due erano a piedi, non su monopattino o altro mezzo;
- si trovavano sul ciglio della strada o molto vicino alla carreggiata;
- il Doblò li travolge in un punto in cui la strada è stretta e il traffico è sostenuto.
Uno dei due viene sbalzato a terra in condizioni disperate. L’altro resta a terra gravemente ferito.
Le cause precise – velocità del veicolo, eventuale invasione di corsia, condizioni di visibilità, comportamento dei pedoni – sono ancora oggetto di accertamento. Al momento si parla solo di “cause in via di accertamento”.
I soccorsi e la corsa al Santa Croce
Sul posto arrivano in pochi minuti:
- le ambulanze del 118,
- l’elisoccorso,
- i Vigili del fuoco,
- i Carabinieri per i rilievi.
Il 19enne viene rianimato sul posto, stabilizzato e trasportato all’ospedale Santa Croce di Cuneo, nel reparto di Neurochirurgia. Le sue condizioni sono subito definite gravissime. Nonostante i tentativi dei medici, il ragazzo muore poco dopo il ricovero.
Il 35enne, anche lui in codice rosso, viene elitrasportato al Santa Croce. È ricoverato in prognosi riservata, con traumi multipli e un quadro clinico molto serio.
Nel frattempo la Statale 28 viene chiusa per consentire i soccorsi, i rilievi e la rimozione dei mezzi. Il traffico viene deviato sulle strade locali, con disagi per ore.
Il ruolo dei Carabinieri e le indagini in corso
Ai Carabinieri spetta il compito più difficile: ricostruire metro per metro che cosa sia successo.
Gli accertamenti riguardano:
- la posizione esatta in cui camminavano i due uomini;
- il punto di impatto sul manto stradale;
- le condizioni del Fiat Doblò e del suo conducente;
- eventuali testimonianze di altri automobilisti;
- la presenza o meno di tracce di frenata.
Sarà necessario chiarire se il conducente abbia avuto il tempo di reagire, se il 19enne e il 35enne abbiano improvvisamente invaso la carreggiata o se la situazione fosse già potenzialmente pericolosa per la mancanza di marciapiedi e spazi protetti per chi si muove a piedi.
Come in ogni caso di questo tipo, l’eventuale apertura di un fascicolo e le ipotesi di reato verranno definite dalla Procura sulla base dei rilievi e delle relazioni dei militari.
I due uomini e il Cas: la vita tra strada, attese e piccole abitudini
Dietro le parole “due giovani bengalesi ospiti di un Cas” ci sono vite sospese.
Il Cas è un luogo di passaggio: chi ci vive aspetta documenti, risposte, corsi di lingua, tirocini, colloqui con gli operatori. Nel frattempo, la quotidianità si consuma tra piccoli spostamenti: andare a Ceva per fare la spesa, per una ricarica telefonica, per inviare soldi a casa, per incontrare connazionali.
Per chi non ha l’auto e magari nemmeno l’abbonamento ai mezzi, il tragitto più semplice resta quello a piedi, lungo quelle strade pensate soprattutto per le macchine. È in questo contesto che si inserisce la tragedia del 19enne e del 35enne, travolti da un furgone mentre percorrevano un tratto di Statale che, in molti, considerano tutt’altro che adatto ai pedoni.
Un tratto di Statale che fa discutere
Il punto in cui è avvenuto l’incidente non è un luogo qualsiasi. Da tempo, residenti e amministratori segnalano la pericolosità della Statale 28 tra Ceva e Lesegno:
- traffico di auto e mezzi pesanti,
- carreggiata non sempre larga,
- pedoni, ciclisti e persone che si spostano a piedi verso i paesi vicini,
- pochi spazi protetti per chi non è in macchina.
La morte del 19enne bengalese riporta al centro il tema della sicurezza stradale su questo tipo di arterie: strade veloci, ma usate anche da chi non ha alternative per spostarsi.
Un ragazzo di 19 anni tra i numeri delle vittime della strada
Con questo incidente, il bilancio delle vittime della strada in provincia di Cuneo dall’inizio dell’anno si alza ancora.
Dietro la cifra, c’è il volto di un ragazzo di 19 anni, arrivato dal Bangladesh in cerca di futuro e morto su una provinciale italiana, travolto insieme a un amico mentre camminava verso chissà quale destinazione.
Il suo nome forse non entrerà nei titoli per molto tempo, ma resta il simbolo di una doppia fragilità: quella di chi è straniero, ospite di un sistema di accoglienza, e quella di chi si muove a piedi su strade pensate quasi solo per le auto.
La cronaca, per ora, parla di un Fiat Doblò, di una Statale 28, di due uomini a terra, di un ragazzo morto e di un ferito grave. Il resto – responsabilità, cause precise, eventuali errori – lo diranno solo le indagini. Nel frattempo, resta una domanda silenziosa su quanto sia davvero sicuro, oggi, camminare lungo certe strade.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






