Lutto nella scuola ravennate, morta a 84 anni la professoressa Maria Vittoria Dalla Valle

Serena Comito

Maria Vittoria Dalla Valle

Per tanti insegnanti e per una fetta enorme di ex studenti, il nome Maria Vittoria Dalla Valle non è un nome qualsiasi. È una voce che risuona ancora nei corridoi, un timbro che ti torna in mente quando ripassi con la memoria gli anni di scuola. In questi giorni, però, quel nome è legato a una notizia triste: la professoressa è morta a 84 anni, lasciando un grande vuoto nella scuola ravennate.

I giornali cittadini parlano apertamente di “lutto nella scuola di Ravenna”. Una definizione che non è esagerata. Perché Dalla Valle non è stata solo un’insegnante di passaggio: è stata una presenza costante, una di quelle figure che restano in piedi mentre intorno cambiano indirizzi di studio, ministri, programmi, sigle e riforme.

Una prof e una preside che hanno fatto storia

Prima c’è stata la cattedra. Anni di lezioni, compiti corretti la sera tardi, registri compilati a mano, facce nuove ogni settembre. Chi è stato in classe con lei la descrive spesso con due aggettivi che sembrano in contrasto ma insieme hanno senso: esigente e coinvolta. Pretendeva molto, ma non lo faceva da spettatrice: stava dentro la vita di scuola, conosceva i caratteri, si ricordava i nomi anche a distanza di tempo.

Poi è arrivato il passaggio alla dirigenza scolastica. Un ruolo che cambia prospettiva: meno lavagna, più uffici, riunioni, carte, responsabilità. Eppure il tratto è rimasto quello di sempre. Le cronache la definiscono “storica dirigente scolastica” e “figura di riferimento della scuola ravennate”. Tradotto: per anni è stata uno dei volti con cui si facevano i conti quando si parlava seriamente di scuola in città.

In tanti la ricordano nei collegi docenti infiniti, nei consigli d’istituto, nei momenti delicati – iscrizioni, esami, emergenze improvvise – in cui serviva qualcuno che dicesse semplicemente: “Decidiamo, facciamo così”.

Un legame forte con Ravenna e la Romagna

Il nome Dalla Valle ricorre spesso accanto a quello di Ravenna e della sua provincia. Non solo nelle notizie di questi giorni, ma anche in contesti legati alla memoria locale, alle foto d’epoca, ai racconti di Lugo e della Romagna.

Sono piccoli indizi, ma dicono una cosa chiara: Maria Vittoria non ha vissuto il suo lavoro come una parentesi staccata dal resto. La scuola, per lei, era dentro un territorio preciso, con la sua storia e le sue trasformazioni. Ravenna, Lugo, Massa Lombarda: luoghi in cui si incontrano famiglie, ragazzi, associazioni, parrocchie, e dove una dirigente scolastica finisce naturalmente per diventare un punto di riferimento anche fuori dagli edifici scolastici.

L’ultimo saluto e il silenzio delle aule

La notizia della sua morte è stata diffusa dalla stampa diocesana, che ha annunciato la scomparsa e accennato ai funerali che saranno celebrati nei prossimi giorni. Non sono ancora stati resi noti tutti i dettagli, ma è facile immaginare chi ci sarà.

Ci saranno i colleghi di una vita, quelli che adesso sono in pensione e che con lei hanno condiviso riunioni, assemblee, progetti europei, prime gite con pullman sgangherati. Ci saranno gli insegnanti più giovani, che l’hanno conosciuta come “la preside” nei primi anni di servizio. E ci saranno gli ex studenti, oggi adulti, che si ritrovano a raccontare ai propri figli com’era avere a che fare con una prof come lei.

La scuola, di solito, va avanti per inerzia: suona la campanella, le lezioni proseguono, i programmi non aspettano nessuno. Ma quando se ne va una persona che l’ha abitata per così tanto tempo, è come se per un attimo si fermasse tutto. Si tirano fuori ricordi, aneddoti, frasi precise: un rimprovero, un incoraggiamento, un consiglio dato al momento giusto.

Cosa resta di lei nella memoria della città

Di Maria Vittoria Dalla Valle non resteranno solo i titoli di ruolo o le sigle degli istituti in cui ha lavorato. Resterà, soprattutto, un certo modo di intendere la scuola: seria, impegnativa, ma capace di lasciare tracce profonde.

Molti ex studenti, ripensando a lei, oggi si rendono conto di avere imparato qualcosa che non stava solo nei libri: la cura per le parole, il rispetto per i tempi degli altri, la necessità di presentarsi preparati. Gli insegnanti che hanno lavorato con lei, invece, si portano dietro il ricordo di una dirigente che il lavoro lo conosceva bene, perché prima di sedersi dietro una scrivania ci era passata dalla cattedra.

È questo, alla fine, il pezzo di eredità che rimane alla scuola ravennate: l’idea che una preside possa essere severa senza essere distante, e che il nome di una prof possa continuare a circolare per anni, anche quando l’ultima campanella della sua carriera ha già suonato da un pezzo.

Qualche risposta alle domande che in questi giorni molti si stanno facendo su di lei:

Chi era Maria Vittoria Dalla Valle?
Era una insegnante e dirigente scolastica che ha lavorato per lunghi anni negli istituti di Ravenna. Le testate locali la indicano come una vera figura di riferimento per la scuola cittadina, una donna che ha accompagnato più generazioni tra banchi, esami e scelte di istituto.

Quanti anni aveva quando è morta?
Aveva 84 anni. La sua scomparsa è stata annunciata in questi giorni e ha subito suscitato messaggi di cordoglio nel mondo della scuola e tra chi l’aveva conosciuta di persona.

Perché viene definita “storica dirigente scolastica”?
Perché ha guidato la scuola ravennate in fasi diverse e delicate, diventando un volto familiare per docenti, famiglie e studenti. Il termine “storica” non è solo una questione di anzianità di servizio, ma di peso effettivo nelle scelte e nella vita degli istituti.

Quando saranno celebrati i funerali?
Le informazioni diffuse finora parlano di funerali che si terranno nei prossimi giorni. Saranno l’occasione per un ultimo saluto da parte di chi, in questi anni, ha condiviso con lei un pezzo di strada dentro e fuori dalla scuola.