Nel Collio, quando si parla di vigna, cooperazione e territorio, certi nomi non sono solo firme su un verbale. Sono facce, strette di mano, presenze costanti nelle assemblee, nei filari, negli incontri di categoria.
Tra questi nomi, fino a pochi giorni fa, c’era quello di Andrea Tofful. Oggi lo stesso nome appare nelle pagine del lutto: Andrea è morto a 43 anni, dopo una malattia che lo ha messo alla prova per oltre due anni e mezzo.
Nonostante la malattia, raccontano, non si è mai davvero staccato dalla sua Cantina e dalla sua terra. Chiamava, chiedeva notizie, voleva sapere come andava il lavoro. E quando gli dicevano che le cose stavano migliorando, rispondeva semplicemente: “Sono contento che l’abbiamo messa a posto”.
Dalla vigna del nonno a 20 ettari: una vita costruita tra i filari
Andrea era nato il 6 ottobre 1982. Da ragazzo aveva studiato da perito elettrotecnico: una strada che gli avrebbe potuto aprire molte porte in tutt’altri settori. Eppure, la scelta decisiva è stata un’altra.
Ha preferito tornare alla terra, a quelle vigne che conosceva da sempre, e farne il centro della sua vita.
Insieme al fratello Stefano, nel 2007 ha iniziato a far crescere l’azienda agricola di famiglia. All’inizio c’era solo un ettaro di vigna del nonno, un pezzo di terra come ce ne sono tanti in Collio, che rischiava di restare un ricordo.
Andrea e Stefano hanno deciso di investirci tempo, lavoro, ambizione. Anno dopo anno, impianto dopo impianto, a quell’ettaro se ne sono aggiunti altri. Oggi l’azienda conta circa 20 ettari di vigneto, frutto di scelte coraggiose, sacrifici e una visione chiara: restare legati al territorio, ma con la testa rivolta al futuro.
Chi lo conosceva lo descrive come uno che in vigna ci stava davvero: non solo sulla carta, non solo nei comunicati. Conosceva i filari, i terreni, i problemi dell’acqua, le notti di gelo e le estati che bruciano i grappoli.
Il ruolo in Cantina: la “rinascita” dei Produttori di Cormòns
Dal 2016 Andrea ricopriva l’incarico di vicepresidente della Cantina Produttori Cormòns, una delle realtà simbolo del territorio. Non era un ruolo formale, solo da assemblea e verbale.
Chi ha lavorato con lui usa parole pesanti, di quelle che non si sprecano per cortesia: “anima della rinascita”, “protagonista fondamentale del rilancio della Cantina”.
Negli ultimi anni la cooperativa ha dovuto affrontare passaggi complessi, anche dal punto di vista economico e organizzativo. In quei momenti, raccontano il presidente e il direttore, Andrea non ha mai fatto un passo indietro, neppure quando la malattia si faceva sentire.
Continuava a partecipare, a ragionare su numeri e strategie, a spingere verso scelte che potessero garantire futuro a soci e lavoratori.
Il presidente lo ricorda come un esempio di coraggio e ottimismo: anche nei giorni più difficili riusciva a tenere lo sguardo avanti e a scherzarci su, almeno un po’. Il direttore parla di lui come di un ragazzo dal cuore d’oro, innamorato della propria azienda e della Cantina, sempre disposto a prendersi responsabilità e fatiche.
In un mondo dove è facile parlare di territorio e molto meno facile starci dentro davvero, Andrea è stato uno di quelli che si sporcano le mani.
Consorzi, Coldiretti, Comune: l’agricoltore che non si è chiuso nel proprio campo
La storia di Andrea non si ferma tra i filari e i locali della Cantina.
Negli anni è diventato anche un punto di riferimento negli organismi di categoria e nelle istituzioni locali.
Era consigliere del Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia, ruolo in cui portava l’esperienza diretta di chi sa bene cosa significa dipendere dall’acqua, dai canali, dalle infrastrutture che possono salvare o rovinare un raccolto.
All’interno di Coldiretti ricopriva più incarichi:
faceva parte del consiglio provinciale e guidava il gruppo Coldiretti Medea–Villesse–Romans, rappresentando gli agricoltori della zona in tavoli, incontri, confronti con la politica e la burocrazia.
Nel 2015 era stato eletto anche consigliere comunale a Medea, il suo paese. Non cercava il ruolo da protagonista della scena, non era il tipo da grandi discorsi in piazza. Ma portava in Municipio il punto di vista di chi vive le campagne ogni giorno e si misura con problemi molto concreti: strade, acqua, servizi, tutele.
In un incontro del 2024 con l’assessorato regionale aveva raccontato, ad esempio, la sua esperienza con la microirrigazione: meno sprechi, più efficienza, una strada possibile per proteggere sia i raccolti che l’ambiente. È il tipo di dettaglio che racconta bene che persona fosse: un agricoltore capace di tenere insieme tradizione e innovazione, passato e futuro.
Volontariato, protezione civile e calcio di paese
Come spesso accade in questi territori, chi si dà da fare in un campo finisce per spendersi anche in altri. Andrea non faceva eccezione.
Era attivo nella Protezione civile di Medea, pronto a mettersi a disposizione in caso di emergenze, maltempo, bisogno.
Partecipava anche alla vita della società calcistica del paese, portando tempo, energie, sostegno. Per alcuni era quello che si vedeva al campo, per altri quello delle riunioni in Comune, per altri ancora “quello della Cantina”. Tutti, però, parlano della stessa persona.
Dietro le etichette c’è un tratto comune: un uomo che non si è mai chiuso nella propria azienda, ma ha sempre provato a restituire al territorio almeno una parte di ciò che il territorio gli aveva dato.
La malattia e il modo in cui l’ha affrontata
La malattia è arrivata circa due anni e mezzo fa. Da quel momento la sua vita è cambiata, ma non completamente.
Le cronache parlano di una battaglia lunga e in salita, affrontata con grande dignità, forza e ostinazione. Chi gli è stato vicino racconta di un uomo che non si è lamentato, che ha continuato finché ha potuto a seguire il lavoro, a interessarsi alla Cantina, alla vigna, alle persone.
Non sono stati resi pubblici i dettagli clinici, e questo silenzio dice molto sul modo in cui la famiglia ha deciso di vivere questo passaggio: con discrezione, senza spettacolarizzare il dolore.
Quello che resta, nelle parole di chi lo ricorda, è l’immagine di qualcuno che ha saputo affrontare la parte più dura della vita con lo stesso stile con cui affrontava i problemi sul lavoro: guardandoli in faccia, senza giri di parole.
“Medegis”, il vino che lo racconta e aiuta chi sta lottando
C’è un simbolo forte che lega per sempre il nome di Andrea alla sua terra: il vino “Medegis”.
Si tratta di un Riesling ottenuto solo dalle uve della sua azienda. La Cantina Produttori Cormòns ha scelto di dedicarglielo in modo esplicito:
sulla retroetichetta compaiono parole che parlano della sua vigna, del lavoro quotidiano, del suo esserci stato e del suo esserci ancora, in un certo senso, attraverso ciò che ha costruito.
Non è solo un omaggio sentimentale. È anche un gesto molto concreto:
il ricavato delle bottiglie dell’annata 2024 sarà devoluto all’associazione Via di Natale, realtà che dal 1989 si occupa di accogliere gratuitamente i pazienti in terapia al Centro di Riferimento Oncologico di Aviano e i loro familiari.
Così, ogni bottiglia di Medegis non è soltanto il frutto di una vigna, ma anche un piccolo aiuto per chi oggi si trova a combattere una battaglia simile a quella che Andrea ha affrontato sulla propria pelle.
Funerale e ultimo saluto
L’ultimo saluto ad Andrea Tofful è stato fissato per sabato 21 febbraio, alle 14, nella chiesa di Borgnano, frazione di Cormòns.
Il feretro viene esposto dalle 8 del mattino presso le onoranze funebri Sartori di Romans d’Isonzo, per permettere a amici, conoscenti, colleghi e compagni di viaggio di passare a salutarlo.
In molti, dal Collio alle realtà agricole limitrofe, dalle istituzioni alle associazioni, hanno già espresso pubblicamente cordoglio e vicinanza alla famiglia e alla Cantina. È il segno di una presenza che, nel giro di poco più di quarant’anni, ha lasciato molte più tracce di quante lui stesso probabilmente immaginasse.
Domande frequenti
Chi era Andrea Tofful?
Andrea Tofful era un agricoltore e imprenditore del Collio, vicepresidente della Cantina Produttori Cormòns dal 2016. Insieme al fratello aveva trasformato l’ettaro di vigna del nonno in un’azienda da circa 20 ettari, diventando un punto di riferimento per il territorio.
Quanti anni aveva e di cosa è morto?
Andrea aveva 43 anni. È morto dopo una malattia che lo ha impegnato per oltre due anni e mezzo, affrontata con grande coraggio e dignità. Le cronache non specificano la diagnosi, nel rispetto della privacy sua e della famiglia.
Quali ruoli ricopriva oltre alla Cantina Produttori Cormòns?
Era consigliere del Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia, membro del consiglio provinciale di Coldiretti e presidente del gruppo Coldiretti Medea–Villesse–Romans. Nel 2015 è stato eletto anche consigliere comunale a Medea.
Perché il vino “Medegis” è legato al suo nome?
“Medegis” è un Riesling prodotto con le uve della sua azienda. La Cantina lo ha dedicato ad Andrea, modificando la retroetichetta per ricordarlo. Il ricavato delle bottiglie dell’annata 2024 viene destinato all’associazione Via di Natale, che sostiene i pazienti in cura al CRO di Aviano e i loro familiari.
Dove si è svolto il funerale di Andrea Tofful?
Il funerale è stato fissato nella chiesa di Borgnano, frazione di Cormòns, con il feretro esposto dalle prime ore del mattino presso le onoranze funebri Sartori di Romans d’Isonzo per l’ultimo saluto di amici e comunità.
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






