Graduatorie GPS 2026/28: come funzionano, novità, punteggi e sanzioni

Serena Comito

Graduatorie GPS 2026/28: come funzionano, novità, punteggi e sanzioni

Se pensavi che per le graduatorie GPS bastasse “essere già dentro” e aspettare, stavolta è il modo più veloce per sparire dai radar.
Il biennio 2026/2028 porta in dote una bozza di ordinanza che cambia parecchie regole: dalla domanda di aggiornamento all’algoritmo per le supplenze, fino alle sanzioni per chi rifiuta o abbandona un incarico.

Qui mettiamo in fila, in modo chiaro, cosa sta succedendo e cosa ti servirà concretamente quando si aprirà la finestra per le domande.

Quando si aggiornano le GPS 2026/28 e perché non c’è più il “pilota automatico”

Siamo in una fase di attesa: la bozza di Ordinanza Ministeriale sulle GPS 2026–2028 è stata presentata ai sindacati e dovrà passare il parere del CSPI prima di diventare definitiva.

Quello che già emerge con chiarezza è che:

  • la scadenza per la domanda non sarà a febbraio, ma più avanti (le fonti parlano di marzo/aprile 2026, con finestra di circa 20 giorni per l’invio dell’istanza);
  • non esiste più alcun rinnovo automatico: chi vuole restare in GPS o entrarci per la prima volta deve per forza presentare domanda nel 2026.

Tradotto: anche se sei già inserita nel biennio 2024/26, se nel 2026 non compili la nuova domanda, vieni cancellata dalle GPS e dalle relative graduatorie di istituto per tutto il biennio 2026/28, con conseguente stop alle supplenze annuali e fino al 30 giugno su quelle graduatorie.

Chi può inserirsi e chi può aggiornare: prima e seconda fascia

La struttura di base delle GPS non cambia: restano graduatorie provinciali divise in prima fascia (abilitati) e seconda fascia (non abilitati), con validità biennale 2026/27–2027/28.

Prima fascia: spazio per gli abilitati (anche con riserva)

In prima fascia troveranno posto:

  • i docenti già abilitati sulla specifica classe di concorso o sul relativo grado di scuola;
  • chi consegue l’abilitazione tramite i nuovi percorsi da 30, 36 o 60 CFU e chiederà l’inserimento con riserva, sciogliendo poi la riserva entro la data che sarà fissata (indicata nella bozza come 30 giugno).

Questo significa che chi sta chiudendo adesso un percorso abilitante potrà comunque “prenotare” il posto in prima fascia, a patto di rispettare i tempi per lo scioglimento della riserva.

Seconda fascia: titolo di studio completo e CFU a posto

Per la seconda fascia:

  • alla secondaria servirà il titolo di studio idoneo per la classe di concorso con tutti i CFU richiesti dalle tabelle aggiornate;
  • per gli ITP resta l’accesso con diploma tecnico/pratico specifico, con una valorizzazione ulteriore dei loro punteggi nelle nuove tabelle, come segnalato dalle schede sindacali.

Le nuove tabelle di valutazione dei titoli non sono ancora pubblicate in versione definitiva, ma la bozza conferma l’impianto: punteggi per servizio specifico/aspecifico, titoli culturali, certificazioni informatiche e linguistiche rilasciate da enti accreditati.

Nuovo algoritmo delle supplenze: come funziona il “ripescaggio”

Uno dei punti più discussi della bozza riguarda il famoso algoritmo per l’assegnazione delle supplenze.

Finora il sistema aveva un difetto pesante: se al tuo turno non ti veniva assegnato nulla (magari per combinazioni di preferenze e posti disponibili), potevi essere trattata come se avessi “rinunciato”, con effetti penalizzanti sul resto delle operazioni.

La bozza OM 2026/28 interviene qui e introduce:

  • un meccanismo di ripescaggio: se al tuo turno non ti viene assegnato alcun incarico, non sei considerata rinunciataria; il sistema potrà riesaminare le graduatorie e tornare su di te in fasi successive, in caso di posti che si liberano o di rinunce altrui;
  • una distinzione netta tra chi non riceve nessuna proposta e chi invece rifiuta un incarico già assegnato.

L’obiettivo dichiarato è ridurre la sensazione di casualità e garantire più coerenza tra posizione in graduatoria e incarichi effettivamente conferiti.

Sanzioni: dove ti giochi il biennio

Il rovescio della medaglia è che il regime delle sanzioni diventa più severo per chi rifiuta o abbandona.

Secondo le anticipazioni:

  • chi rifiuta un incarico assegnato da GPS rischia l’esclusione per l’intera durata del biennio dalle supplenze annuali (31 agosto) e fino al termine delle attività (30 giugno), sia da GPS sia da graduatorie di istituto;
  • chi abbandona una supplenza già avviata si vede applicata la stessa sanzione, con blocco sulle nomine lunghe fino al rinnovo delle graduatorie;
  • restano comunque possibili le supplenze brevi tramite GI anche per chi è colpito dal blocco sulle annuali.

Quindi la logica è chiara:
il sistema diventa più “elastico” con chi non riceve proposte, ma molto più rigido con chi accetta e poi molla, o con chi rifiuta un incarico già conferito.

Domanda GPS e domanda delle 150 preferenze: cosa non confondere

Attenzione a non sovrapporre due procedure che hanno funzioni diverse:

  1. Domanda GPS 2026/28
    • è quella che presenti una volta ogni due anni per inserimento/aggiornamento/conferma/cambio provincia;
    • qui scegli la provincia e le scuole per le graduatorie di istituto collegate;
    • è legata alla finestra di 20 giorni che si aprirà dopo la pubblicazione dell’ordinanza.
  2. Domanda annuale delle 150 preferenze
    • si presenta di solito in estate (luglio) ed è finalizzata solo alle convocazioni per le supplenze al 30 giugno e 31 agosto per l’anno seguente;
    • in questa istanza indichi fino a 150 preferenze tra scuole, comuni, distretti e tipologie di posto, ma sempre all’interno della provincia scelta per le GPS.

Se sbagli la prima, resti fuori dalle graduatorie per due anni.
Se dimentichi la seconda, rimani comunque in GPS, ma non partecipi al giro principale delle nomine informatizzate per quell’anno.

Punteggi, titoli e servizi: cosa sappiamo delle nuove tabelle

La parte tecnica che interessa a tutti è quella dei punteggi.
Dalle anticipazioni su bozza OM e schede sindacali emerge che:

  • il punteggio del biennio precedente verrà rideterminato sulla base delle nuove tabelle, tenendo conto anche delle eventuali rettifiche già fatte dalle scuole;
  • in caso di domanda di aggiornamento, potrai aggiungere:
    • i nuovi titoli e servizi maturati dopo il 24 giugno 2024 e fino alla scadenza della domanda GPS 2026;
    • eventuali titoli già posseduti in passato ma non dichiarati nella precedente tornata.

Le tabelle aggiornate dovrebbero:

  • confermare il peso di servizio specifico e aspecifico (con possibili ritocchi ai massimali);
  • mantenere la valorizzazione di certificazioni informatiche e linguistiche rilasciate da enti seri e accreditati;
  • riconoscere meglio il ruolo degli ITP, come segnalato da CISL e UIL nelle loro analisi.

Finché non escono le tabelle definitive, il consiglio pratico è semplice:
metti già in ordine tutti i titoli (lauree, esami integrativi, master, corsi, certificazioni) e tutti i contratti di servizio con date precise. Così quando avrai i punteggi ufficiali ti basteranno pochi minuti per capire cosa dichiarare e dove ti conviene puntare.

Requisiti generali ed esclusioni: chi resta fuori a prescindere

Oltre al titolo di studio, la bozza ribadisce i requisiti generali per l’accesso alle GPS:

  • cittadinanza (italiana, UE o altri casi previsti);
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • idoneità fisica all’impiego;
  • assenza di destituzione/dispensa da P.A. per motivi disciplinari o uso di documenti falsi;
  • assenza di cause di incandidabilità ai sensi della cosiddetta Legge Severino.

Chi rientra in queste situazioni viene semplicemente escluso dalla procedura e non viene inserito in GPS.

Come prepararsi adesso, prima che si apra la finestra

Al netto di tutti i dettagli tecnici, il punto è uno:
quando uscirà l’Ordinanza, avrai pochi giorni per fare una domanda fatta bene, senza errori, e con una strategia chiara su provincia, scuole, spezzoni, cattedre intere e possibili sanzioni.

In pratica, conviene:

  • verificare subito SPID/CIE e accesso a Portale inPA / Istanze Online;
  • ricostruire in anticipo tutte le supplenze svolte con date, scuola, classe di concorso e tipologia di posto;
  • valutare con calma in quale provincia hai più possibilità reali di lavorare;
  • decidere fin da ora se, in caso di proposta di cattedra lontana o complicata, sei disposta ad accettarla: con le nuove regole, un rifiuto o un abbandono non si paga più solo con un “poco lavoro”, ma con due anni di blocco sulle supplenze lunghe.

FAQ sulle GPS 2026/28

Le GPS 2026/28 si aggiornano in automatico se sono già inserita?
No. La bozza è chiara: il rinnovo automatico non esiste più. Devi presentare nuova domanda nel 2026, altrimenti vieni cancellata dalle graduatorie per l’intero biennio.

Se al mio turno non mi danno nessuna supplenza, vengo considerata rinunciataria?
No. Con il nuovo meccanismo di ripescaggio, chi non riceve incarichi non è considerato rinunciatario e può essere “ripescato” nelle fasi successive. Le sanzioni scattano solo se rifiuti un incarico già assegnato o abbandoni un contratto in corso.

Cosa rischio se rifiuto una supplenza al 30 giugno o 31 agosto?
Chi rinuncia a un incarico conferito dalle GPS viene escluso per due anni dalle supplenze annuali e fino al termine delle attività, sia da GPS sia da graduatorie di istituto. Restano solo le supplenze brevi.

Quando farò la domanda delle 150 preferenze?
La domanda delle 150 preferenze resta una procedura annuale, in genere aperta a luglio, e serve solo per partecipare alle convocazioni informatizzate per le supplenze al 30/06 e 31/08 dell’anno successivo.

Le tabelle dei punteggi sono già definitive?
No. Siamo ancora in fase di bozza: sindacati e portali specializzati parlano di nuove tabelle in arrivo, con aggiornamenti su punteggi di servizio, ITP e titoli culturali. L’impianto generale, però, è chiaro e ti permette già di organizzare titoli e servizi in vista della domanda.