Che cos’è davvero il ciclone Oriana
Dietro il nome quasi gentile “ciclone Oriana” c’è una profonda depressione mediterranea: un vortice di bassa pressione nato da aria molto instabile arrivata dall’Atlantico. Si è approfondito tra Golfo del Leone, Corsica e Sardegna, scendendo fino a valori di pressione intorno ai 980 hPa, per poi scivolare verso il Centro-Sud e il basso Adriatico.
Tradotto: un sistema che ha mescolato aria umida e mite con aria più fredda, innescando:
- piogge diffuse, spesso persistenti
- temporali molto intensi
- venti di burrasca
- mareggiate violente
È il vortice che ha segnato il weekend di San Valentino 2026, tanto che molti l’hanno ribattezzato il “ciclone di San Valentino”.
Le giornate peggiori: 14–16 febbraio 2026
Tutto si concentra in poche giornate, ma con un’intensità fuori dal comune.
14 febbraio – la vera entrata in scena
Già dal 14 febbraio l’Italia è sotto piogge e vento: acqua dal Nord al Sud, neve abbondante sulle Alpi, mari in rapido peggioramento.
Sulle coste tirreniche e ioniche le raffiche di vento raggiungono spesso i 90–100 km/h, con onde alte e condizioni difficili per la navigazione.
15 febbraio – l’Italia “sferzata” da Oriana
Il 15 febbraio è il giorno in cui si capisce che non è la solita perturbazione:
- al Centro-Sud e sulle Isole maggiori si registrano allagamenti, frane, smottamenti, blackout
- campagne allagate, strade interrotte, sottopassi chiusi
- in Calabria, Sicilia e Sardegna i vigili del fuoco arrivano a oltre 2.000 interventi in 72 ore per salvataggi, alberi caduti, tetti danneggiati, messa in sicurezza di abitazioni e negozi
16 febbraio – Oriana si allontana, ma lascia il conto
Al 16 febbraio 2026 il nucleo principale del ciclone si sta già spostando verso i Balcani, ma lo “strascico” di maltempo insiste ancora su Adriatico, Sud e Sicilia.
Il Nord torna a vedere il sole, ma i dati sulle piogge parlano chiaro: in alcune aree del Mezzogiorno, in particolare in Calabria, dall’inizio del mese sono caduti oltre 500 millimetri di pioggia. Una quantità che in altre stagioni si spalma su mesi interi.
Sud in ginocchio: il caso Calabria
Se c’è una regione simbolo di Oriana, questa è la Calabria.
Qui il ciclone trova un territorio già provato da giorni di maltempo e lo colpisce di nuovo, facendo cedere argini deboli e innescando frane in zone fragili:
- allagamenti estesi in diverse aree interne e costiere
- fiumi e torrenti in piena, con esondazioni lampo nella zona del Sibariate
- danni al Parco archeologico di Sibari, invaso da acqua e fango
- condotte idriche danneggiate, con problemi alla fornitura d’acqua in vari comuni
La Regione chiede lo stato di emergenza, la giunta viene convocata d’urgenza e dal governo arrivano segnali di apertura verso il riconoscimento dell’emergenza nazionale.
Il dato che colpisce è la somma:
- centinaia di frane
- strade provinciali e comunali chiuse
- abitazioni da evacuare
- famiglie isolate nelle campagne
Ti immagini vivere in un paese dove, a ogni pioggia forte, scatta la paura che la collina alle spalle possa cedere?
Sicilia e Sardegna tra allagamenti, vento e blackout
Il ciclone non risparmia Sicilia e Sardegna, dove il quadro è molto simile.
In pochi giorni si sommano:
- temporali violenti con piogge insistenti
- mareggiate che arrivano fin dentro i lungomare
- campi allagati e coltivazioni compromesse
- linee elettriche danneggiate e quartieri senza luce
- alberi sradicati, tetti e pensiline scoperchiati
In Sardegna, in una sola giornata, i vigili del fuoco vengono chiamati decine e decine di volte per rimuovere alberi caduti e liberare strade invase dall’acqua o dal fango.
In Sicilia l’ondata di maltempo investe soprattutto le province costiere: Palermo, Messina, Catania, Trapani. Il vento spazza tetti e balconi, le piogge riempiono in poche ore sottopassi e tratti di litoranea.
Sul versante ionico e tirrenico, il mare solleva onde che rendono complicati anche i collegamenti marittimi. Le immagini delle coste irriconoscibili, con spiagge “mangiate” dall’acqua, restano negli occhi.
Venti, mareggiate, neve: un ciclone, tre facce diverse
Uno degli aspetti più particolari di Oriana è che mostra tre volti diversi a seconda delle zone.
Il vento
Sulle coste tirreniche e sulle isole maggiori si registrano raffiche burrascose, con punte che superano spesso i 90 km/h.
Alberi sradicati, cartelloni piegati, tetti danneggiati: il vento è una delle firme più visibili della tempesta.
Il mare
Il Mediterraneo reagisce con mareggiate importanti su Tirreno, Ionio e Canale di Sardegna.
In alcune aree del Sud la forza delle onde accelera processi di erosione costiera già in atto: spiagge che si assottigliano, dune cancellate, strutture a ridosso della battigia messe a dura prova.
La neve
Mentre il Sud fa i conti con l’acqua, il Nord vede la faccia “fredda” di Oriana.
- Sulle Alpi occidentali cade neve abbondante a quote medie, con accumuli importanti in poche ore.
- Lungo l’Appennino centrale la neve scende oltre i 1000–1300 metri, imbiancando rilievi abruzzesi, molisani e lucani.
Tre scenari diversi, legati allo stesso sistema. Chi guarda solo fuori dalla propria finestra rischia di non cogliere la portata complessiva dell’evento.
Una lunga allerta: undici regioni sotto osservazione
Mentre il ciclone ruota sull’Italia, la Protezione Civile mantiene aperta per giorni una allerta gialla su 11 regioni, soprattutto al Centro-Sud.
Questo significa:
- rischio concreto di frane nelle aree interne
- possibili allagamenti improvvisi in città e paesi di pianura
- criticità su strade, ferrovie e infrastrutture
Nel Lazio, ad esempio, vengono decise evacuazioni precauzionali nelle aree più esposte vicino alla foce del Tevere e lungo alcuni corsi d’acqua già ingrossati.
Sono quelle scelte complicate in cui bisogna decidere in fretta se far restare le persone in casa o spostarle altrove, sapendo che nessuna opzione è comoda.
Perché Oriana ci riguarda anche quando il cielo è sereno
Guardata da lontano, Oriana potrebbe sembrare “solo” l’ennesima ondata di maltempo.
In realtà mette insieme diversi nodi che l’Italia conosce bene:
- un territorio fragile, con zone esposte a frane e alluvioni
- urbanizzazione spinta anche dove il rischio idrogeologico è alto
- piogge sempre più concentrate in pochi episodi estremi, invece che distribuite nel tempo
La fotografia è quella di un Paese in cui basta la combinazione tra un ciclone mediterraneo profondo e una stagione già umida per mandare in crisi intere regioni: dall’acqua potabile alle strade di campagna, dalle coste turistiche ai siti archeologici.
Chi vive al Nord ricorderà soprattutto la neve e il vento gelido; chi abita al Sud penserà a strade allagate, notti in bianco per il rumore del vento, messaggi nelle chat di paese per capire se una strada è ancora praticabile.
Il filo è lo stesso: eventi intensi, ravvicinati, che mettono alla prova la tenuta quotidiana dei territori.
Domande frequenti sul ciclone Oriana
Che cos’è il ciclone Oriana?
È una profonda depressione mediterranea, un ciclone extratropicale che tra il 14 e il 16 febbraio 2026 ha portato piogge intense, vento forte, mareggiate e neve su gran parte dell’Italia, colpendo soprattutto il Sud e le Isole.
Quali regioni sono state colpite di più?
Le aree più colpite risultano Calabria, Sicilia e Sardegna, con migliaia di interventi dei vigili del fuoco, ma criticità importanti si sono registrate anche nel Lazio, in Puglia e lungo l’Adriatico centro-meridionale.
È stato dichiarato lo stato di emergenza?
La Regione Calabria ha chiesto lo stato di emergenza per i danni legati a piogge, frane e allagamenti; il governo si è detto disponibile a riconoscere l’emergenza a livello nazionale.
Il ciclone Oriana ha causato danni anche fuori dall’Italia?
Sistemi depressionari associati alla stessa ondata di maltempo hanno colpito duramente anche la Penisola iberica e la Francia, con venti fortissimi, inondazioni e migliaia di evacuati.
La situazione è finita al 16 febbraio 2026?
Il vortice principale di Oriana si sta ormai spostando verso i Balcani e la fase più intensa è alle spalle, ma il quadro resta instabile, con altre perturbazioni attese nei giorni successivi e un Mediterraneo ancora molto mosso.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






