Raffaele Magliulo, morto l’imprenditore dell’Asprinio di Frignano a 60 anni

Serena Comito

Raffaele Magliulo, morto l’imprenditore dell’Asprinio di Frignano a 60 anni

A Frignano oggi il dolore ha un nome preciso: Raffaele Magliulo, 60 anni, imprenditore agricolo e volto storico del vino Asprinio.
La notizia della sua morte ha attraversato il paese in poche ore, dalle campagne alle cantine, dalle parrocchie ai gruppi WhatsApp di amici e colleghi. La comunità parla di una scomparsa prematura, arrivata all’improvviso e difficile da accettare.

I funerali sono stati fissati per il pomeriggio, alle 15, nella parrocchia dei Santi Nazario e Celso a Frignano: un ultimo saluto che non riguarda solo una famiglia, ma un pezzo di identità del territorio.

Chi era Raffaele Magliulo

Raffaele Magliulo era prima di tutto un imprenditore agricolo. Viveva a Frignano, in provincia di Caserta, e il suo nome è legato da decenni al lavoro nei campi, alla vigna, al vino. Sui profili pubblici viene indicato come imprenditore/titolare, con studi in ambito agrario alle spalle e una vita spesa dentro l’azienda di famiglia.

Non era il “contadino” nel senso stereotipato del termine: chi lo ha raccontato negli anni lo descrive come un imprenditore capace di tenere insieme tradizione, tecnica e visione, in una delle aree più delicate e discusse d’Italia, quella tra Frignano, Parete, Casal di Principe e Carditello, al centro del dibattito sulla Terra dei Fuochi.

In molti lo hanno conosciuto anche attraverso le associazioni di categoria: il suo nome compare tra i rappresentanti del mondo agricolo casertano all’interno di Coldiretti, a conferma di un ruolo riconosciuto non solo come produttore, ma anche come persona impegnata nella difesa e nella promozione del territorio.

Le Cantine Magliulo e il legame con l’Asprinio di Aversa

Il cognome Magliulo, a Frignano, coincide con una realtà produttiva precisa: le Cantine Magliulo, azienda storica nel cuore della zona dell’Asprinio di Aversa. L’azienda ha sede in via Generoso Manna, con circa 50 ettari di proprietà, di cui una decina coltivati a vigneto, e una produzione intorno alle 100 mila bottiglie l’anno.

Da quattro generazioni la famiglia Magliulo lavora qui, tra vigne ad alberata che si arrampicano sui pioppi fino a quindici metri, un paesaggio agricolo che è diventato quasi simbolo della resistenza dell’agricoltura campana in un’area spesso raccontata solo per l’inquinamento e le emergenze ambientali.

In questo contesto, Raffaele Magliulo viene indicato come enologo e anima tecnica dell’azienda: colui che ha accompagnato l’evoluzione delle Cantine, dalla produzione contadina alla bottiglia etichettata, con la prima vendemmia ufficiale nel 1975, fino alle etichette moderne dedicate all’Asprinio e ai vini del territorio.

Non si limitava a imbottigliare vino: raccontava il paesaggio, difendeva il valore delle alberate, spiegava perché l’Asprinio potesse essere non solo un bianco “di casa”, ma un vino capace di stare dignitosamente sulle carte di ristoranti e enoteche ben oltre la provincia di Caserta.

Un imprenditore agricolo simbolo del territorio

Negli anni la figura di Raffaele Magliulo è diventata quasi un caso di studio: un imprenditore agricolo che lavora in un’area difficile, segnata dalle narrazioni sulla Terra dei Fuochi, ma che sceglie di restare, investire, innovare, alzando ogni volta l’asticella su qualità e trasparenza.

In alcuni reportage dedicati all’agricoltura campana, la sua storia viene citata come esempio di chi, in un paesaggio spesso associato solo ai roghi e all’illegalità, prova invece a costruire filiera pulita, prodotto certificato e narrazione diversa. L’azienda vitivinicola di famiglia è descritta come custode di una decina di ettari di alberata superstite, da cui nasce un Asprinio che è sintesi di paesaggio, lavoro e resistenza.

Allo stesso tempo, il suo nome è legato anche a incarichi associativi e rappresentativi nel mondo agricolo provinciale, come membro degli organismi di Coldiretti Caserta, accanto ad altri imprenditori noti dell’area.

La notizia della morte e il lutto a Frignano

La notizia della morte di Raffaele Magliulo è stata diffusa nella mattinata del 15 febbraio 2026. I giornali locali parlano di “prematura scomparsa” di un imprenditore agricolo 60enne, sottolineando lo shock della comunità di Frignano, “scossa e in lutto” per la perdita di una figura così radicata nel tessuto sociale ed economico del paese.

Nel pezzo che annuncia il decesso si legge che i funerali sono in programma nel pomeriggio, alle 15, nella parrocchia dei Santi Nazario e Celso, punto di riferimento religioso della comunità. È lì che parenti, amici, colleghi, altri viticoltori, rappresentanti del mondo agricolo e istituzionale sono chiamati a stringersi attorno alla famiglia.

Non vengono rese note le cause della morte: non si parla di incidente, né di malattia specifica. Le formule utilizzate sono volutamente sobrie, concentrate più sul lutto collettivo che sui dettagli clinici, nel pieno rispetto della privacy dei familiari.

In un territorio dove spesso l’agricoltura è costretta a difendersi da pregiudizi e generalizzazioni, la scomparsa di un imprenditore che ha investito la vita nel dimostrare il contrario lascia un vuoto che va oltre i numeri delle bottiglie prodotte o i bilanci aziendali.

Un’eredità che va oltre il vino

L’eredità di Raffaele Magliulo non è fatta solo di filari di viti, botti e etichette. È fatta di:

  • un modello di impresa agricola che prova a tenere insieme tradizione e innovazione;
  • un lavoro quotidiano per difendere il nome dell’Asprinio di Aversa e della campagna casertana, anche quando la narrazione mediatica andava in direzione opposta;
  • una presenza costante nelle dinamiche associative e territoriali, dai tavoli di Coldiretti agli eventi dedicati ai prodotti tipici e alla viticoltura di qualità.

Per chi resta – la famiglia, i collaboratori, i giovani che negli anni hanno attraversato le cantine per stage, degustazioni, vendemmie – il compito adesso è quello di capire come portare avanti un progetto che, nel bene e nel male, si identificava molto con la sua persona.

È probabile che, nelle prossime settimane, il nome di Raffaele torni ancora nei racconti, negli articoli, nei ricordi sui social: episodi di vendemmie difficili, degustazioni riuscite, scelte rischiose fatte per alzare la qualità, discussioni infinite su potature, rese per ettaro, tempi di raccolta.

Sono frammenti che, messi insieme, costruiscono l’immagine di un uomo che ha scelto di restare dove era più complicato farlo, continuando a credere che un bicchiere di Asprinio potesse raccontare meglio di mille parole che questa terra vale.

Faq su Raffaele Magliulo

Chi era Raffaele Magliulo?
Era un imprenditore agricolo di 60 anni, originario e residente a Frignano (Caserta), legato alla produzione di vino Asprinio e alla guida delle Cantine Magliulo, azienda vitivinicola di famiglia attiva da quattro generazioni.

Di cosa si occupavano le Cantine Magliulo?
Le Cantine Magliulo, con sede a Frignano, lavorano circa 50 ettari di proprietà, di cui 10 a vigneto, per una produzione di circa 100 mila bottiglie l’anno, concentrate soprattutto sull’Asprinio di Aversa e sui vini del territorio.

Che ruolo aveva Raffaele Magliulo nel mondo agricolo campano?
Oltre a essere titolare dell’azienda di famiglia, era considerato un punto di riferimento nel dibattito sull’agricoltura nella Terra dei Fuochi e figurava tra i rappresentanti di Coldiretti Caserta, impegnato nella difesa e valorizzazione dei prodotti locali.

Come è morto Raffaele Magliulo?
Le fonti parlano di scomparsa prematura di un imprenditore agricolo 60enne, senza specificare le cause del decesso. Non vengono riportati dettagli su malattia o incidente, nel rispetto della riservatezza della famiglia.

Dove e quando si svolgono i funerali di Raffaele Magliulo?
I funerali sono stati fissati per il pomeriggio del 15 febbraio 2026, alle ore 15, nella parrocchia dei Santi Nazario e Celso a Frignano, alla presenza della comunità locale e del mondo agricolo che lo ha conosciuto e stimato.