Il 12 febbraio gli scali tedeschi hanno vissuto una giornata di caos.
Tabelloni praticamente pieni di avvisi di cancellazione, file ai desk, persone sedute per terra con trolley e caricabatterie attaccati ovunque. Dietro quel fermo di 24 ore c’era lo sciopero del personale Lufthansa, che ha toccato anche tanti italiani in partenza o di rientro.
Si è trattato di una protesta ampia, che ha bloccato una parte importante del traffico aereo europeo per un’intera giornata e ha riportato al centro il tema dei costi del lavoro, delle pensioni e della riorganizzazione interna del gruppo.
Chi ha scioperato e per quanto tempo
Lo sciopero è durato dalle 00:01 alle 23:59 del 12 febbraio 2026.
A incrociare le braccia sono stati:
- i piloti, rappresentati dal sindacato Vereinigung Cockpit (VC)
- il personale di cabina, con il sindacato UFO
Sono stati coinvolti i voli operati da Lufthansa, Lufthansa Cargo e Lufthansa CityLine.
Altre compagnie del gruppo, come Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines, Eurowings, Air Dolomiti, Discover Airlines e Lufthansa City Airlines, hanno continuato a volare. Inoltre, sono state usate per riproteggere una parte dei passeggeri, ma non è bastato ad assorbire tutto l’impatto.
Quanti voli sono saltati e quante persone sono state coinvolte
I numeri raccontano bene la portata della protesta.
- Voli cancellati: si parla di quasi 800 collegamenti saltati nell’arco della giornata
- Passeggeri coinvolti: le stime vanno dai 70.000 ai 100.000 viaggiatori, fra chi è rimasto completamente a terra e chi è stato spostato su altri voli
Per l’Italia l’effetto non è stato marginale:
erano previsti decine di collegamenti tra scali tedeschi e aeroporti italiani, con migliaia di posti a sedere programmati. Una parte di queste tratte è stata cancellata, altre hanno subito ritardi e riprotezioni su compagnie partner.
Chi era diretto a Francoforte o Monaco ha vissuto le maggiori difficoltà: sono gli hub principali del gruppo, e in una giornata come questa diventano immediatamente il punto più fragile della rete.
Le ragioni dello sciopero: pensioni, lavoro e futuro della compagnia
Dietro lo sciopero non c’è un solo tema, ma un pacchetto di questioni molto concrete.
Le richieste dei piloti
Per i piloti il punto centrale è la pensione aziendale.
Chiedono:
- contributi più alti al fondo pensione
- maggiore protezione dall’inflazione nel tempo
L’azienda, dal canto suo, sostiene che un aumento così forte dei costi previdenziali renderebbe difficile mantenere in equilibrio i conti, soprattutto dopo gli anni segnati prima dalla pandemia e poi dal caro-carburante e dagli investimenti sulla flotta.
In mezzo c’è una generazione di comandanti e primi ufficiali che punta a garantirsi un’uscita stabile dal lavoro, mentre la compagnia prova a difendere margini e competitività in un mercato dove il prezzo del biglietto viene confrontato al centesimo.
Le preoccupazioni del personale di cabina
Per gli assistenti di volo il centro del conflitto è un altro:
- il ridimensionamento di Lufthansa CityLine, con centinaia di posti di lavoro considerati a rischio
- il timore di trasferimenti verso Lufthansa City Airlines con condizioni meno favorevoli
- la richiesta di un piano sociale chiaro, che preveda ricollocazioni, tutele e garanzie reali
Un voto interno ha mostrato un sostegno quasi unanime allo sciopero: la grande maggioranza del personale di cabina ha approvato la linea dura per farsi ascoltare dal management.
Dove lo sciopero ha colpito di più
Gli effetti più visibili si sono concentrati negli aeroporti tedeschi a maggiore traffico:
- Francoforte
- Monaco di Baviera
Qui si sono fermati non solo moltissimi voli europei, ma anche diverse rotte intercontinentali di Lufthansa.
La protesta ha creato problemi a catena anche in altri scali tedeschi come Berlino, Amburgo, Düsseldorf, Colonia, Stoccarda, Hannover, soprattutto sulle tratte regionali operate da CityLine.
Inoltre, il calendario ha reso la situazione ancora più delicata:
- a Berlino era in partenza la Berlinale, grande festival internazionale del cinema
- a Monaco stava per iniziare la Conferenza sulla sicurezza, con delegazioni da mezzo mondo
Due eventi simbolici, che hanno fatto da sfondo a una giornata di proteste interne alla principale compagnia del Paese.
Cos’ è successo ai passeggeri
Per chi aveva un volo Lufthansa il 12 febbraio, la giornata è stata una corsa a trovare alternative.
La compagnia ha messo in campo:
- riprotezioni su altri vettori del gruppo
- possibilità di spostare il viaggio in altre date
- conversione dei biglietti su alcune tratte interne tedesche in biglietti ferroviari
Molti viaggiatori diretti in Italia o in transito da hub tedeschi sono stati sistemati:
- su altri voli Lufthansa nelle ore o nei giorni successivi
- su compagnie partner, anche fuori dal gruppo
- su treni a lunga percorrenza, per chi doveva coprire solo tratte interne in Germania
Non tutti però sono riusciti a partire nella stessa giornata. In diversi casi è stato necessario attendere il giorno dopo o addirittura più a lungo, soprattutto per chi viaggiava su tratte molto richieste o su lunghi raggio con pochi posti liberi.
I diritti dei passeggeri: rimborso, riprotezione e compensazione
Un aspetto fondamentale riguarda i diritti dei viaggiatori.
Quando lo sciopero è fatto dal personale della compagnia aerea (e non, ad esempio, dal controllo del traffico aereo o dall’aeroporto), non si parla di “circostanze eccezionali”… La compagnia non è automaticamente esonerata dal pagare la compensazione prevista dalla normativa europea.
In base al Regolamento (CE) 261/2004, chi ha subito una cancellazione o un forte ritardo può avere diritto a:
- rimborso del biglietto se decide di non viaggiare più
- riprotezione su un altro volo, il prima possibile o in una data successiva concordata
- assistenza in aeroporto, che include:
- pasti e bevande in base al tempo di attesa
- eventuale notte in hotel con trasferimento, se necessario
- compensazione economica extra, che va indicativamente:
- 250 euro per tratte brevi
- 400 euro per tratte medie
- fino a 600 euro per le tratte più lunghe
La cifra precisa dipende da distanza della rotta e ritardo effettivo all’arrivo.
È importante conservare:
- carta d’imbarco o conferma di prenotazione
- eventuali scontrini di spese sostenute (pasti, taxi, hotel)
e presentare il reclamo direttamente alla compagnia o tramite servizi specializzati in rimborsi aerei.
La situazione dopo il 12 febbraio e il rischio di nuovi scioperi
Dal giorno successivo lo scenario operativo è tornato per lo più regolare, con un programma voli vicino alla normalità e solo alcune ripercussioni dovute al riposizionamento degli aeromobili e degli equipaggi.
La vertenza però resta aperta.
- I piloti non escludono ulteriori forme di protesta se dalle trattative non arriveranno segnali concreti sulle pensioni
- Il personale di cabina continua a chiedere garanzie sul futuro di CityLine e sulla qualità dei nuovi contratti
Tradotto: al momento il traffico è tornato a scorrere, ma non si può escludere che nei prossimi mesi il tema torni d’attualità con nuove giornate di sciopero, se il confronto tra sindacati e azienda dovesse bloccarsi di nuovo.
Domande rapide sullo sciopero Lufthansa
Chi ha scioperato il 12 febbraio 2026?
Hanno scioperato i piloti e il personale di cabina Lufthansa, rappresentati dai sindacati Vereinigung Cockpit e UFO.
Quanti voli sono stati cancellati?
Nell’arco della giornata sono stati cancellati quasi 800 voli, tra corto, medio e lungo raggio.
Quanti passeggeri sono stati coinvolti?
Le stime parlano di decine di migliaia di viaggiatori, tra 70.000 e 100.000 persone colpite in qualche forma da cancellazioni o ritardi.
I passeggeri hanno diritto alla compensazione economica?
Sì, in molti casi i viaggiatori possono avere diritto sia al rimborso o alla riprotezione, sia a una compensazione pecuniaria prevista dal Regolamento europeo 261/2004, perché lo sciopero riguarda il personale della compagnia.
Ci saranno altri scioperi Lufthansa?
Al momento non c’è un calendario ufficiale di nuove proteste, ma i sindacati non hanno escluso ulteriori azioni se le trattative su pensioni e riorganizzazione aziendale non faranno passi avanti.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






