A Palermo, oggi, il mondo della scuola ha ricevuto una notizia che non è solo un necrologio: è morto a 66 anni Mario Palumbo, uno degli editori scolastici più riconoscibili del panorama italiano.
Chi lavora tra cattedre, libri di testo e adozioni lo conosceva bene, anche senza averlo mai incontrato di persona: il suo cognome era stampato in piccolo ma ovunque, sul retro di migliaia di volumi.
Nel pomeriggio di venerdì 13 febbraio 2026 la notizia è stata rilanciata da Repubblica Palermo, che lo descrive come un editore convinto che l’editoria scolastica dovesse essere un servizio pubblico, prima ancora che un mercato.
Chi era Mario Palumbo per la scuola italiana
Per capire chi fosse davvero, bisogna partire da una casa editrice che è quasi un’istituzione: la G.B. Palumbo & C. Editore.
La storia di famiglia è nota: la casa editrice nasce nel 1939 a Palermo, fondata da Giovan Battista Palumbo, e nel tempo si specializza nelle scienze umanistiche e nei testi per la scuola secondaria e l’università.
Alla morte del fondatore, negli anni Ottanta, sono i figli Giorgio e Mario a prendere in mano l’azienda e a guidarla dentro un mondo scolastico che stava cambiando in fretta – riforme, nuovi programmi, nuovi strumenti di lavoro per gli insegnanti.
Dentro questo percorso, Mario Palumbo diventa uno dei volti della scolastica italiana: non l’editore distante chiuso in ufficio, ma l’interlocutore che incontra docenti, partecipa a convegni, discute di come si insegna letteratura oggi, di che cosa serve davvero in classe.
Secondo il ritratto tracciato da Repubblica, la sua idea di editoria scolastica è chiara: non solo prodotto da vendere, ma strumento per garantire a tutti accesso a una formazione di qualità, soprattutto nelle materie umanistiche.
La storia della casa editrice Palumbo e la svolta nella scolastica
La casa editrice Palumbo nasce come piccola realtà indipendente, ma nel giro di pochi decenni diventa un riferimento nazionale.
Dal dopoguerra in poi, il catalogo si popola di firme importanti: da Giovanni Papini a Giuseppe Cocchiara, da Giusto Monaco a Leonardo Sciascia, con opere che entrano nei programmi scolastici e nelle biblioteche degli insegnanti.
Negli anni Settanta e Ottanta la svolta è netta: la Palumbo concentraa sempre di più il suo impegno nei manuali scolastici, soprattutto di area umanistica, costruendo collane che molti studenti italiani hanno letteralmente consumato in classe. Tra i titoli rimasti nella memoria di generazioni di liceali, per esempio:
- L’età e le età, antologia italiana per la scuola media curata da Sciascia;
- i grandi manuali di letteratura antica di Giusto Monaco;
- più avanti, La scrittura e l’interpretazione, il corso di letteratura italiana di Romano Luperini, Pietro Cataldi e Lidia Marchiani, diventato quasi sinonimo di “libro di italiano del liceo”.
Con l’arrivo del nuovo millennio, la casa editrice non resta ferma alla carta: nel 2005 nasce la divisione Palumbo Multimedia, per affiancare ai libri di testo tradizionali contenuti digitali, piattaforme per docenti, strumenti multimediali da usare in classe.
Oggi il catalogo Palumbo conta oltre 7.000 titoli pubblicati, ed è presente in moltissime scuole italiane, in particolare nei licei e negli istituti dove le materie umanistiche sono il cuore dell’orario.
Dietro questa crescita non c’è solo una strategia industriale: ci sono scelte culturali precise, che per anni hanno portato Mario Palumbo a difendere il senso degli studi umanistici in un contesto che spesso li considerava “di serie B” rispetto alle discipline tecnico-scientifiche.
Il dialogo con insegnanti, studenti e festival culturali
Chi frequenta convegni sulla scuola, seminari universitari, festival di cinema del reale o di letteratura, sa che il cognome Palumbo non compariva solo sulle copertine.
In diversi eventi dedicati alla didattica e alla complessità del presente, accanto a docenti, pedagogisti e dirigenti scolastici, appariva spesso anche la voce di Mario Palumbo, presentato semplicemente come “editore”. In queste occasioni, più che parlare di fatturato, si ragionava su che cosa significhi fare libri per la scuola in un Paese attraversato da disuguaglianze educative, dispersione scolastica, precarietà.
Il suo nome compare anche nei materiali del SalinaDocFest, il festival internazionale del documentario narrativo: insieme al fratello Giorgio viene indicato tra le figure che sostengono l’iniziativa, proprio per il legame tra scuola, cinema e memoria civile.
È la stessa logica che ha portato la casa editrice a investire in progetti su Falcone, sulla mafia, sul Mediterraneo: materiali pensati sì per le lezioni, ma anche per aiutare gli insegnanti a parlare di giustizia, diritti, storia recente con strumenti diversi dal solito manuale.
In questo incrocio continuo tra editoria, scuola e festival, Mario Palumbo è stato una presenza discreta e costante: spesso dietro le quinte, ma riconoscibile per chi si muoveva in quei circuiti.
La notizia della morte e il vuoto che lascia a Palermo
Repubblica racconta che Mario Palumbo è morto oggi pomeriggio, a 66 anni, definendolo “figura centrale” della storica casa editrice palermitana.
Non vengono resi noti, al momento, dettagli sulle cause del decesso. Il contesto, però, è chiaro: si parla di un pezzo importante dell’editoria cittadina e nazionale che se ne va.
Attorno alla notizia si sta muovendo il mondo della scuola: insegnanti che ricordano le prime adozioni dei manuali Palumbo, dirigenti che hanno incontrato l’editore in presentazioni e corsi di formazione, autori che con quella sigla in quarta di copertina hanno costruito pezzi di carriera.
Per Palermo, che negli anni ha visto crescere e resistere poche grandi realtà editoriali autonome, è un lutto che tocca anche l’identità culturale della città: la Palumbo è una delle rare case editrici nate e rimaste radicate qui, con una sede centrale ancora a pochi passi dal centro storico.
Un’eredità fatta di libri, cataloghi e idee
Che cosa lascia, oggi, Mario Palumbo?
Lascia, innanzitutto, un catalogo che occupa intere pareti nelle biblioteche scolastiche e nelle case degli insegnanti. Manuali, antologie, materiali digitali che continueranno a circolare molto più a lungo di un comunicato di cordoglio.
Lascia anche un modo di intendere il lavoro editoriale:
- tenere insieme rigore scientifico e attenzione concreta alla didattica;
- investire sulle scienze umanistiche anche quando la narrazione dominante le voleva meno “utili”;
- considerare gli insegnanti non come semplici clienti, ma come compagni di strada, da ascoltare e con cui confrontarsi.
È probabile che nei prossimi giorni arriveranno parole ufficiali, ricordi, forse iniziative dedicate al suo nome. Intanto, però, chi entra in classe con un libro Palumbo sotto braccio sa già di portarsi dietro una parte del suo lavoro: quella che resta ogni volta che un editore decide che la scuola non è solo un mercato, ma un pezzo di bene comune.
Domande frequenti sulla morte di Mario Palumbo
Quanti anni aveva Mario Palumbo quando è morto?
Mario Palumbo aveva 66 anni. La notizia del suo decesso è stata diffusa oggi, 13 febbraio 2026, dalle cronache locali di Palermo.
Che ruolo aveva nella casa editrice Palumbo?
Era una delle anime della G.B. Palumbo & C. Editore, storica casa editrice scolastica fondata dal padre Giovan Battista nel 1939. Dagli anni Ottanta, insieme al fratello Giorgio, ha guidato l’azienda, consolidandone la presenza nel settore dell’editoria scolastica umanistica.
Perché la casa editrice Palumbo è considerata importante nella scuola italiana?
Perché ha costruito, in decenni di lavoro, un catalogo di oltre 7.000 titoli, molti dei quali adottati stabilmente nelle scuole medie e superiori, in particolare nei licei. Manuali come La scrittura e l’interpretazione o le antologie curate da Sciascia e Monaco hanno formato generazioni di studenti.
In che modo Mario Palumbo ha innovato l’editoria scolastica?
Sotto la sua guida la casa editrice ha affiancato ai libri di testo tradizionali nuove collane, materiali di approfondimento e, dagli anni Duemila, progetti multimediali e digitali attraverso la divisione Palumbo Multimedia, integrando contenuti online e supporti audiovisivi per la didattica.
Ci sono già informazioni su funerali o iniziative in sua memoria?
Al momento le fonti pubbliche riportano la notizia della morte e ne ricordano il ruolo nel mondo della scuola e dell’editoria, ma non sono ancora stati diffusi dettagli ufficiali su funerali o eventi commemorativi. È probabile che nei prossimi giorni la casa editrice e il mondo della scuola organizzino momenti di ricordo pubblico.
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






