Per chi passa in centro a Modena, il profumo di pelle che esce da corso Canalchiaro è un pezzo di memoria.
Dietro quella vetrina c’era lui, Omar Baraldi, 68 anni, fondatore della cuoieria artigiana “La Vacchetta Grassa” e volto storico dell’artigianato modenese. È morto all’improvviso, colpito da un infarto durante una riunione di lavoro, lasciando attoniti colleghi, commercianti e clienti che lo consideravano un punto fermo del centro storico.
Modena perde un artigiano, ma soprattutto una figura che aveva fatto del suo mestiere una forma di identità cittadina.
Chi era Omar Baraldi
Omar Baraldi era uno di quei modenesi che la città la portano addosso.
Classe 1957, aveva costruito la sua vita professionale partendo da un’idea semplice e testarda: lavorare la pelle come si faceva una volta, ma con un gusto capace di parlare anche a chi entrava in negozio per la prima volta, magari da turista.
Non era un personaggio da copertina, ma chi frequentava il centro lo conosceva bene. Sempre presente in bottega, tra banco vendita e piano soppalcato, con le mani impegnate tra tagli, cuciture, finiture. In tanti lo definiscono senza giri di parole un “maestro del cuoio”.
Negli ultimi anni, oltre alla sua attività, aveva messo energie e idee anche nella promozione del centro storico, entrando nel consiglio di Modenamoremio, la società che si occupa di valorizzare il cuore della città. Dal 2015 al 2024 è stato uno dei volti più attivi nelle iniziative per tenere vivo il centro, tra eventi, proposte e confronti continui.
Come è nata la cuoieria “La Vacchetta Grassa”
La sua creatura professionale si chiama “La Vacchetta Grassa” e nasce alla fine degli anni Settanta.
È il 1979 quando Omar decide di aprire una cuoieria artigiana in corso Canalchiaro, a due passi da piazza Grande. Non un negozio qualsiasi, ma un luogo in cui laboratorio e vendita convivono nello stesso spazio.
Al piano terra, il banco con portafogli, cinture, borse, piccola pelletteria.
Sul piano soppalcato, il cuore pulsante: taglierine, aghi, filati, pelli stese, odore di cuoio e di cera. Chi saliva di sopra capiva subito che lì non si trattava di semplice commercio, ma di un mestiere fatto ancora a mano, pezzo per pezzo.
Le pelli arrivavano soprattutto dalla Toscana, in particolare quelle bovine conciate al vegetale. Accanto a queste, Omar aveva imparato a lavorare anche materiali più particolari: struzzo, anguilla, ma soprattutto la pelle di razza, con quella grana inconfondibile che rende ogni oggetto diverso dall’altro.
I portafogli, in particolare, erano diventati una sorta di marchio di fabbrica: piccoli, robusti, curati nei dettagli. Oggetti che i modenesi compravano per sé e che spesso finivano in valigia come souvenir prezioso per chi passava dalla città.
Un artigiano che difendeva il centro storico
Omar non si limitava ad alzare la serranda la mattina e ad abbassarla la sera.
Credeva che il centro storico dovesse restare un luogo vivo, fatto di botteghe vere e non solo di vetrine tutte uguali.
Per questo si era impegnato in Modenamoremio, sedendo per anni nel consiglio di amministrazione. Da lì aveva portato avanti battaglie e proposte per:
- sostenere le attività storiche,
- rendere il centro più attrattivo,
- organizzare iniziative che portassero gente tra le vie e sotto i portici,
- mantenere un’anima artigiana in mezzo ai cambiamenti del commercio.
Chi ha lavorato con lui lo ricorda come un promotore instancabile del centro, uno che non si limitava a lamentarsi del calo di passaggio ma cercava soluzioni, progetti, occasioni per far parlare di Modena in positivo.
L’infarto improvviso durante una riunione
La sua morte è arrivata all’improvviso, nel modo che nessuno si aspetta.
Secondo quanto ricostruito, Omar è stato colpito da un infarto nella serata del 12 febbraio 2026, mentre si trovava a una riunione con alcuni colleghi. Un incontro di lavoro come tanti, che si è trasformato nel momento in cui tutto si è fermato.
I soccorsi sono stati chiamati, ma il malore è stato troppo violento.
La notizia ha iniziato a circolare tra i commercianti e poi sui giornali locali il giorno successivo. In poche ore sono arrivati messaggi, ricordi, pensieri da parte di clienti affezionati, colleghi di corso Canalchiaro, realtà cittadine che negli anni avevano incrociato il suo percorso.
Modena si è trovata improvvisamente senza uno dei suoi artigiani simbolo, proprio mentre lui continuava a progettare, lavorare, pensare al futuro del centro storico.
Il cordoglio di Modena e della comunità del commercio
I messaggi di cordoglio arrivati in queste ore parlano più di mille definizioni.
Modenamoremio lo ha ricordato come un “grande promotore del centro”, sottolineando la sua dedizione alla città e alla sua identità. Non solo un consigliere, ma una persona che ci credeva davvero.
I commercianti della zona lo descrivono come un vicino di bottega sempre disponibile, pronto al confronto ma anche alla battuta, uno di quelli che vedevi in Canalchiaro con l’aria di chi lì ci vive, non solo ci lavora.
Anche tanti clienti storici hanno scritto parole di affetto: in molti raccontano di portafogli, cinture, borse che usano da anni, ancora perfette, e che da oggi custodiranno con un valore in più. Non sono solo pezzi di pelle, sono un ricordo concreto di chi li ha creati.
La famiglia e l’ultimo saluto
Dietro l’artigiano, naturalmente, c’è la persona.
Omar Baraldi lascia la mamma Rina e la compagna Daniela, che in questi giorni stanno affrontando un dolore che va oltre ogni parola pubblica.
I funerali si svolgono in forma civile presso la Casa Funeraria “Terracielo Funeral Home”, in via Emilia Est 1320 a Modena. La cerimonia è fissata per sabato 14 febbraio alle 11.30.
Al termine, il corteo proseguirà verso il tempio crematorio.
Sarà l’occasione per salutare non solo un artigiano, ma una parte concreta della città: chi entrerà nella sala della Funeral Home porterà con sé non solo il dolore, ma il pezzo di storia che Omar ha inciso nel centro di Modena con il suo lavoro quotidiano.
Un’eredità fatta di pelle, botteghe e identità
Cosa resta, dopo una vita così?
Restano le botteghe che continuano ad accendere le luci in centro.
Restano le mani di chi ha imparato il mestiere guardandolo lavorare.
Restano gli oggetti che portano il marchio della “Vacchetta Grassa”, sparsi in giro per l’Italia e oltre.
Ma resta anche qualcosa di meno visibile: l’idea testarda che un centro storico non è solo un luogo dove si passa, è un luogo dove si resta, dove ci si riconosce. Omar Baraldi, nel suo piccolo, ha fatto esattamente questo: ha tenuto insieme tradizione e quotidianità, lavorando pelle e città allo stesso tempo.
Domande frequenti su Omar Baraldi
Chi era Omar Baraldi?
Omar Baraldi era un artigiano modenese di 68 anni, fondatore della cuoieria “La Vacchetta Grassa” in corso Canalchiaro e figura di riferimento per l’artigianato del centro storico di Modena. È stato anche consigliere di Modenamoremio dal 2015 al 2024.
Che cos’è “La Vacchetta Grassa”?
È una cuoieria artigiana fondata nel 1979 in corso Canalchiaro, a Modena. Nello stesso spazio convivono negozio e laboratorio, con produzione interna di portafogli, cinture, borse e accessori in pelle, spesso realizzati con pelli conciate al vegetale e materiali particolari come struzzo, anguilla e pelle di razza.
Come è morto Omar Baraldi?
È morto a causa di un infarto improvviso nella serata del 12 febbraio 2026, durante una riunione con alcuni colleghi. Il malore è stato fatale nonostante l’intervento dei soccorsi.
Chi lascia Omar Baraldi?
Lascia la mamma Rina e la compagna Daniela. Non risultano, nelle informazioni rese pubbliche, altri familiari citati in modo specifico.
Quando e dove si tengono i funerali di Omar Baraldi?
I funerali, in forma civile, si tengono sabato 14 febbraio alle 11.30 presso la Casa Funeraria “Terracielo Funeral Home” in via Emilia Est 1320, a Modena. Dopo la cerimonia, il corteo proseguirà verso il tempio crematorio.
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






