A Caserta oggi gira una notizia sola, e rimbalza ovunque: è morto a 53 anni Sirio Vallarelli.
Per anni è stato uno dei volti più riconoscibili del servizio rifiuti in città, prima come direttore di Ecocar e poi come manager di Sieco, le società che si sono occupate della raccolta nel capoluogo.
Da tempo stava combattendo contro una patologia gravissima, affrontata con un percorso terapeutico in una struttura specializzata a Milano. Negli ultimi giorni, però, le sue condizioni si sono aggravate fino all’epilogo di oggi, venerdì 13 febbraio, all’ospedale Moscati di Aversa, dove il suo cuore ha smesso di battere.
Chi era Sirio Vallarelli: il “volto tecnico” dei rifiuti a Caserta
Per chi vive a Caserta, il nome di Sirio Vallarelli non è mai stato solo una firma in fondo agli atti. Architetto, manager, direttore di Ecocar Ambiente per anni e poi quadro di riferimento in Sieco e Isvec, ha attraversato decenni di appalti, proroghe, cambi di gestione nel settore rifiuti del capoluogo.
In tante cronache locali il suo nome è legato:
- alla guida operativa della raccolta rifiuti per il Comune di Caserta,
- ai rapporti costanti con Palazzo Castropignano,
- alle fasi più delicate della “guerra dei rifiuti”, tra proteste dei lavoratori, passaggi di cantiere e inchieste giornalistiche sulle proroghe infinite.
Non era un personaggio da conferenza stampa facile: spesso di lui si parlava quando c’era da affrontare i nodi più scomodi – arretrati, debiti, contratti, controlli sulle pesate, rapporti con gli impianti. In un processo ribattezzato “monnezza d’oro”, ad esempio, è salito sul banco dei testimoni raccontando le anomalie interne nel sistema di pesatura dei rifiuti: non un ruolo da comparsa, ma da tecnico che mette a verbale ciò che non torna.
Il lavoro con scuole e università: non solo numeri e camion
Accanto alla parte dura della gestione quotidiana, c’era anche un Vallarelli più esposto sul fronte educativo.
Negli anni in cui Ecocar gestiva il servizio, lo si vedeva:
- nelle iniziative nelle scuole, quando si parlava ai ragazzi di differenziata, riciclo e riduzione dei rifiuti;
- nei progetti con l’Università Vanvitelli, dove interveniva da direttore Ecocar per mostrare i dati di Caserta e raccontare come funziona davvero il dietro le quinte della raccolta differenziata.
In quegli incontri il suo ruolo era diverso: meno carte e delibere, più grafici, slide, esempi concreti su cosa succede al sacchetto dell’indifferenziato o alla bottiglia di plastica una volta buttata. Un modo per mettere la faccia su un settore che spesso resta anonimo finché tutto funziona, e diventa bersaglio quando qualcosa salta.
Il legame con don Mario: il nipote del parroco amato dalla città
C’è però un altro pezzo della sua storia che oggi torna fuori in tanti messaggi di cordoglio: il legame familiare con don Mario Vallarelli, storico parroco della chiesa di Sant’Antonio, figura amatissima in città e padre spirituale della Juvecaserta dello scudetto.
Sirio era nipote/pro-nipote di don Mario e negli ultimi anni si era speso molto perché la memoria del sacerdote non si perdesse. In più di un articolo viene citato come promotore di iniziative, post e raccolte di testimonianze per il centenario della nascita del parroco, con ricordi dettagliati sull’orfanotrofio, sugli anni difficili del dopoguerra e sul lavoro silenzioso portato avanti accanto ai più fragili.
Non a caso, nei commenti che stanno comparendo sui social in queste ore, il ricordo va anche a questo legame: le messe a Sant’Antonio, le celebrazioni, le iniziative per intitolare una strada a don Mario, il lavoro fatto perché la sua figura venisse studiata e valorizzata non solo a livello affettivo, ma anche storico.
La malattia, il ricovero al Moscati e il cordoglio della città
Secondo quanto trapela, Sirio Vallarelli combatteva da tempo contro una malattia gravissima.
Per curarsi si era affidato a un percorso terapeutico in una struttura specializzata a Milano, segno di un quadro clinico complesso, seguito con grande serietà.
Negli ultimi giorni le condizioni si sono aggravate.
Il peggioramento è stato rapido: fino a oggi pomeriggio, quando la notizia della sua morte all’ospedale Moscati di Aversa ha cominciato a circolare prima tra i conoscenti e poi a macchia d’olio sui social.
In poche ore sono comparsi:
- i primi post di colleghi e amici,
- i ricordi condivisi da chi lo ha incrociato negli uffici comunali,
- i messaggi di chi lo descrive come “persona gentile, attenta, perbene”, al di là delle battaglie e delle polemiche che inevitabilmente accompagnano un settore come quello dei rifiuti.
È un lutto che tocca:
- il mondo delle aziende che in questi anni hanno gestito il servizio rifiuti a Caserta,
- chi ha lavorato con lui a livello tecnico e amministrativo,
- e una parte della città cresciuta sentendo nominare quel cognome in contesti molto diversi: dalla monnezza alla parrocchia, dai camion per la raccolta alle foto ingiallite dell’orfanotrofio.
Cosa lascia in eredità alla città
Ognuno, davanti a una figura così divisiva e centrale, avrà il suo giudizio.
C’è chi ricorderà Sirio Vallarelli come il manager dei rifiuti, protagonista di scelte contestate e finito nel mirino di inchieste giornalistiche e dibattiti accesi sulla gestione del servizio.
C’è chi, invece, penserà:
- al professionista che ha portato dati, tabelle e progetti in università per far capire cosa significa davvero parlare di raccolta differenziata;
- al nipote che ha dedicato tempo, parole e memoria allo zio sacerdote, perché non fosse dimenticato.
In mezzo, come sempre, resta la parte che non finisce negli articoli: la famiglia, gli affetti, le amicizie, le giornate normali che scorrono lontano dai riflettori.
Di certo, da oggi, Caserta perde uno dei suoi volti storici in un settore chiave, quello della gestione dei rifiuti, e un pezzo di quella rete di relazioni che, nel bene e nel male, tiene insieme la città.
Domande frequenti sulla morte di Sirio Vallarelli
Quanti anni aveva Sirio Vallarelli quando è morto?
Sirio Vallarelli aveva 53 anni al momento del decesso.
Di cosa è morto Sirio Vallarelli?
Secondo quanto riportato, da tempo stava combattendo contro una patologia gravissima. Non vengono specificati nel dettaglio il tipo di malattia o la diagnosi, ma si sa che aveva intrapreso un percorso terapeutico a Milano.
Dove è morto Sirio Vallarelli?
È morto nel pomeriggio di venerdì 13 febbraio, presso l’ospedale Moscati di Aversa, dove era ricoverato a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni.
Che ruolo aveva nel settore rifiuti di Caserta?
È stato a lungo direttore di Ecocar Ambiente, azienda che ha gestito il conferimento dei rifiuti per il Comune di Caserta, e successivamente manager di Sieco/Isvec, società impegnate nel servizio rifiuti del capoluogo. Era considerato una figura di riferimento, in positivo o in negativo, nella storia recente della gestione dei rifiuti in città.
Perché viene ricordato anche per il legame con don Mario?
Sirio Vallarelli era nipote di don Mario Vallarelli, storico parroco di Sant’Antonio e figura molto amata a Caserta. Negli ultimi anni si era impegnato per tenere viva la memoria del sacerdote, raccogliendo testimonianze e foto e sostenendo iniziative per ricordarlo pubblicamente
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






