Per chi frequenta riserve, argini, oasi e campagne tra Ravenna e Faenza il suo nome non era solo una firma sotto un verbale: era una presenza costante, una voce che si faceva sentire quando c’era da difendere la natura e gli animali. Storico coordinatore delle guardie volontarie del WWF Italia in provincia di Ravenna e presidente dell’associazione W.W. Faenza, Tramonti è stato per decenni uno dei volti più riconoscibili dell’ambientalismo locale.
La notizia della morte e il cordoglio del mondo ambientalista
A raccontare la sua scomparsa sono stati i siti di informazione locale: “dolore tra i volontari dell’ambiente”, scrivono, parlando di un lutto che non riguarda solo un gruppo di addetti ai lavori ma un intero pezzo di comunità.
Secondo quanto riportato, Tramonti è morto mercoledì, stroncato da una grave malattia contro cui stava lottando da tempo.
Chi lo ha conosciuto lo descrive come una figura che teneva insieme rigore e umanità: pronto a contestare duramente chi violava le regole, ma capace di mettersi accanto ai volontari più giovani come un fratello maggiore. Non a caso, nelle parole di chi lo saluta compare spesso la stessa immagine: “un padre per tutti noi”, prima ancora che un coordinatore.
Chi era Giorgio Tramonti: una vita tra pattugliamenti, denunce e animali salvati
Dietro il nome c’è una storia lunghissima di impegno sul campo.
Per 42 anni Giorgio Tramonti ha svolto servizio come guardia venatoria volontaria del WWF, pattugliando campagne, argini, zone umide, controllando licenze, verificando segnalazioni di bracconaggio, intervenendo su casi di maltrattamento o abbandono di animali.
Nel tempo è diventato storico coordinatore delle guardie volontarie del WWF in provincia di Ravenna, punto di riferimento per chi entrava nel nucleo con meno esperienza: a lui ci si rivolgeva per un dubbio sulle norme, per un sopralluogo delicato, per capire come muoversi davanti a una situazione di confine.
Il WWF nazionale, in un dossier dedicato proprio alle guardie, lo definiva “memoria storica del nucleo regionale”, sottolineando non solo gli anni di servizio ma la capacità di collegare episodi, casi, contesti, ricordare come si era intervenuti in passato e cosa non andava ripetuto.
Nella vita associativa era anche presidente di W.W. Faenza, organizzazione di volontariato iscritta all’albo provinciale, che sotto la sua guida si è occupata di: recupero di animali feriti, sopralluoghi ambientali, passeggiate guidate, corsi di ecologia, vigilanza zoofila e venatoria, progetti per la biodiversità urbana come bat-box e nidi artificiali per insettivori.
Il WWF a Faenza e Ravenna: cosa ha costruito in questi anni
Chi guarda da fuori vede “solo” una sigla, WWF, stampata su una pettorina. In realtà, dietro il lavoro di Tramonti c’è una rete di iniziative che ha toccato scuole, famiglie, istituzioni.
A Faenza, l’associazione che presiedeva ha creato un vero e proprio polo di educazione ambientale: una “Biblioverde” dedicata ai temi ecologici, incontri pubblici, serate di sensibilizzazione, campagne di raccolta fondi per sostenere progetti nazionali del WWF.
La parte forse meno visibile ma più faticosa riguardava la vigilanza sul territorio: sopralluoghi in aree agricole, controlli nelle zone di caccia, verifiche su scarichi sospetti o morie improvvise di fauna. Il gruppo di guardie WWF da lui coordinato, in tutti questi anni, ha rappresentato un presidio costante, spesso in collaborazione con le forze dell’ordine e con gli uffici tecnici dei comuni.
Non era un volontariato “da salotto”: significava uscire con la pioggia, con il freddo, nel pieno della stagione venatoria, affrontare situazioni tese con chi non aveva alcuna voglia di farsi controllare.
Le denunce pubbliche e le battaglie per fauna e ambiente
Il nome di Giorgio Tramonti è comparso più volte anche sulla stampa locale, ogni volta che c’era una vicenda ambientale che non lo convinceva.
Uno degli episodi più ricordati è quello della moria di tortore a Faenza: decine di uccelli trovati morti nei pressi di un impianto agroalimentare, una situazione che lui definì “tutt’altro che normale”. In quella occasione, l’allora presidente del WWF locale chiese controlli approfonditi su possibili cause chimiche, invitò i cittadini a segnalare altri casi e mise in discussione spiegazioni troppo sbrigative, come la semplice “indigestione”.
Non aveva paura di “puntare il dito” su enti e istituzioni quando riteneva che i controlli fossero insufficienti. Il suo modo di stare nell’associazionismo era tutto tranne che formale: meglio una frase scomoda che un problema nascosto sotto il tappeto.
L’eredità che lascia alle nuove generazioni di volontari
Oggi, nelle chat interne delle guardie, nei gruppi di volontariato, sui profili social di chi ha condiviso pezzi di strada con lui, si leggono soprattutto due parole: vuoto e gratitudine.
Vuoto, perché una figura come la sua non si sostituisce dall’oggi al domani. Un coordinatore con quarant’anni di servizio alle spalle porta con sé non solo competenze tecniche ma anche relazioni, memoria dei luoghi, credibilità costruita caso dopo caso.
Gratitudine, perché molti di quelli che oggi indossano una pettorina WWF, o partecipano a un sopralluogo, o accettano di prendersi responsabilità come guardie volontarie, hanno iniziato proprio grazie a lui: qualcuno racconta la prima uscita al fianco di Tramonti, qualcun altro ricorda una sua frase, un incoraggiamento, una ramanzina presa quando non si era preparati a dovere.
Da domani, il gruppo di cui è stato anima dovrà camminare senza di lui. Ma lo farà, inevitabilmente, con addosso il suo modo di intendere il volontariato: niente facciata, tanto lavoro di base, zero indulgenza verso chi la natura la tratta come scarto.
Domande frequenti sulla morte di Giorgio Tramonti
Chi era Giorgio Tramonti?
Giorgio Tramonti era uno storico volontario e coordinatore del WWF nel territorio di Ravenna. Per oltre quarant’anni ha lavorato come guardia venatoria volontaria e ha coordinato il nucleo delle guardie WWF in provincia, diventando una figura di riferimento per l’ambientalismo locale.
Quanti anni aveva e di cosa è morto?
Aveva 66 anni. È morto a causa di una grave malattia che lo aveva colpito da tempo, come riportato dalle cronache locali.
Che ruolo aveva nell’associazione W.W. Faenza?
Tramonti era presidente di W.W. Faenza, organizzazione di volontariato attiva nel recupero di animali feriti, nella vigilanza venatoria e zoofila, nell’educazione ambientale e in progetti locali di tutela della biodiversità, come bat-box e nidi artificiali.
Perché viene definito “memoria storica” delle guardie WWF?
In un dossier del WWF dedicato alle guardie volontarie, Tramonti viene descritto come “memoria storica del nucleo regionale”, per via degli anni di servizio, della conoscenza del territorio e della sua capacità di tenere insieme l’esperienza maturata sul campo con la formazione dei nuovi volontari.
Ci sono già informazioni su funerali o iniziative in sua memoria?
Al momento, le notizie pubbliche si concentrano sull’annuncio della morte e sul cordoglio del mondo ambientalista. Non sono ancora stati diffusi dettagli ufficiali su funerali o eventuali iniziative commemorative, che con ogni probabilità verranno comunicate nei prossimi giorni dalle associazioni con cui ha lavorato.
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






