Chi è uscito da MasterChef ieri sera 12 febbraio: cosa è successo in puntata?

Serena Comito

Chi è uscito da MasterChef ieri sera 12 febbraio: cosa è successo in puntata?

Serata piena, quella del 12 febbraio a MasterChef Italia 15.
Sette concorrenti in gara, un ritorno molto atteso (Anna Zhang), un ospite stellare da paura (Ángel León) e un’eliminazione che ha lasciato l’amaro in bocca: ad abbandonare la cucina di Sky è stato Matteo Lee, per tutti il “Dottor Lee”.

Se ti sei perso la puntata o vuoi ripassare i momenti chiave, ecco il racconto di tutto quello che è successo.

La mystery box di Anna Zhang e la scelta che pesa dopo

La puntata parte con un ingresso che fa subito rumore: torna in Masterclass Anna Zhang, vincitrice della scorsa edizione. Non è più dall’altra parte del balcone, questa volta arriva come ospite e porta con sé una mystery box dal sapore orientale.

Nelle scatole i concorrenti trovano ingredienti che mescolano Italia e Asia:
daikon, lemongrass, pak choi, tofu, funghi shiitake, miglio, colatura di alici, rombo, spezie e profumi che richiamano la cucina di casa di Anna.

I concorrenti hanno 45 minuti per costruire un piatto che sia credibile, equilibrato e, se possibile, personale. Anna insiste soprattutto con Matteo Lee: vorrebbe vedere nel suo piatto qualcosa che parli davvero di lui, dei suoi ricordi, della sua storia.

La vera trappola della prova però non è negli ingredienti, ma nel meccanismo:

  • non sono i giudici a chiamare i migliori,
  • sono i concorrenti che devono autocandidarsi se pensano di aver fatto un gran piatto.

Se hanno ragione, saltano l’Invention Test.
Se hanno sopravvalutato il proprio lavoro, si portano dietro uno svantaggio pesante nella prova successiva.

A farsi avanti sono in tre: Alessandro, Carlotta e Matteo Rinaldi. Alla fine la meglio la spunta Carlotta, che vince la mystery e si accomoda in balconata, al sicuro. Gli altri due, invece, scopriranno tra poco quanto gli costerà quella scelta.

L’invention test “a sei mani” con il piccione

Per celebrare i 15 anni di MasterChef, i giudici decidono di mettersi direttamente ai fornelli.
Barbieri, Cannavacciuolo e Locatelli preparano un piatto unico “a sei mani” a base di piccione, con:

  • tortellini ripieni di frattaglie,
  • petto al sangue,
  • coscia croccante e glassata,
  • salse, riduzioni e una parte più creativa che mescola classico e moderno.

I concorrenti devono replicare il piatto, dopo aver osservato tempi, gesti, passaggi.

Non tutti però hanno lo stesso vantaggio:
proprio perché si erano candidati tra i “migliori” alla mystery, Matteo Rinaldi e Alessandro non possono assistere da vicino alla cucinata dei giudici. Devono arrangiarsi con meno indicazioni, e per una preparazione così tecnica non è un dettaglio.

Durante il test si vede bene chi è a proprio agio con le carni e chi no.
Qualcuno chiede subito aiuto, qualcuno prova a fare di testa propria e poi torna sui suoi passi. Anche Matteo Lee inizialmente prova a cavarsela da solo, ma negli ultimi minuti chiede supporto a Cannavacciuolo.

Alla fine:

  • il piatto più convincente è quello di Matteo Rinaldi, che vince l’Invention Test;
  • il peggiore è quello di Niccolò, che sbaglia cotture e dettagli e si prepara a togliersi il grembiule.

Qui arriva uno dei momenti più forti della puntata:
Niccolò è convinto di essere fuori, ma i giudici lo fermano. Non viene eliminato subito, gli concedono un’ultima possibilità: si giocherà tutto nello Skill Test, in duello, se dovesse arrivarci.

Lo skill test del mare con Ángel León

Per l’ultimo Skill Test della stagione entra in cucina Ángel León, lo chef spagnolo tristellato conosciuto come “lo chef del mare”. È uno che ha costruito un ristorante intero su plancton, bioluminescenza, ingredienti che in cucina quasi nessuno aveva mai considerato.

La prova è divisa in più livelli, stile videogame:
a ogni step qualcuno si salva e sale in balconata, gli altri restano sotto pressione.

Primo step: risotto al plancton

Si parte da un risotto al plancton marino: base di seppia e cipolla, fumetto, plancton da reidratare, lumache di mare, salsa aioli. Un piatto che, sulla carta, sembra “semplice”, ma è pieno di tranelli tecnici.

Come vantaggio per la vittoria all’Invention, Matteo Rinaldi può:

  • farsi aiutare dallo chef León per alcuni minuti,
  • penalizzare un compagno di squadra.

Non ci pensa troppo e mette in difficoltà Teo, che deve iniziare a cucinare con dieci minuti di ritardo rispetto agli altri.

Nonostante questo, a sorpresa, Teo se la cava e risale in balconata insieme a Carlotta, che azzecca quasi tutto. Sotto restano Alessandro, Dounia, Matteo Rinaldi e il Dottor Lee, che ancora una volta viene criticato per la mancanza di carattere nel piatto: tecnicamente non disastroso, ma senza vera personalità.

Secondo step: triglia e tecniche estreme

Prima di passare al secondo livello, León spegne le luci e mostra un breve effetto di bioluminescenza marina. È un attimo scenografico, ma serve a dare la misura del suo lavoro: il mare come laboratorio, non solo come dispensa.

Il nuovo compito riguarda la triglia, con l’uso di tecniche particolari, come il famoso “sale vivo” che cuoce il pesce in modo controllato e delicato.

Qui la situazione si ribalta:
Carlotta continua la sua serata d’oro, firma un piatto che entusiasma tutti; Teo conferma il buon momento; Alessandro e Dounia centrano prove solide e vengono salvati.

A restare al centro della tempesta, questa volta, sono in due:

  • Matteo Rinaldi, nonostante il vantaggio iniziale,
  • Matteo Lee, ancora troppo timido nei sapori.

Si capisce che il verdetto vero arriverà nel faccia a faccia finale.

Il duello finale e l’addio del “Dottor Lee”

All’ultimo livello dello Skill Test si aggiunge Niccolò, rimasto in sospeso dall’Invention Test. Il duello per non lasciare la cucina è tra lui e Matteo Lee.

Ángel León mette sul banco una serie di ingredienti marini che, per molti, sembrano quasi fantascienza: fegato di rana pescatrice, pelle di murena, guanciale di mare, piante alofite, granchi, bottarga, “riso di mare”, salsicce di pesce.

La regola è spietata ma interessante:
ognuno dei due deve scegliere cinque ingredienti per l’altro, costruendogli di fatto una prova su misura, potenzialmente difficilissima.

Nonostante la pressione, tra Niccolò e il Dottor Lee c’è grande rispetto. Non si sabotano in modo gratuito, provano a lanciarsi una sfida vera, pur sapendo che uno dei due dovrà uscire.

Il tempo scorre veloce, i piatti prendono forma.
Alla fine, però, la differenza si vede:

  • il piatto di Niccolò viene considerato dai giudici uno dei migliori di tutta l’edizione: centrato, coraggioso, pulito;
  • quello di Matteo Lee ha idee interessanti ma difetti troppo grossi per essere perdonati: consistenze non perfette, pelle non ben lavorata, sapori non all’altezza.

Il verdetto è chiaro:
Matteo Lee è l’eliminato del 12 febbraio.

Esce in maniera coerente con il suo percorso: poche parole, zero vittimismo, uno sguardo dolce e un ultimo pensiero per gli altri. Saluta tutti dicendo che, secondo lui, alla fine a vincere sarà proprio Niccolò.

Domande rapide sulla puntata del 12 febbraio di MasterChef 15

Chi è stato eliminato nella puntata del 12 febbraio?
Ad essere eliminato è stato Matteo Lee, il “Dottor Lee”, dopo il duello finale nello Skill Test dedicato al mare.

Chi ha vinto la mystery box?
La mystery box di Anna Zhang è stata vinta da Carlotta, che è andata direttamente in balconata senza affrontare l’Invention Test.

Chi ha vinto l’invention test?
L’Invention Test con il piatto “a sei mani” dei giudici è stato vinto da Matteo Rinaldi, che ha avuto il vantaggio nello Skill Test successivo.

Perché Niccolò era a rischio eliminazione?
Niccolò è stato indicato come peggiore nell’Invention Test e stava per togliersi il grembiule, ma i giudici gli hanno concesso un’ultima possibilità, rimandando il verdetto allo Skill Test. Nel duello finale contro il Dottor Lee ha convinto tutti e si è salvato.