Dietro a una piantina perfettamente allineata in un contenitore, dietro a un tappeto di germogli tutti uguali, c’è un lavoro che non si vede. Niente romanticismo da zappa e annaffiatoio: oggi il cuore dei vivai professionali è fatto di linee automatiche, nastri, irrigatori che si muovono da soli e bracci che trapiantano a velocità impressionante.
In quel mondo, da oltre quarant’anni, si muove Urbinati, azienda di San Mauro Pascoli che ha scelto una strada precisa: progettare sistemi modulari per l’automazione dei vivai.
Dalla Romagna al mondo delle serre
Fondata a fine anni Settanta, Urbinati cresce dentro uno dei distretti meccanici più vivaci d’Italia. La specializzazione arriva presto: niente macchine generiche, ma tecnologia per vivaismo, orticoltura e floricoltura.
Nel tempo l’azienda costruisce una reputazione solida:
- un catalogo che copre quasi tutte le fasi del lavoro nei vivai
- una presenza stabile in fiere internazionali del verde e dell’ortoflorovivaismo
- una rete di distributori in tutto il mondo e tecnici commerciali altamente formati e specializzati
Il payoff che campeggia sulla home è una dichiarazione d’intenti: «We sow ideas, we transplant solutions». Seminare idee, trapiantare soluzioni: una sintesi che dice bene il passaggio dal lavoro manuale agli impianti integrati.
Un catalogo che segue il ciclo della pianta
La cosa più interessante, navigando il sito, è che i prodotti non sono elencati come in un semplice listino, ma organizzati per fasi del ciclo produttivo. È come seguire, passo dopo passo, la vita di una pianta in vivaio.
Le macro-famiglie sono dieci:
- SEEDING – semina
- FILLING – riempimento e gestione dei substrati
- TRANSPLANTING – trapianto
- LABELLING – etichettatura
- DENESTING –disimpilazione e distribuzione di contenitori/vasi e vaschette
- HANDLING – movimentazione e logistica interna
- DIBBLING –improntatura del terriccio – Improntatura del terriccio con formazione della sede per la semina o il trapianto
- DEPOPPING – estrazione delle piantine dai contenitori
- TRIMMING – cimatura e potatura di contenimento
- WASHING – lavaggio e sanificazione
- IRRIGATION e GERMINATION – irrigazione automatizzata e celle di germinazione e climatiche
Il risultato è un quadro molto ordinato: dall’entrata del contenitore vuoto fino all’uscita della piantina pronta, ogni passaggio ha la sua tecnologia dedicata.
Semina: linee automatiche che partono dal contenitore vuoto
Nella sezione SEEDING si entra nel cuore della semina professionale. Qui compaiono:
- linee di semina a rullo, con capacità di produzione che possono performare fino a 1.800 seminiere ora
- sistemi di semina a file o a piastra, per produzioni di piccola e media scala, semi particolari o casse con manici
- unità accessorie come copritori di terriccio, moduli di irrigazione, impilatori finali
Tutto ruota intorno all’idea di modularità: la stessa struttura può essere configurata in modo diverso, a seconda del tipo di seme, di contenitore e della capacità produttiva oraria.
Per semi non standard – grossi, irregolari, difficili – compaiono anche seminatrici volumetriche dedicate, oltre che a vibrazione, progettati per gestire efficacemente semi e piantine di formato non standard.
Terriccio e vasi: miscelatori, riempitori, invasatrici
La fase FILLING racconta un’altra parte fondamentale della vita in vivaio: la gestione del substrato.
Qui il sito mostra:
- miscelatori di terriccio per combinare torbe, perlite, vermiculite, sabbia
- macchine per la preparazione del substrato a partire da balloni di torba compressa, opportunamente disgregati e trasformati in materiale pronto alla lavorazione
- riempitori di contenitori e invasatrici automatiche e semiautomatiche
- sistemi per trasporto e distribuzione del terriccio lungo la linea
Anche in questo caso la logica è sempre la stessa: macchine accoppiabili tra loro, componibili intorno alle esigenze concrete del vivaio, senza obbligare a un impianto monolitico.
Trapianto: le ripicchettatrici con pinze wireless
La parte forse più scenografica è quella del TRANSPLANTING. Qui si parla di:
- trapiantatrici automatiche per vivaio, con capacità che arrivano a decine di migliaia di piantine/ora
- pinze wireless programmabili, cuore del sistema, che prelevano la piantina dal plug e la riposizionano nel nuovo contenitore
- configurazioni che permettono il trapianto su una o due file, con diversi schemi di densità
Colpisce soprattutto l’idea delle “grippers” senza cavi: una soluzione brevettata che rende i movimenti più veloci e la manutenzione più semplice. Il trapianto diventa una coreografia di pinze che si muovono in sincronia, seguendo una logica più vicina alla robotica che all’agricoltura tradizionale.
Etichettatura, movimentazione, logistica: l’altra metà del lavoro
Una volta seminata e trapiantata, la piantina deve essere riconosciuta, spostata, raggruppata. Il sito dedica sezioni specifiche a queste fasi spesso sottovalutate.
LABELLING
La categoria LABELLING raccoglie:
- etichettatrici automatiche per contenitori, vasetti, cassette
- possibilità di personalizzazione della stampa, codici a barre, dati di lotto, loghi, informazioni colturali
Lo scopo è duplice: dare ordine al vivaio e preparare la pianta al dialogo con la distribuzione e il consumatore.
DENESTING e HANDLING
Con DENESTING si entra nel mondo dei disimpilatori: macchine che separano contenitori o vasetti impilati e li alimentano singolarmente alla linea di lavoro.
Con HANDLING si parla di:
- nastri trasportatori per vasi, seminiere e contenitori
- grandi nastri di accumulo per posizionamento vasi o contenitori
- sistemi per il carico automatico su carrelli e persino pallettizzatori per cassette e contenitori
In pratica, tutta la micro-logistica interna del vivaio viene gestita da nastri, rulliere e strutture progettate per ambienti umidi, terriccio, polvere, acqua.
Dibbling, depopping e trimming: la cura dei dettagli
Tra le categorie più specialistiche, ma comunque strategiche rientrano:
- DIBBLING – macchine per la preparazione del substrato in vasi o tray, che realizzano l’alloggiamento ideale per il plug di trapianto o per il seme, tramite punzoni o trivelle, garantendo precisione, uniformità e ripetibilità.
- DEPOPPING – sistemi automatici o semi-automatici per l’estrazione delle piantine dai contenitori, progettati per preservare l’integrità dell’apparato radicale e della zolla, facilitando le successive operazioni di trapianto.
- TRIMMING –cimatrici per una potatura di contenimento su piante ornamentali e aromatiche, regolando l’altezza di taglio e raccogliendo il materiale in esubero
Sono fasi che spesso, nei vivai piccoli, vengono fatte a mano. Qui diventano oggetto di progettazione industriale, con l’obiettivo di portare precisione e ripetibilità.
Lavaggio, irrigazione, germinazione: sanità e climatizzazione
Chi lavora in vivaio sa che il problema non è solo produrre, ma mantenere l’ambiente sano.
La sezione WASHING presenta:
lavacontenitori automatiche per contenitori in plastica, polistirolo, termoformati- linee complete con tunnel di trattamento e disinfezione
- unità che usano prodotti chimici o lampade UV per limitare la carica batterica
Sul fronte IRRIGATION, invece, compaiono:
- irrigatori mobili sospesi su rotaia singola o doppia
- soluzioni per serre interne ed esterne, con programmi personalizzabili
- possibilità di controllo a distanza, cicli per zone, regolazionedi velocità e numero di passaggi
Chiude il cerchio la sezione GERMINATION, dedicata alle celle isotermiche prefabbricate da interno:
- ambienti a temperatura e umidità controllate, per la germinazione dei semi o la conservazione
- circolazione meccanica dell’aria per una corretta uniformità della temperatura, garantendo omogeneità di germinazione dei semi
- strutture progettate su misura, integrabili nel flusso di lavoro del vivaio
Insieme, queste tecnologie raccontano una visione dell’agricoltura molto diversa dal luogo comune: serre come impianti produttivi climaticamente controllati, dove ogni fase è misurata.
Automazione, sostenibilità, manodopera: la filosofia di fondo
Si delineano alcuni temi centrali che riflettono la struttura aziendale e il pensiero che guida ogni scelta progettuale.
Il primo è l’automazione come risposta strutturale alla carenza di manodopera specializzata nei vivai.
Ridurre il lavoro ripetitivo non è solo una questione di costi, ma anche di possibilità concreta di mantenere una produzione stabile.
Il secondo è la modularità: ogni macchina è pensata per essere integrata in una linea o utilizzata da sola, in modo che il vivaio possa crescere per gradi, aggiungendo pezzi man mano che la produzione aumenta.
Il terzo è la sostenibilità operativa: irrigazione programmabile per risparmiare acqua, lavaggi per prolungare la vita delle seminiere, automazioni che riducono gli sprechi di seme e substrato.
Progetti Speciali
Oltre alla gamma prodotti a catalogo, Urbinati realizza progetti su misura, pensati per rispondere in modo mirato alle richieste specifiche del mercato, offrendo linee produttive personalizzate e impianti completi in grado di industrializzare i processi produttivi, ottimizzandone la resa e migliorando l’efficienza complessiva.
L’esperienza pluridecennale e il continuo ascolto e osservazione del mercato sono la base del know-how di Urbinati.
Una meccanica che fa da spina dorsale al vivaismo moderno
Guardando nel complesso il mondo di Urbinati, si ha la sensazione di entrare in una sorta di “backstage” del verde.
Mentre il consumatore vede il vaso in garden center, la piantina nel punto vendita o la pianta forestale già pronta per essere messa a dimora, qui si racconta tutto ciò che viene prima: semina, germinazione, trapianto, irrigazione, movimentazione.
È la meccanica – nastri, pinze, barre d’irrigazione, celle – a fare da spina dorsale al vivaismo moderno. L’azienda romagnola si mostra per quello che è: una ingegneria silenziosa, nata dentro un capannone di San Mauro Pascoli, che oggi parla fluentemente la lingua delle serre di mezzo mondo.
Una visione che ha saputo strutturarsi e crescere nel tempo, fino a tradursi in una presenza internazionale concreta: una filiale in Francia e, più recentemente, una nuova filiale in Australia, a conferma di un know-how capace di adattarsi a contesti, climi e mercati diversi.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






