Stefano Valentino detto Ciccillo, morto lo storico magazziniere della Gallaratese Calcio

Serena Comito

Stefano Valentino detto Ciccillo, morto lo storico magazziniere della Gallaratese Calcio

Per generazioni di ragazzi di Gallarate quel soprannome, Ciccillo, non aveva bisogno di spiegazioni. Era il magazzino, le chiavi, le divise pronte, una parola al volo prima di entrare in campo. Oggi quel nome è legato a una notizia che ha colpito tutto l’ambiente: è morto Stefano Valentino, storico magazziniere della Gallaratese Calcio, figura simbolo del calcio cittadino.

La società è in lutto, come tanti ex giocatori che in questi anni hanno attraversato quel magazzino sapendo che, qualunque fosse il risultato della domenica, Ciccillo c’era sempre.

Un volto storico del calcio a Gallarate

A Gallarate lo conoscevano tutti semplicemente come Ciccillo. Il suo nome completo, Calogero Stefano Valentino, compare negli annunci funebri, ma per chi ha vestito la maglia biancazzurra era soprattutto un punto fermo della Gallaratese Calcio.

Era classe 1937: questo vuol dire che ha attraversato decenni di calcio dilettantistico, vedendo passare intere generazioni di ragazzi, allenatori, dirigenti. Eppure, raccontano, ha tenuto le chiavi del magazzino fino all’ultimo, quasi a voler restare fino in fondo nel suo ruolo, quello che aveva scelto e che lo rappresentava meglio.

Per tanti giovani cresciuti nei campi della Gallaratese, Ciccillo era una presenza rassicurante: non allenava, non decideva le formazioni, ma c’era sempre quando serviva qualcosa, una maglia, un paio di pantaloncini, una parola semplice prima di entrare in campo.

La vita in magazzino tra chiavi, divise e palloni

Non tutti i protagonisti del calcio stanno in panchina o in tribuna.
C’è chi, come Stefano Valentino, costruisce la quotidianità della società in un posto meno visibile: il magazzino.

Lì dentro passava di tutto:

  • le divise da sistemare,
  • i palloni da gonfiare,
  • il materiale da preparare per la partita successiva,
  • le richieste dei ragazzi che arrivavano all’ultimo con una maglia dimenticata o un paio di calzettoni persi.

Secondo i racconti, Ciccillo non si negava mai: la porta del magazzino, come la sua presenza, era un riferimento costante per chiunque avesse indossato quei colori. Per molti giocatori, soprattutto i più giovani, era una figura quasi familiare, uno di quelli che ti vede crescere anno dopo anno.

L’affetto dei suoi ragazzi e la maglia speciale

Il legame con i giocatori non è rimasto astratto.
Qualche anno fa, due calciatori che avevano indossato a lungo la maglia della Gallaratese, Matteo Migliorin e Giancarlo Casiraghi, decisero di fargli un regalo simbolico: una maglia personalizzata con il suo soprannome e un numero speciale.

Su quella casacca c’era scritto “Ciccillo 1”: per lui non era solo una maglia, ma un riconoscimento vero, un segno di stima e affetto da parte di chi lo aveva avuto accanto per anni. Di quel dono, raccontano, andava molto fiero.

Non è un caso che, nel ricordarlo, si sottolinei come l’affetto per lui non si sia mai spento: chi ha calcato i campi della Gallaratese continua a considerarlo una presenza importante del proprio percorso, anche ora che non c’è più.

Camera ardente e luogo dei funerali

La comunità di Gallarate ha la possibilità di salutarlo in più momenti.
La camera ardente è stata allestita presso la casa mortuaria San Cristoforo di via Don Piloni, lo stesso nome che compare negli annunci funebri legati a Calogero Stefano Valentino.

I funerali sono stati fissati per venerdì pomeriggio alle 15.45, nella chiesa parrocchiale di Sant’Alessandro, nel quartiere della Cascinetta a Gallarate. È lì che familiari, amici, dirigenti, giocatori di ieri e di oggi possono stringersi attorno alla sua famiglia e rendere omaggio a una figura che, nel piccolo mondo del calcio cittadino, è stata molto più di un magazziniere.

Un’eredità fatta di gesti semplici

La storia di Stefano Valentino detto Ciccillo non è quella di un campione finito sui giornali per gol o vittorie, ma è la storia di uno di quei volti che tengono in piedi lo sport di base.

La sua eredità è fatta di cose semplici:

  • la divisa trovata pronta nello spogliatoio,
  • la frase detta al momento giusto,
  • il magazzino che non manca mai di niente,
  • la sensazione, per ogni ragazzo, di avere qualcuno su cui poter contare, qualunque fosse il risultato della partita.

Per questo la sua scomparsa lascia un vuoto reale, concreto.
La Gallaratese perde il suo storico magazziniere, i “suoi” ragazzi perdono una figura che li ha accompagnati per anni e che, in silenzio, ha contribuito a rendere il calcio una seconda casa.

Domande frequenti su Stefano Valentino detto Ciccillo

Chi era Stefano Valentino detto Ciccillo?
Era Calogero Stefano Valentino, conosciuto da tutti come Ciccillo, storico magazziniere della Gallaratese Calcio a Gallarate. Per anni è stato un punto di riferimento per centinaia di giocatori passati dalla società.

Perché viene ricordato come figura simbolo della Gallaratese?
Perché ha seguito il club per decenni, occupandosi del magazzino e del materiale, sempre presente accanto alle squadre. Molti ex giocatori lo considerano un vero punto fermo della loro esperienza calcistica.

Che rapporto aveva con i giocatori?
Era una presenza costante: chiunque avesse bisogno di una maglia, di un pallone o di un aiuto pratico sapeva che da lui avrebbe trovato una soluzione. Alcuni ex calciatori gli hanno persino regalato una maglia personalizzata “Ciccillo 1” come segno di gratitudine.

Quando e dove si tengono i funerali di Stefano Valentino?
I funerali sono stati fissati per venerdì alle 15.45 nella chiesa parrocchiale di Sant’Alessandro, nel quartiere Cascinetta di Gallarate.

Dove si trova la camera ardente?
La camera ardente è allestita presso la casa mortuaria San Cristoforo di via Don Piloni, luogo indicato anche negli annunci funebri legati a Calogero Stefano Valentino.