Sadoch, un secolo di carta che parte da Trieste

Daniela Devecchi

Sadoch, un secolo di carta che parte da Trieste

La carta la tocchiamo ogni giorno: la strappiamo, la pieghiamo, ci incartiamo regali e prodotti. Spesso non ci facciamo caso. Ma dietro certe stampe, certi sacchetti robusti, certi fogli regalo che non si rompono al primo sguardo, c’è una storia lunga più di cent’anni. È la storia di Sadoch, oggi Saul Sadoch S.p.A., un’azienda cartotecnica con radici a Trieste che ha scelto, da subito, di vivere di carta. Solo carta, ma in tutte le sue forme.

Dalla prima attività del 1914 all’industria cartotecnica

Tutto comincia nel 1914, quando Saul Sadoch apre la sua attività in una Trieste che è ancora porto di confine e crocevia di commerci. All’inizio è soprattutto commercio di carta e articoli affini, una realtà che serve negozi, uffici, piccole attività.

Col passare del tempo la ditta cambia pelle: da semplice intermediario diventa produzione cartotecnica vera e propria. Non solo rivende, ma progetta, stampa, taglia, fustella. Nascono i primi articoli a marchio proprio, si consolidano le linee dedicate alla carta da regalo, ai sacchetti, agli articoli per il confezionamento.

La crescita attraversa momenti storici durissimi, guerre e ricostruzioni, ma la direzione resta sempre la stessa: specializzarsi. Nel tempo l’azienda si struttura come stabilimento moderno, a pochi chilometri da Trieste, con spazi ampi per produzione, magazzini e logistica. La dimensione è industriale, ma il cuore resta quello di una realtà familiare che ragiona sul lungo periodo.

Uno stabilimento che produce anche la propria energia

La parte meno visibile, ma fra le più interessanti, è quella legata all’energia. Guardando lo stabilimento dall’alto si vede un mare di pannelli: negli anni Sadoch ha investito su un impianto fotovoltaico esteso, capace non solo di coprire il fabbisogno interno, ma addirittura di generare più energia di quanta ne consumi in un anno.

Per un’azienda che lavora con carta, inchiostri, macchine da stampa e taglio, non è un dettaglio. Significa ripensare il proprio impatto, mettere ordine nei consumi, legare produzione e sostenibilità in modo concreto, non solo dichiarato.

Accanto al fotovoltaico, il sito produttivo è organizzato seguendo standard e certificazioni internazionali su qualità, ambiente, salute e sicurezza. In pratica: procedure scritte, controlli, tracciabilità. Dal modo in cui entra un rotolo di carta in magazzino fino all’uscita della scatola di prodotto finito, tutto è misurato e archiviato.

La “famiglia” dei prodotti: carta, borse regalo, tovaglioli e non solo

Entrando nel catalogo, si capisce subito che la parola chiave è varietà. Il filo conduttore è la carta, ma declinata in tante direzioni diverse.

La carta regalo è uno dei volti più riconoscibili di Sadoch: rotoli e fogli in varie grammature, con fantasie che vanno dal classico al contemporaneo, motivi geometrici, floreali, natalizi, per bambini, minimal o ricchissimi di dettagli. Spesso le grafiche sono pensate come collezioni coordinate, da abbinare a sacchetti, biglietti, etichette.

Accanto alla carta ci sono i sacchetti e le shopper: borse regalo in carta, con manici in carta ritorta o con cordoncino, formati piccoli per gioielli o grandi per capi d’abbigliamento e giocattoli, con stampe abbinate alle linee di carta regalo. L’idea è quella di offrire un’alternativa di carta alle tradizionali buste in plastica, lavorando sulla robustezza del supporto e sulla cura estetica.

Un’altra area importante è quella dei tovaglioli usa&getta in carta per i bar, il mondo dell’ospitalità e della ristorazione. Neutri o personalizzati, sono disponibili in vari formati a 1, 2 o 3 veli, in pura cellulosa o in materiale riciclato

A questi si aggiungono prodotti più tecnici: carta velina, carte speciali, articoli per confezioni regalo strutturate, scatole, accessori. È un universo che parte dal negozio di vicinato e arriva fino alle grandi catene, passando per cartolerie, concept store, grossisti e specialisti del packaging.

Collezioni e design: la carta come superficie da raccontare

La carta, di per sé, è neutra. Diventa qualcosa quando viene stampata e lavorata. Qui entra in gioco il lavoro di progettazione.

L’azienda lavora su collezioni stagionali: linee per Natale, San Valentino, matrimoni, nascite, compleanni, ma anche temi generici – pattern, texture, motivi astratti – che vivono tutto l’anno. Ogni collezione viene pensata come un piccolo racconto: una palette di colori, uno stile grafico, un certo modo di combinare carta, borse regalo, tovaglioli, accessori.

La parte estetica convive con quella tecnica: scelta delle grammature, degli inchiostri, delle finiture. Ci sono carte lisce, goffrate, lucide, opache, metallizzate, con rilievi o effetti particolari. Tutto deve tenere in piedi tre esigenze: stampa pulita, resa visiva, resistenza all’uso.

Dal rotolo di carta al bancale pronto: processi e controllo

Dietro il prodotto finito c’è una catena di lavorazioni che si vedono poco, ma che fanno la differenza. Il percorso, semplificando, parte dai rotoli madre di carta che arrivano in stabilimento. Da lì:

  • vengono tagliati in formati adatti alle macchine di stampa
  • passano sugli impianti di stampa in rotocalco per la carta e flessografica o offset e rotoffset per le borse regalo  
  • vengono essiccati, verniciati, controllati
  • finiscono poi alle linee di taglio, piega, incollaggio, confezionamento

In ogni fase ci sono controlli di qualità: colori, registro, difetti, resistenza delle saldature nei sacchetti, tenuta dei manici, comportamenti durante la piega. Il tutto con l’obiettivo di mettere sugli scaffali prodotti omogenei, che rispondano sempre allo stesso standard.

Sadoch affianca a questo anche una parte importante di logistica: magazzini organizzati, sistemi informatizzati per la gestione delle scorte, carichi su camion ottimizzati per rifornire clienti in Italia e all’estero.

Ambiente, certificazioni e responsabilità

Lavorare con la carta, oggi, significa anche rispondere a una domanda precisa: da dove viene questa materia prima?

Per questo l’azienda punta su carte provenienti da foreste gestite in modo responsabile e su un sistema integrato di certificazioni che riguardano non solo l’ambiente, ma anche la qualità di processo e la sicurezza sul lavoro. La logica è quella di avere un quadro unico: fornitori selezionati, tracciabilità delle forniture, gestione degli scarti, riduzione degli sprechi.

L’impianto fotovoltaico, la scelta di lavorare in modo massiccio con la carta al posto della plastica in molti segmenti e l’attenzione alla riciclabilità dei prodotti fanno parte della stessa direzione: produrre tanto, ma cercando di lasciare un’impronta più leggera.

Trieste come punto di partenza, non di confine

Pur essendo nata e cresciuta a Trieste, Sadoch ha un respiro che va ben oltre il territorio. La posizione geografica, da sempre ponte tra Italia, Europa centrale e Balcani, ha aiutato. Nel tempo l’azienda ha costruito una presenza stabile in diversi mercati esteri, sia direttamente sia attraverso distributori.

Ma il centro resta lì, nello stabilimento di San Dorligo: è da lì che partono le collezioni stagionali, le novità, i test su nuovi materiali, i prototipi per progetti speciali.

L’invisibile che fa la differenza nella vita di tutti i giorni

Se si guarda al ruolo di Sadoch nel quotidiano di chiunque, il paradosso è evidente: è una presenza quasi invisibile. Il marchio raramente compare in evidenza sui prodotti, non è quello che il cliente finale vede per primo. Eppure è uno dei fili che tengono insieme mondi apparentemente lontani:

  • la cartoleria sotto casa
  •  il negozio di giocattoli, la profumeria, la libreria, la boutique di abbigliamento che impacchetta con cura ogni acquisto
  • il bar e il ristorante
  • il supermercato con i banchi pieni di carte regalo e sacchetti e biglietti d’auguri per ogni occasione

Dietro c’è un secolo di mestiere sulla carta, fatto di scelte, impianti, collezioni, pannelli solari sul tetto, rotoli che scorrono su macchine lunghe decine di metri.

In un momento in cui il packaging è spesso raccontato solo come un problema, la storia di un’azienda come Sadoch ricorda che la carta può essere anche un modo più sobrio, più caldo e più responsabile di avvolgere le cose che contano. E che, a volte, la differenza tra un gesto qualsiasi e un piccolo rito – come incartare un regalo – passa proprio da lì: da un foglio ben pensato, stampato e tagliato in un capannone alle porte di Trieste.