Rebecca Mariani, la giovane del curling che ha preso il posto di Romei: età, carriera, polemica e cosa farà ora

Daniela Devecchi

Rebecca Mariani, la giovane del curling che ha preso il posto di Romei: età, carriera, polemica e cosa farà ora

Il suo nome, fino a poche settimane fa, lo conoscevano soprattutto gli appassionati più fedeli di curling. Oggi invece, se segui le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, è difficile non aver sentito parlare di Rebecca Mariani: 19 anni, talento cresciuto sul ghiaccio di casa e, dettaglio che ha acceso la polemica, figlia del direttore tecnico della nazionale azzurra.

La sua convocazione come alternate nella squadra femminile ha fatto rumore non solo per il curriculum, già importante per la sua età, ma per il posto lasciato scoperto dall’esclusione di Angela Romei, giocatrice esperta e molto legata al gruppo storico. Da qui accuse di favoritismo, un ricorso al TAS, comunicati, prese di posizione. Ma chi è davvero Rebecca, oltre il cognome che porta?

Età, origini e primi passi sul ghiaccio

Partiamo dalle basi: Rebecca Mariani è nata il 2 novembre 2006 e oggi ha 19 anni. È originaria del Bellunese, zona in cui il ghiaccio non è un’eccezione ma quasi un’estensione naturale del paesaggio.

Fin da piccola frequenta il mondo degli sport invernali: sci alpino, un po’ di pattinaggio di figura, poi il curling, che diventa pian piano il centro di tutto. Intorno ai 12 anni sceglie definitivamente questa strada, lasciando il resto sullo sfondo.

Il curling, per lei, non è solo un hobby: viene raccontato come “passione di famiglia”, una di quelle cose che si respirano in casa molto prima ancora di prendere in mano la stone per la prima volta.

Dalle giovanili all’Olimpiade di casa

I primi passi “seri” Rebecca li muove con il club di Cortina, poi arriva il passaggio alla MJ Academy, una delle realtà più strutturate del curling italiano. Qui cresce tecnicamente e caratterialmente, sempre nella categoria Junior Femminile.

Negli ultimi anni il suo percorso è stato un crescendo continuo:

  • partecipa al Festival Olimpico della Gioventù Europea 2023 in Friuli Venezia Giulia, chiudendo con la nazionale femminile in quinta posizione;
  • vola in Corea del Sud per i Giochi Olimpici Giovanili di Gangwon 2024, dove l’Italia termina settima;
  • gioca i Mondiali Junior 2025 a Cortina, chiusi con la squadra azzurra all’interno della top-10 mondiale.

Per una ragazza del 2006 è già un bagaglio importante: esperienze internazionali, trasferte lunghe, pressione crescente. Tutto questo la porta, in pochissimo tempo, a un salto enorme: l’Olimpiade di casa.

Il rapporto con il padre e il “caso” convocazione

Il punto sensibile della storia è uno: Rebecca è figlia di Marco Mariani, direttore tecnico della nazionale italiana di curling. La convocazione olimpica arriva da uno staff di cui il padre è figura centrale, e qui nasce la frattura che domina le cronache nelle settimane prima dei Giochi.

A gennaio 2026 la federazione ufficializza le liste per Milano-Cortina. Nella squadra femminile, oltre alle titolari, compare il nome di Rebecca Mariani come alternate, la riserva pronta a entrare e a coprire più ruoli. A far rumore non è tanto il suo ingresso, quanto l’uscita: resta fuori Angela Romei, 28 anni, lunga esperienza internazionale, legatissima al gruppo e alla stessa Stefania Constantini.

Romei parla di mancanza di meritocrazia e punta il dito proprio sul legame padre-figlia, sostenendo di essere stata esclusa per far posto a una giocatrice più giovane e con meno esperienza, ma con un cognome “pesante” nello staff.

La federazione risponde in modo netto: la decisione viene definita “squisitamente tecnica”. Il ragionamento ufficiale è semplice: nel ruolo di alternate servirebbe una giocatrice in grado di coprire tutti e quattro i ruoli del curling con buone garanzie, e Rebecca, secondo lo staff tecnico, offrirebbe questa versatilità più di Romei.

Da una parte, quindi, c’è chi legge la convocazione come un normale ricambio generazionale; dall’altra, chi la vede come l’esempio perfetto di conflitto di interessi in uno sport che, proprio in questi anni, sta cercando di conquistare credibilità e pubblico.

Il ricorso al TAS e la risposta della giustizia sportiva

Sentendosi penalizzata, Angela Romei decide di rivolgersi al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS). Il ricorso punta a far annullare la convocazione di Rebecca e a rimettere lei stessa in squadra. Al centro del dossier ci sono le modalità di selezione e l’ipotesi che il rapporto familiare abbia pesato più dei criteri oggettivi.

Il TAS, dopo aver esaminato il caso, respinge il ricorso. In sostanza, la convocazione di Rebecca viene confermata:

  • la scelta della federazione resta valida;
  • non vengono riscontrati elementi sufficienti per parlare di favoritismo “dimostrabile” sul piano giuridico;
  • la composizione della squadra, quindi, non cambia.

Sul piano sportivo e legale, Rebecca è quindi a tutti gli effetti l’alternate dell’Italia del curling femminile a Milano-Cortina 2026. Su quello mediatico, però, il dibattito resta aperto e infuocato.

A complicare ancora di più il quadro emotivo arriva la scena che fa il giro delle tv: dopo il bronzo nel doppio misto, Stefania Constantini dedica la medaglia proprio ad Angela Romei, scende sugli spalti e l’abbraccia. Un gesto carico di significato, che molti leggono come una presa di posizione, almeno affettiva, a favore dell’amica esclusa.

Cosa fa una “alternate” e quanto pesa il ruolo di Rebecca

Un equivoco piuttosto diffuso riguarda il tipo di posto che Rebecca occupa in squadra. Non ha “rubato” il posto da titolare a nessuna, almeno formalmente: il suo ruolo è, appunto, quello di alternate.

Nel curling questo significa:

  • essere la riserva a disposizione per ogni partita;
  • poter subentrare in caso di problemi fisici di una compagna;
  • offrire la possibilità di cambi tattici durante il torneo;
  • avere la capacità di adattarsi a più ruoli sul ghiaccio, dal lead allo skip, se necessario.

Per una 19enne alla prima Olimpiade, è una posizione delicata. Devi restare pronta in ogni momento, accettare l’idea di poter giocare poco o nulla, e allo stesso tempo reggere il peso di una polemica che non hai cercato e che non hai commentato pubblicamente.

Finora, infatti, Rebecca non ha rilasciato grandi dichiarazioni sul caso. Nessuna intervista polemica, nessun post allusivo. La narrazione è sorretta più dalle parole della federazione, dai tecnici e dalle compagne di squadra che da lei stessa.

Vita privata, social e futuro dopo Milano-Cortina

Sul piano personale, di Rebecca si sa pochissimo. Non emergono dettagli sulla vita sentimentale, non ci sono racconti di serate mondane o di un personaggio costruito “da influencer”. L’immagine che filtra è quella di una ragazza che alterna studio e allenamenti, molto legata al suo territorio e al mondo della montagna.

Sui social la sua presenza è piuttosto discreta. Nulla di paragonabile alle star di altri sport: qualche foto, numeri in crescita grazie alle Olimpiadi, ma nessuna sovraesposizione. Il centro del suo racconto, almeno per ora, resta sempre il ghiaccio.

Il grande punto di domanda riguarda il dopo Milano-Cortina. Per la federazione, l’idea è chiara: questa esperienza dovrebbe essere per lei una palestra mentale e un ingresso stabile nel giro della nazionale senior, con l’obiettivo di farla diventare una colonna dei prossimi Mondiali ed Europei.

L’altra faccia della medaglia è che il suo nome, volente o nolente, rischia di restare a lungo legato al “caso Romei”. Molto dipenderà da come si chiuderà, dentro lo spogliatoio e fuori, questa ferita aperta nel curling italiano.

Le altre Rebecca Mariani da non confondere con lei

Piccola nota utile: Rebecca Mariani non è un nome unico. Online compaiono almeno altre due omonime abbastanza visibili, una nel mondo del diritto e una nell’atletica leggera.

Per evitare pasticci, quando si parla di lei conviene sempre specificare: “Rebecca Mariani, giocatrice di curling e figlia del direttore tecnico della nazionale italiana”.

FAQ su Rebecca Mariani

Quanti anni ha Rebecca Mariani?
Rebecca Mariani è nata il 2 novembre 2006 e ha 19 anni.

Che ruolo ha Rebecca Mariani nella nazionale italiana di curling?
È l’alternate della squadra femminile a Milano-Cortina 2026, cioè la riserva che può entrare in partita e coprire diversi ruoli a seconda delle esigenze dello staff tecnico.

Perché la convocazione di Rebecca Mariani ha fatto discutere?
Perché ha preso il posto in lista di Angela Romei, giocatrice più esperta e molto legata al gruppo, ed è la figlia del direttore tecnico. Da qui le accuse di favoritismo e la forte esposizione mediatica del caso.

Cosa ha deciso il TAS sul ricorso di Angela Romei?
Il Tribunale Arbitrale dello Sport ha respinto il ricorso presentato da Romei, confermando la convocazione di Rebecca e la validità della scelta tecnica della federazione.

Rebecca Mariani ha commentato pubblicamente il caso?
Finora non risultano dichiarazioni dirette di Rebecca sulla vicenda. A parlare sono stati soprattutto la federazione, i tecnici e altre protagoniste del curling azzurro, mentre lei è rimasta su una linea molto silenziosa.