A Nuoro, mercoledì sera, qualcosa non torna.
Lo studio medico di via Fontana Buddia resta chiuso, nessuna luce accesa, nessun rumore di passi nel corridoio. I pazienti aspettano, qualcuno prova a telefonare, altri pensano a un semplice ritardo. Poi la stessa scena si ripete in corso Garibaldi: niente ambulatorio, nessun dottore.
Poche ore dopo arriva la notizia che nessuno voleva sentire: Riccardo Ferrarelli, medico di famiglia di 38 anni, è stato trovato morto nella sua casa di via Montale. Un colpo durissimo per la città e per gli oltre mille e settecento assistiti che in poco tempo lo avevano scelto come punto di riferimento per la propria salute.
Le cause del decesso non sono ancora state chiarite. La Procura ha disposto l’autopsia e le forze dell’ordine hanno effettuato i rilievi nell’appartamento. Nel frattempo, però, resta una sensazione evidente: Nuoro ha perso un medico giovane, arrivato da poco ma già al centro della vita sanitaria del territorio.
Chi era Riccardo Ferrarelli
Riccardo Ferrarelli aveva 38 anni.
Medico di famiglia, era stato assegnato all’ambito 1.7 dell’ASL di Nuoro da inizio 2024. In pratica, da poco più di un anno aveva iniziato a seguire i cittadini della zona come medico di base, diventando in breve tempo una figura conosciuta tra ricette, visite, controlli periodici e richieste di consulto.
Secondo le comunicazioni ufficiali dell’azienda sanitaria, Ferrarelli era subentrato per colmare il vuoto lasciato da altri medici andati in pensione o trasferiti, prendendo in carico un numero importante di assistiti. La stima è di circa 1.800 pazienti: numeri che spiegano bene quanto fosse diventato centrale nel sistema di medicina territoriale di Nuoro.
Alcune ricostruzioni lo indicano come medico originario del Lazio, con un percorso formativo a Roma e la scelta, nei mesi scorsi, di trasferirsi in Sardegna per esercitare la professione come medico di famiglia. Una decisione non scontata, in un periodo storico in cui tante zone del Paese faticano a trovare medici disposti a coprire gli ambiti scoperti.
Gli ambulatori, i pazienti e il ruolo a Nuoro
Nella pratica di tutti i giorni, il nome di Riccardo Ferrarelli era legato a due indirizzi: via Fontana Buddia e corso Garibaldi.
Qui visitava i pazienti, firmava certificati, seguiva cronicità, spiegava esami e referti. Chi lo ha incontrato negli ultimi mesi parla di un medico giovane ma serio, con l’agenda piena e una lista lunga di persone che avevano scelto di affidarsi a lui dopo aver cambiato medico.
Il fatto che in così poco tempo fosse arrivato a gestire quasi duemila assistiti racconta due cose:
- da un lato, la carenza di medici di base che da anni colpisce molte zone della Sardegna;
- dall’altro, la fiducia che tanti avevano riposto in lui, soprattutto famiglie e anziani che avevano bisogno di una presenza stabile.
Molti pazienti lo avevano conosciuto proprio in questi ultimi mesi. Visite di controllo, prime diagnosi, telefonate per chiarire dubbi su terapie e farmaci. È anche per questo che la sua morte viene vissuta non solo come un fatto di cronaca, ma come un trauma personale per chi, da un giorno all’altro, si ritrova senza il proprio medico di riferimento.
Il ritrovamento in Via Montale e le indagini
Mercoledì mattina l’assenza agli ambulatori accende i primi sospetti.
Il dottore non arriva all’orario previsto, lo studio resta chiuso, le chiamate vanno a vuoto. Con il passare delle ore la preoccupazione cresce, fino a quando non viene chiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
Gli agenti raggiungono la casa di via Montale, dove Ferrarelli abitava. All’interno dell’appartamento viene trovato privo di vita. Sul posto arrivano la Polizia, la Scientifica e i sanitari del 118 che non possono fare altro che constatare il decesso.
Le prime notizie parlano di cause ancora da accertare.
Non ci sono comunicazioni ufficiali su eventuali patologie pregresse, né su altri elementi che possano spiegare in modo immediato la morte di un uomo di 38 anni. Proprio per questo la Procura ha disposto l’esame autoptico, necessario per chiarire cosa sia accaduto davvero nell’appartamento.
Fino a quando l’autopsia non sarà completata, tutte le ipotesi restano aperte. Ed è importante, per rispetto, non trasformare il dolore in curiosità morbosa o congetture senza fondamento.
Il dolore della città e degli assistiti
La notizia si diffonde in fretta, soprattutto tra i pazienti che non lo hanno visto arrivare in studio e che, poche ore dopo, leggono titoli e post che parlano di lui al passato.
A Nuoro si respira una tristezza composta, fatta di messaggi privati, commenti sulle pagine di informazione locale, parole di cordoglio rivolte alla famiglia e ai colleghi. Molti ripetono la stessa frase: “Era giovane, non è giusto”.
Per gli assistiti il colpo è doppio:
- da un lato, il dispiacere sincero per la morte di una persona conosciuta, magari anche poco, ma comunque entrata nella loro vita attraverso visite e ascolto;
- dall’altro, l’incertezza sul futuro della propria assistenza, in un contesto in cui trovare un medico di base non è affatto scontato.
L’ASL dovrà ora riorganizzare gli ambiti, redistribuire i pazienti, comunicare ai cittadini come e quando potranno effettuare una nuova scelta del medico. Non è un dettaglio burocratico: per chi ha terapie continuative, bisogni sanitari complessi e appuntamenti già fissati, queste ore hanno il sapore dell’ennesima precarietà.
Una perdita che pesa sulla sanità territoriale
La morte di Riccardo Ferrarelli arriva in un momento in cui si parla spesso di medici di famiglia introvabili, liste d’attesa lunghe, ambulatori scoperti.
Per Nuoro, averlo avuto in servizio significava poter contare su un medico giovane, presumibilmente destinato a restare sul territorio per anni, dare continuità ai rapporti con i pazienti e alleggerire il carico su Pronto soccorso e guardia medica.
La sua scomparsa rimette in gioco tutto questo.
Non si tratta soltanto di sostituire un nome con un altro, ma di colmare un vuoto in un ruolo che richiede fiducia, tempo, conoscenza delle storie personali. Ogni medico di famiglia, nella pratica, è un pezzo di comunità: ascolta problemi, vede famiglie crescere, segue nonni, genitori e figli.
In questo senso, la morte di un medico di base non è mai una notizia neutra. È un’assenza che si riflette sulla quotidianità delle persone, sui loro timori, sull’idea stessa di essere seguiti e non lasciati soli di fronte ai problemi di salute.
Domande frequenti su Riccardo Ferrarelli
Chi era Riccardo Ferrarelli?
Era un medico di famiglia di 38 anni in servizio a Nuoro, assegnato all’ambito 1.7 dell’ASL. In poco più di un anno aveva preso in carico circa 1.800 pazienti, diventando uno dei punti di riferimento della medicina territoriale cittadina.
Dove lavorava come medico di base?
Riceveva i pazienti in due studi: uno in via Fontana Buddia e uno in corso Garibaldi, entrambi a Nuoro. Molti assistiti lo avevano scelto proprio dopo l’apertura di questi ambulatori.
Come è stato trovato morto?
È stato trovato senza vita nella sua abitazione di via Montale, a Nuoro, dopo che non si era presentato agli ambulatori e non rispondeva alle chiamate. L’allarme è scattato quando i pazienti hanno trovato gli studi chiusi e la sua assenza è apparsa anomala.
Si conoscono le cause della morte?
No, al momento le cause del decesso non sono state ufficializzate. Le autorità hanno disposto l’autopsia per chiarire cosa sia successo. Fino all’esito degli esami non ci sono elementi certi per parlare di malore, gesto volontario o altre ipotesi.
Cosa succede ora per i suoi pazienti?
Nei prossimi giorni l’ASL dovrà comunicare come verranno riassegnati gli assistiti del dottor Ferrarelli e quando sarà possibile scegliere un nuovo medico di famiglia. Nell’attesa, è probabile che vengano fornite indicazioni temporanee attraverso gli sportelli e il sito dell’azienda sanitaria.
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






