Carmelo Alfonso, addio al maestro dello sport in tv: età, carriera, libri e cosa lascia ai giornalisti di oggi

Daniela Devecchi

Carmelo Alfonso, addio al maestro dello sport in tv: età, carriera, libri e cosa lascia ai giornalisti di oggi

Per tanti italiani la domenica aveva una voce precisa. Era quella di Carmelo Alfonso, collegato da Cagliari, una figura che raccontava il calcio con calma, competenza e un accento che portava la Sardegna dentro le case di tutta Italia.

Il 12 febbraio 2026 quella voce si è spenta per sempre: Carmelo Alfonso è morto a 92 anni a Cagliari, la città dove aveva costruito gran parte della sua vita professionale. Rimane il ricordo di un giornalista sportivo che ha attraversato decenni di tv, carta stampata, radio e associazionismo, tenendo insieme passione, rigore e una grande attenzione ai colleghi più giovani.

Da Alghero a Cagliari: l’inizio di una vita di cronache

Carmelo Alfonso nasce ad Alghero il 27 dicembre 1933. È un bambino del Novecento, uno che vede cambiare il modo di fare informazione praticamente sotto i suoi occhi: dalle tipografie ai collegamenti in diretta dallo stadio.

A Cagliari muove i primi passi nella redazione de L’Unione Sarda, il giornale che per generazioni ha raccontato l’isola. È lì che comincia a occuparsi di sport, a seguire il Cagliari calcio, a imparare il mestiere sul campo, tra telefonate, sale stampa e trasferte.

I colleghi lo descriveranno sempre come una firma prestigiosa del giornalismo sardo, un cronista capace di tenere insieme il dettaglio tecnico e il racconto umano di ciò che accadeva su quel rettangolo verde affacciato sul mare.

Il volto Rai: 90° Minuto, Domenica Sprint e lo stadio Sant’Elia

Quando la televisione diventa il centro del racconto sportivo, Carmelo Alfonso è già lì. Entra in Rai, segue lo sport per il servizio pubblico e negli anni diventa caposervizio della redazione sportiva.

Per il grande pubblico il suo nome si lega a due programmi simbolo delle domeniche italiane:

  • “90° Minuto”, con i collegamenti dagli stadi, le interviste a caldo, i servizi sul Cagliari;
  • “Domenica Sprint”, dove viene ricordato come uno degli inviati storici del Tg2 sugli stadi d’Italia, con base fissa proprio a Cagliari.

Il suo posto è spesso in piedi, a bordo campo, con il vento che taglia il Sant’Elia e la voce che prova a farsi strada nel frastuono della partita. Non urla, non cerca effetti speciali. Racconta. E lo fa con uno stile che molti colleghi definiscono “pulito, asciutto, appassionato”.

Essere caposervizio significa anche coordinare, decidere chi va dove, tenere insieme il lavoro degli inviati. Una doppia veste: quella di volto noto in video e quella, più nascosta ma non meno importante, di uomo di redazione.

La Gazzetta, Gigi Riva e il Cagliari che entrava nella storia

Accanto alla tv, Carmelo Alfonso costruisce un’altra parte fondamentale della sua carriera sulla carta: diventa corrispondente dalla Sardegna per la Gazzetta dello Sport.

Il legame con la “rosea” gli regala forse l’episodio più citato in queste ore: nel 1963, quando un giovanissimo Gigi Riva arriva a Cagliari quasi in punta di piedi, è proprio Alfonso a intervistarlo per primo. Prima ancora che quel ragazzo diventasse “Rombo di Tuono” e cambiasse la storia del club e della Nazionale.

Da quel momento in poi segue per anni il rapporto tra Riva, il Cagliari e la Sardegna, raccontando scudetto, nazionali, infortuni, ritorni allo stadio ormai da dirigente. Anche nei ricordi più recenti su Riva, la sua voce viene chiamata in causa come quella di chi c’era davvero, fin dall’inizio.

Per i lettori sardi, vedere la propria squadra sulla Gazzetta con la firma “Carmelo Alfonso” era una specie di garanzia: il racconto partiva dall’isola ma parlava a tutta Italia.

Ussi, sindacato e la difesa dei giovani cronisti

La storia di Carmelo Alfonso non si ferma all’articolo o al servizio in tv. Per molti colleghi è stato soprattutto un punto di riferimento dentro l’USSI, l’Unione Stampa Sportiva Italiana.

Nel corso degli anni ricopre ruoli di primo piano:

  • presidente di USSI Sardegna, per più mandati;
  • consigliere nazionale;
  • vice presidente nazionale USSI;
  • presidente onorario della sezione sarda.

Dentro il mondo sindacale, il suo nome compare anche nel collegio dei Probiviri dell’Assostampa Sarda, a conferma di un impegno costante sul fronte delle regole, della tutela professionale, dei diritti di chi lavora nelle redazioni e sulle tribune stampa.

Nei ricordi che circolano nel giorno della sua morte torna spesso un’idea: era dalla parte dei giovani e dei precari. Dei collaboratori pagati poco, dei corrispondenti di provincia che non finiscono in video ma mandano pezzi e notizie a tutte le ore. Li difendeva nelle assemblee, li incoraggiava a non mollare, cercava di aprire porte, non di chiuderle.

Il pugilato, “Mussiaddu” e le storie di sport fuori dai riflettori

Quando non c’era il calcio, c’era il pugilato. Un’altra grande passione di Carmelo Alfonso, forse meno nota al pubblico generalista, ma centrale nella sua produzione.

Da questa passione nasce il libro “Mussiaddu (Morsicalo)”, una raccolta di storie, personaggi e aneddoti del pugilato sardo: palestre di periferia, incontri dimenticati, allenatori che hanno fatto la storia di quartiere senza mai salire su un grande palco.

È un lavoro che assomiglia molto al suo modo di fare giornalismo: niente celebrazione fine a se stessa, ma memoria. Raccontare chi rischiava di essere cancellato, dare un nome a volti che altrimenti sarebbero rimasti in una foto ingiallita appesa al muro.

L’ultima pagina: la morte a 92 anni e l’eredità che lascia

Il 12 febbraio 2026, a Cagliari, Carmelo Alfonso muore all’età di 92 anni. Le redazioni sportive sarde e nazionali lo salutano come un “maestro del giornalismo sportivo”, un volto e una penna che hanno attraversato più ere del racconto sportivo.

Colpisce un dettaglio: nelle notizie sulla sua scomparsa non si parla di cause particolari, solo di un uomo che “si è spento” dopo una vita lunga, piena di lavoro e di presenze nello spazio pubblico. Un addio sobrio, in linea con il carattere che tutti gli riconoscono.

Cosa resta, oggi, di Carmelo Alfonso?

  • Resta l’immagine agli stadi, con microfono in mano e bloc notes, mentre racconta il Cagliari e i suoi protagonisti.
  • Resta la traccia sulla Gazzetta, nelle cronache che hanno accompagnato l’ascesa e i sogni di una squadra e di un’isola.
  • Resta il lavoro in Ussi e nel sindacato, che ha inciso sulla vita concreta di tanti colleghi.
  • Resta il libro sul pugilato sardo, un pezzo di memoria sportiva che altrimenti sarebbe andato perso.

Per chi oggi comincia questo mestiere, il suo nome è un promemoria semplice: si può essere rigorosi e appassionati, si può lavorare per grandi testate e allo stesso tempo continuare a proteggere chi sta ancora cercando di entrare dalla porta principale.

FAQ su Carmelo Alfonso

Quanti anni aveva Carmelo Alfonso quando è morto?
Carmelo Alfonso aveva 92 anni: era nato il 27 dicembre 1933 ad Alghero ed è morto il 12 febbraio 2026 a Cagliari.

Di cosa si occupava Carmelo Alfonso?
È stato un giornalista sportivo a tutto tondo: cronista, inviato, caposervizio Rai, corrispondente per la Gazzetta dello Sport e figura centrale nel mondo dell’USSI e del sindacato dei giornalisti.

Per quali programmi Rai è ricordato?
È ricordato soprattutto come volto di “90° Minuto” e “Domenica Sprint”, da cui interveniva spesso dallo stadio di Cagliari per raccontare le partite e l’ambiente rossoblù.

Che rapporto aveva con Gigi Riva e il Cagliari?
Come corrispondente della Gazzetta dalla Sardegna, fu il primo a intervistare Gigi Riva al suo arrivo a Cagliari nel 1963. Da allora ha seguito da vicino la storia del Cagliari e del suo campione più iconico.

Ha scritto libri?
Sì, è autore di “Mussiaddu (Morsicalo)”, un libro dedicato al pugilato sardo, con storie e personaggi delle palestre e degli incontri che hanno segnato la scena locale.

Che ruolo ha avuto nell’USSI e nel sindacato dei giornalisti?
È stato a lungo presidente di USSI Sardegna, consigliere e vice presidente nazionale USSI e componente del collegio dei Probiviri dell’Assostampa Sarda. È ricordato in particolare per l’impegno a favore dei giovani cronisti e dei precari.