Sparatoria in Canada, strage alla Tumbler Ridge secondary school: dieci morti in una cittadina di montagna

Serena Comito

Sparatoria in Canada, strage alla Tumbler Ridge secondary school: dieci morti in una cittadina di montagna

Per molti ragazzi di Tumbler Ridge, lunedì doveva essere solo un altro giorno di scuola. Lezioni, compiti, qualche battuta nei corridoi prima di tornare a casa.
Invece, poco dopo l’una del pomeriggio, sono arrivate le urla, gli spari, le porte sbarrate dall’interno. E i messaggi sui cellulari dei genitori.

Nel giro di pochi minuti la cittadina di montagna nel nord-est della British Columbia si è ritrovata catapultata nel cuore di una tragedia: una sparatoria alla Tumbler Ridge Secondary School e in un’abitazione collegata ha lasciato a terra dieci persone, compresa la presunta responsabile, e almeno 27 feriti secondo l’ultimo bilancio fornito dalle autorità.

Cosa è successo dentro e fuori la scuola

L’allarme scatta intorno alle 13.20 ora locale. Dalla scuola parte la segnalazione di un “active shooter”, un aggressore armato che sta sparando all’interno dell’edificio. La polizia monta la risposta in tempi rapidissimi: le pattuglie della Royal Canadian Mounted Police raggiungono la zona in pochi minuti, mentre scatta il protocollo di emergenza.

Le aule vengono chiuse dall’interno, luci abbassate, ragazzi accucciati dietro ai banchi. Alcuni vengono fatti uscire in fretta sul retro, accompagnati dagli insegnanti verso punti di raccolta considerati sicuri. Dalle finestre chiuse, qualcuno vede arrivare ambulanze, mezzi dei vigili del fuoco, elicotteri.

Quasi in contemporanea, gli agenti vengono indirizzati anche verso una casa privata non lontano dalla scuola. Lì troveranno altri due corpi. Il quadro che emerge nelle ore seguenti è quello di un attacco su due fronti: la scuola superiore, al centro della vita quotidiana della comunità, e un’abitazione legata in qualche modo alla persona che ha sparato.

Il bilancio: dieci morti e almeno 27 feriti

I numeri, come spesso accade in casi del genere, si assestano solo dopo qualche ora. Le forze dell’ordine parlano ora di dieci persone uccise, compresa la presunta autrice della strage. Otto vittime tra la scuola e chi vi era direttamente collegato, altre due all’interno della casa.

I feriti sarebbero almeno 27: studenti, insegnanti, personale scolastico. Alcuni sono stati portati nei piccoli ospedali della zona, altri trasferiti in elicottero verso strutture più attrezzate, perché le condizioni vengono definite critiche. Le autorità non hanno ancora diffuso un elenco ufficiale, né l’età di ciascuna vittima, ma è chiaro che tra i morti e i feriti ci sono diversi minorenni.

L’allerta sui telefoni e il “restare chiusi in casa”

Mentre nella scuola si cerca di proteggere chi è dentro, i cittadini di Tumbler Ridge ricevono sul telefono un messaggio di emergenza: invito a restare in casa, porte chiuse, niente spostamenti verso l’area dell’istituto. La formula è quella usata nei casi più gravi, quando non è chiaro se ci siano altri aggressori in giro.

Le immagini diffuse dalle tv locali e dai grandi network canadesi mostrano studenti che escono in fila, molti con le mani alzate, accompagnati dagli agenti. Ci sono genitori che aspettano nel parcheggio, qualcuno piange, qualcuno resta immobile a guardare l’ingresso della scuola senza riuscire a dire una parola.

L’allerta viene revocata solo nel tardo pomeriggio, quando la polizia spiega che non risultano altri sospetti e che la persona ritenuta responsabile è stata trovata morta all’interno dell’istituto, per una ferita da arma da fuoco che viene considerata autoinflitta.

Una donna dietro la strage: identità ancora coperta

C’è un elemento che ha colpito subito l’opinione pubblica: a sparare sarebbe stata una donna. Un dato che la polizia conferma, sottolineando quanto sia un caso raro rispetto al profilo abituale degli autori delle stragi armate.

Gli investigatori dicono di averla identificata, ma per ora non rendono noto il nome. Una scelta che viene motivata con due ragioni: proteggere le famiglie coinvolte e non interferire con le indagini, ancora in pieno svolgimento.

Sul movente, siamo alla fase delle ipotesi interne agli inquirenti. Pubblicamente si parla solo di “indagini in corso”. Gli agenti stanno cercando di ricostruire:

  • i legami della donna con la scuola,
  • la relazione con le persone trovate morte nella casa,
  • l’eventuale presenza di segnali precedenti, minacce, episodi di tensione.

Per ora, però, nessuna di queste piste viene confermata davanti alle telecamere.

Tumbler Ridge, una comunità dove tutti conoscono qualcuno

Fuori dal Canada, Tumbler Ridge è solo un nome sulla mappa. Per chi ci vive, è una bolla in mezzo alle montagne: poco più di duemila e cinquecento abitanti, una scuola superiore, qualche negozio, le piste e i sentieri che attirano turisti nei periodi migliori.

In un posto così, una strage del genere non è una notizia astratta. Quasi ognuno, in città, conosce almeno una delle vittime: un parente, il figlio di un collega, il vicino che si incrocia ogni mattina facendo colazione al bar.

Il premier della British Columbia, David Eby, ha usato parole che rendono bene il clima: “È il tipo di tragedia che siamo abituati a vedere accadere altrove, non in una piccola comunità come questa”. Anche il primo ministro canadese Mark Carney ha parlato di “giorno terribile”, sospendendo alcuni impegni per seguire da vicino quanto stava accadendo e per esprimere il sostegno del governo federale.

Il distretto scolastico ha annunciato che tutte le scuole della zona resteranno chiuse per il resto della settimana. Psicologi e team di supporto sono stati messi a disposizione di studenti, insegnanti e famiglie.

Una delle peggiori stragi nella storia recente del Canada

Il Canada non è estraneo alla violenza armata, ma episodi di questa portata restano rari. Gli analisti ricordano che la sparatoria di Tumbler Ridge è:

  • la più grave all’interno di una scuola dai tempi del massacro dell’École Polytechnique di Montréal del 1989,
  • una delle stragi con più vittime nella storia recente del Paese, dopo la serie di omicidi in Nova Scotia nel 2020.

Il tema delle armi e della sicurezza nelle scuole torna inevitabilmente al centro del dibattito. Il Canada ha regole più restrittive rispetto agli Stati Uniti, ma questo non basta a cancellare la domanda che si ripresenta ogni volta: come è stato possibile che una sola persona potesse provocare un numero così alto di morti e feriti?

Le risposte, se arriveranno, lo faranno nei prossimi mesi. Adesso Tumbler Ridge è ancora nel tempo sospeso del lutto, tra le veglie con le candele, i fiori davanti alla scuola e i cartelloni con i nomi di chi non tornerà più in classe.

Cosa resta dopo le sirene

Spente le luci delle auto della polizia e allontanate le troupe tv, resta il lavoro più difficile: rimettere insieme la vita quotidiana.

C’è chi dovrà tornare in quelle aule per insegnare, chi dovrà convincere il proprio figlio a varcare di nuovo la porta della scuola, chi si troverà davanti il banco del compagno vuoto e capirà davvero, solo allora, che non si tratta di un brutto sogno.

Per il resto del Canada, Tumbler Ridge è diventata in poche ore il nome di una tragedia nazionale.
Per chi ci vive, è il luogo in cui, da un giorno all’altro, è cambiato il modo stesso di percepire la parola “sicurezza”.

E la domanda che rimbalza, sotto tutte le altre, è semplice e durissima: come si torna alla normalità dopo una giornata così?

Domande frequenti sulla sparatoria di Tumbler Ridge in Canada

Dove è avvenuta la sparatoria?
A Tumbler Ridge, piccola cittadina nel nord-est della British Columbia, soprattutto all’interno della Tumbler Ridge Secondary School e in una casa privata collegata all’attacco.

Quante persone sono morte e quante sono rimaste ferite?
Il bilancio ufficiale parla di dieci morti, compresa la presunta autrice, e di almeno 27 feriti, alcuni dei quali in condizioni critiche.

Chi è la persona ritenuta responsabile?
La polizia ha confermato che si tratta di una donna, trovata morta all’interno della scuola per una ferita da arma da fuoco autoinflitta. Il nome, al momento, non è stato reso pubblico.

Si conosce già il movente?
No. Le autorità parlano di indagini ancora in corso. Si stanno valutando i legami tra l’autrice, la scuola e le persone trovate senza vita nella casa.

Le scuole della zona sono aperte?
No. Il distretto ha deciso di sospendere le lezioni per il resto della settimana e di attivare servizi di supporto psicologico per studenti, personale e famiglie.