Morto Rino Bizzarro, lutto a Bari per il regista e poeta di Puglia teatro

Serena Comito

Morto Rino Bizzarro, lutto a Bari per il regista e poeta di Puglia teatro

Chi passa davanti alla porta di via Indipendenza, dove da anni vive il cuore pulsante de L’Eccezione, sa già la notizia: Rino Bizzarro non c’è più. Il mondo della cultura barese saluta uno dei suoi volti più tenaci e riconoscibili, autore, regista, attore, ma soprattutto presenza costante in una città che con lui ha imparato a prendere sul serio il teatro.

Aveva 79 anni. Alle spalle, una vita attraversata da palcoscenici, prove, testi, poesie, repliche in Italia e all’estero. Davanti, fino all’ultimo, l’idea che il teatro dovesse restare accessibile, vivo, vicino alle persone, anche in un quartiere popolare, anche in uno spazio piccolo, lontano dai grandi circuiti patinati.

Chi era Rino Bizzarro

Nato a Bari nel 1946, Rino Bizzarro si avvicina alla scena quando è ancora studente: gruppi dilettantistici, prime prove nei teatri universitari, l’esperienza con il Centro universitario teatrale negli anni Sessanta.

Poi arriva il salto: Roma, il giro nazionale con le compagnie di giro, le tournée che lo portano in decine di città, il lavoro con testi importanti del teatro contemporaneo. Una carriera che avrebbe potuto restare “di emigrazione artistica”, come è successo a tanti attori e registi del Sud.

Invece, a un certo punto, Bizzarro fa la scelta controcorrente: torna a Bari e decide di fermarsi. Non per ripiego, ma per principio. L’idea è semplice e radicale: se il teatro deve esistere davvero, deve poterlo fare anche qui, senza obbligare chi lo fa a scappare altrove.

Puglia teatro, la scelta di restare e costruire

Da quella scelta nasce Puglia teatro, compagnia professionale che segna un prima e un dopo nella storia del teatro pugliese.
Non più solo gruppi dilettantistici o esperienze a tempo, ma una realtà stabile, che vive di spettacoli, laboratori, tournée, copioni scritti apposta e testi riscoperti.

Con Puglia teatro, Bizzarro gira l’Italia, mantiene il contatto con i grandi teatri e, allo stesso tempo, porta sul palco la sua Bari e la sua Puglia: le voci, i dialetti, la tradizione della maschera, la commedia dell’arte filtrata dallo sguardo di chi è cresciuto nelle strade del Sud e sa cosa significa far ridere e pensare allo stesso tempo.

Molti lo hanno conosciuto in quel periodo: il regista che costruisce gli spettacoli pezzo per pezzo, l’attore che sale in scena, il drammaturgo che lima i testi fino all’ultima sera. Una figura unica, in equilibrio tra palcoscenico e scrittura.

L’Eccezione in via Indipendenza: un presidio di cultura al Libertà

Nel 2002 Rino Bizzarro compie un altro passo decisivo: apre L’Eccezione di Puglia teatro in via Indipendenza, nel quartiere Libertà.
Non un teatro tradizionale, ma un centro culturale aperto e multiforme: rassegne di poesia, incontri, presentazioni di libri, spettacoli, laboratori, cicli dedicati alla drammaturgia pugliese, serate su Pasolini, percorsi per ragazzi.

Molti eventi sono gratuiti o a contributo libero. Qualcuno entra per curiosità, qualcun altro perché abita a due isolati di distanza, qualcuno viene apposta da altri quartieri. Nel tempo, quella sala diventa una casa per chi cerca contenuti veri, in una zona spesso raccontata solo per cronaca nera o problemi sociali.

Dentro L’Eccezione cresce anche un patrimonio silenzioso: manifesti, locandine, copioni annotati, fotografie di scena, materiali video e audio, programmi Rai, articoli, saggi. È l’archivio di Rino Bizzarro e di Puglia teatro, che lo Stato ha riconosciuto ufficialmente come archivio di notevole interesse storico. Un modo formale per dire che lì dentro c’è un pezzo importante della memoria teatrale del Sud.

Poesia, libri, radio: la scrittura che resta

Non c’è solo il teatro dal vivo nella storia di Rino Bizzarro.
C’è la poesia, con raccolte che mescolano italiano e barese, immagini visionarie e radici popolari. C’è la narrativa breve. C’è la prosa radiofonica scritta per la Rai, pensata per una voce che arriva nelle case e si gioca tutto sull’ascolto, senza scenografie né luci.

Tra i titoli che tornano più spesso nei ricordi di chi lo ha letto ci sono:

  • raccolte come “Prove di assenza”, dove la poesia lavora su ciò che manca più che su ciò che si vede;
  • testi in vernacolo barese che prendono la lingua parlata e la portano su un piano di dignità letteraria, senza snaturarla;
  • libri e copioni che hanno fatto il giro di circoli, scuole, gruppi di lettura, spesso ben oltre i confini regionali.

Negli anni Ottanta Bizzarro è anche tra i fondatori di una realtà editoriale, con rivista e libri che diventano punto di riferimento per chi, dal Sud, prova a ragionare di poesia e pensiero senza passare sempre da Roma o Milano.

Premi, riconoscimenti e la coerenza di un percorso

Chi lo ha seguito lungo l’arco della sua carriera sa che i premi non sono mai stati il suo obiettivo principale. Eppure, i riconoscimenti arrivano.

Già negli anni Settanta viene premiato per la sua scrittura poetica. Molto più di recente, nel 2022, gli viene conferito il premio nazionale di teatro “Franco Enriquez” per la direzione artistica di Puglia teatro, e L’Eccezione viene riconosciuta come luogo di spettacolo impegnato sul piano sociale e culturale.

Sono attestati che fotografano qualcosa di semplice: per decenni, Rino Bizzarro ha tenuto insieme militanza culturale, qualità artistica e radicamento territoriale. Ha portato a Bari autori, attori, registi; ha fatto dialogare generazioni diverse; ha dato spazio a giovani voci e a maestri poco allineati ai circuiti mainstream.

Il lutto di Bari e di chi gli deve qualcosa

La morte di Rino Bizzarro lascia un vuoto evidente.
Lo sentono gli attori che hanno mosso i primi passi a Puglia teatro o sul palco de L’Eccezione. Lo sentono i poeti che hanno letto i loro testi davanti a lui, magari per la prima volta. Lo sentono gli spettatori che, per anni, hanno trovato in via Indipendenza un posto dove sedersi, ascoltare, discutere, senza doversi adeguare ai palinsesti della grande città.

Ma il vuoto è anche per la città in sé. In un tempo in cui tutto sembra correre verso il consumo veloce, Bizzarro ha difeso l’idea opposta: quella di una cultura fatta di incontri lenti, di archivi curati, di stagioni teatrali che non inseguono le mode, di spazi piccoli ma testardi.

Non è facile riempire un’assenza così.
Quel che resta, però, è una traccia molto concreta: spettacoli, libri, registrazioni, fotografie, tesi di laurea su di lui, un archivio aperto e vivo, una rete di persone che, grazie a quel lavoro, hanno iniziato a scrivere, recitare, studiare, leggere in modo diverso.

Per Bari, Rino Bizzarro non è solo uno che ha fatto teatro.
È uno che ha dimostrato, con i fatti, che si può restare, si può costruire cultura di qualità anche lontano dai centri di potere, e che un quartiere come il Libertà può diventare, almeno per qualche ora, una piccola capitale del pensiero e della scena.

Domande frequenti su Rino Bizzarro

Chi era Rino Bizzarro?
Era un autore, regista e attore di teatro barese, figura centrale del panorama culturale pugliese. Ha fondato Puglia teatro e il centro culturale L’Eccezione, lavorando per decenni tra palcoscenico, scrittura, poesia e prosa radiofonica.

Quanti anni aveva e di cosa si occupava?
Aveva 79 anni. Nel corso della sua vita si è occupato di teatro professionale, sia come attore che come regista, di drammaturgia, di poesia e di attività culturali continuative a Bari, con rassegne, laboratori e incontri.

Che cos’è Puglia teatro?
È la compagnia teatrale fondata da Rino Bizzarro, una delle esperienze pionieristiche del teatro professionistico in Puglia. Con Puglia teatro ha portato in scena spettacoli in Italia e all’estero, spesso con attenzione alla drammaturgia contemporanea e alle radici del territorio.

Che ruolo ha L’Eccezione nel quartiere Libertà?
L’Eccezione, in via Indipendenza, è il centro culturale creato da Bizzarro nel 2002: uno spazio per teatro, poesia, presentazioni, dibattiti. È diventato un presidio culturale nel quartiere Libertà, un luogo di incontro per chi cerca contenuti, non solo intrattenimento.

Perché la sua figura è considerata importante per la cultura barese?
Perché per oltre mezzo secolo ha tenuto insieme pratica teatrale, impegno civile e tutela della memoria culturale. Ha scelto di restare a Bari e di lavorare qui, creando una scena autonoma, formando generazioni di artisti e lasciando un archivio che racconta la storia del teatro pugliese dagli anni Sessanta in poi.