La notizia ha girato veloce, passando di telefono in telefono, come succede quando se ne va qualcuno che “tutti conoscono”: è morto Lino Pellecchia, 85 anni, dopo aver lottato per anni contro una malattia che aveva segnato l’ultimo tratto della sua vita.
Per molti era “il signor Sanic”, quello delle forniture sanitarie. Per altri era semplicemente il basket a Teramo, il volto che ha accompagnato l’epoca d’oro della città in Serie A. Per la famiglia, invece, restava prima di tutto un padre e un nonno presente, orgoglioso fino all’ultimo.
Chi era Lino Pellecchia
Dietro il nome che oggi finisce nei titoli dei giornali locali c’è una storia lunga e radicata in città.
Lino Pellecchia è stato un imprenditore teramano di primo piano nel settore delle forniture sanitarie, punto di riferimento per ospedali, strutture e realtà mediche della zona.
Non amava le grandi frasi, ma i fatti. Chi ci ha lavorato insieme lo descrive come una persona diretta, abituata a decidere, a prendersi responsabilità e a metterci la faccia quando serviva. Un carattere forte, ma capace di legare con chi dimostrava serietà e impegno.
Negli ultimi anni la malattia lo aveva costretto a rallentare, ma non aveva cancellato quel tratto di testardaggine buona con cui aveva affrontato sfide imprenditoriali e sportive. Fino a quando il fisico ha detto basta.
Il lavoro con la Sanic e il mondo delle forniture sanitarie
Il nome di Pellecchia è legato indissolubilmente alla Sanic, azienda di forniture ospedaliere che molti, a Teramo e non solo, associano automaticamente alla sua figura.
Per anni Sanic è stata:
- partner di strutture sanitarie e ospedali,
- marchio riconoscibile nel territorio,
- ma anche ponte tra sanità e sport.
In ambito sportivo, ad esempio, la Sanic è stata protagonista di un accordo con il CSI Teramo per la dotazione di defibrillatori alle società affiliate: un progetto concreto per portare più sicurezza sui campi da gioco, che racconta un modo molto pratico di intendere la responsabilità sociale.
Dietro le quinte dei contratti e delle forniture c’era sempre lui, Lino, che molti ricordano come un interlocutore esigente ma disponibile, capace di tenere insieme numeri, persone e visione.
Anni d’oro del basket a Teramo
Se c’è un campo in cui il nome Lino Pellecchia ha lasciato un segno che va oltre i confini cittadini, è la pallacanestro.
A partire dai primi anni Duemila, Pellecchia lega la Sanic alla Teramo Basket: da sponsor prima e poi da dirigente, il suo sostegno diventa una parte importante della scalata del club.
Sono gli anni in cui Teramo:
- sale dalla B d’Eccellenza alla Legadue,
- conquista la promozione in Serie A,
- si ritrova a giocare stabilmente nella massima serie contro le grandi piazze del basket italiano.
Per i tifosi, quei campionati restano ancora oggi una specie di album dei ricordi: il PalaScapriano pieno, i nomi dei giocatori scanditi dal pubblico, la sensazione – nuova e potente – che Teramo fosse davvero arrivata tra i grandi.
Dietro quella favola sportiva, oltre al lavoro del presidente Carlo Antonetti e dello staff tecnico, c’erano anche le scelte di chi, come Pellecchia, aveva deciso di investire davvero in quella storia.
Il salvataggio della Serie A e gli anni difficili
Non è stata solo una storia di vittorie.
Ci sono stati anche i momenti in cui la Teramo Basket è finita con le spalle al muro, schiacciata da conti che non tornavano e scadenze federali da rispettare.
Proprio lì, Pellecchia si mette davanti a tutti. Nel 2011, ad esempio, è lui a versare i famosi 600mila euro per la wild card, soldi necessari per garantire la permanenza in Serie A nonostante la classifica. Un gesto che i giornali dell’epoca raccontano come “l’ultimo regalo a Teramo”.
Pochi giorni dopo, una nuova nota ufficiale annuncia che:
- il gruppo guidato da Lino Pellecchia ha acquistato il 100% delle quote della società,
- con lui entrano anche il figlio Antonio e i fratelli Capasso,
- la nuova proprietà si fa carico delle scadenze con la Federazione per l’iscrizione al campionato successivo.
Sono anni complicati, con luci e ombre, in cui il basket teramano prova a restare aggrappato alla massima serie mentre le difficoltà economiche diventano sempre più pesanti. Alla fine, la storia della “vecchia” Teramo Basket si chiude, ma il ruolo di Pellecchia nel tentativo di salvarla resta scolpito nella memoria di molti tifosi.
L’impegno per lo sport e la sicurezza
Lino Pellecchia non è stato solo un patron che metteva il logo sul petto dei giocatori.
Il suo nome ritorna anche quando si parla di attenzione alla sicurezza e alla salute nello sport.
L’accordo tra Sanic e CSI Teramo per la fornitura di defibrillatori (DAE) alle società sportive è uno di quegli esempi concreti che, col senno di poi, raccontano bene la sua visione: portare competenza sanitaria anche negli impianti di provincia, dove spesso si gioca in strutture vecchie e con mezzi limitati.
È un tassello in più per capire perché, in queste ore, il lutto non riguarda solo il mondo del basket, ma una fetta più ampia dello sport teramano.
Il cordoglio di Teramo e il ricordo umano
Nel necrologio diffuso dai media locali, Certa Stampa lo definisce un uomo che lascia un vuoto “non solo nel mondo imprenditoriale e sportivo, ma nel cuore di chi lo ha conosciuto e stimato”.
Dietro la figura pubblica ci sono i legami privati:
- i due figli, Francesco e Antonio,
- il nipote, descritto come la sua gioia più grande.
È facile immaginare questi giorni fatti di visite a casa, messaggi, chiamate, vecchie foto tirate fuori dai cassetti. Chi l’ha vissuto da vicino lo ricorda come un padre presente, uno che non aveva paura di prendere decisioni dure, ma che con i suoi cercava sempre un punto d’incontro.
Per la città, rimane l’immagine di un uomo che ha messo a disposizione tempo, denaro e nome per tenere Teramo in alto, sapendo che certe scelte non sono mai comode e quasi mai perfette.
Domande frequenti su Lino Pellecchia
Chi era Lino Pellecchia?
Era un imprenditore di Teramo, attivo nel settore delle forniture sanitarie con l’azienda Sanic, e uno dei volti più importanti della storia recente del basket teramano, soprattutto negli anni della Serie A.
Quanti anni aveva e di cosa è morto?
Lino Pellecchia è morto a 85 anni, dopo aver combattuto a lungo contro una malattia che negli ultimi anni aveva segnato profondamente la sua vita.
Perché è così legato alla Teramo Basket?
A partire dai primi anni Duemila ha sostenuto il club come sponsor con la Sanic, contribuendo alla doppia promozione fino alla Serie A. Successivamente è entrato in società come dirigente e poi come guida del gruppo che ha rilevato il 100% delle quote, versando anche i 600mila euro necessari per la wild card che ha salvato la massima serie a Teramo.
Che ruolo aveva nel mondo dello sport oltre al basket?
Oltre al legame con la Teramo Basket, Pellecchia è ricordato per l’accordo tra Sanic e CSI Teramo per la fornitura di defibrillatori alle società sportive, iniziativa nata per migliorare la sicurezza negli impianti.
Chi sono i suoi familiari?
Le cronache locali citano i due figli, Francesco e Antonio, e un nipote a cui era molto legato. La famiglia, insieme a tanti amici e tifosi, è oggi al centro del cordoglio della città
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






