La parola “maturità” fa venire in mente notti in bianco, tracce di italiano, ansia da orale. Ma prima ancora di scegliere il tema, c’è una domanda molto più terra terra: chi viene ammesso davvero all’esame di maturità 2026?
Perché ormai non basta arrivare in quinta: tra frequenza, PCTO, Invalsi e condotta, le regole si sono fatte più strette. Proviamo a metterle in fila senza burocratese, pensando sia agli studenti che ai genitori che cercano di capirci qualcosa.
Chi è ammesso alla maturità 2026: il quadro di base
Partiamo dal caso più comune: lo studente interno di un’ultima classe di un liceo, tecnico o professionale in Italia.
Per essere ammessi all’esame di maturità 2026 servono tutte queste condizioni:
- essere regolarmente iscritti in quinta (o avere l’abbreviazione per merito dalla quarta);
- aver frequentato almeno i tre quarti delle ore previste;
- aver svolto i PCTO (i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, ex alternanza scuola-lavoro);
- aver partecipato alle prove Invalsi dell’ultimo anno;
- avere almeno 6 in condotta;
- avere in generale almeno 6 in tutte le materie, salvo qualche insufficienza “salvata” dal consiglio di classe.
In pratica, il consiglio di classe deve poter dire: “questa persona può affrontare un esame di Stato”. Se uno di questi tasselli manca del tutto, l’ammissione si complica parecchio.
Frequenza: la regola dei tre quarti
Il primo requisito riguarda una cosa banalissima: andare a scuola.
Per legge, per poter accedere alla maturità bisogna aver frequentato almeno il 75% del monte ore annuale personalizzato. Tradotto: se il tuo orario prevede, ad esempio, 1000 ore, devi averne coperte almeno 750.
Ci sono però casi in cui si può scendere sotto questa soglia:
- malattie lunghe o gravi,
- terapie continuative,
- motivi di famiglia seri,
- situazioni particolari documentate.
In questi casi la scuola può applicare una deroga, ma non è automatica: il collegio docenti deve aver fissato in anticipo i criteri e il consiglio di classe deve valutare la situazione concreta.
Chi “salta” mesi di scuola per motivi non giustificati rischia davvero la non ammissione, anche se i voti non sono disastrosi.
PCTO: le ore di alternanza che servono
Altro requisito spesso sottovalutato: i PCTO, cioè quelle ore di attività esterne (tirocini, progetti, stage, percorsi di orientamento) che tutti, licei compresi, devono svolgere nel triennio.
Per essere ammessi alla maturità 2026 bisogna aver completato il monte ore PCTO previsto dal proprio indirizzo:
- nei licei si parla di almeno 90 ore complessive nel triennio;
- negli istituti tecnici e professionali le ore sono di più.
Il problema nasce quando:
- qualche attività salta,
- lo studente rifiuta sistematicamente di partecipare,
- ci sono assenze non autorizzate durante i PCTO.
In questi casi il consiglio di classe può stabilire che il percorso non è stato svolto in modo sufficiente e quindi negare l’ammissione. Negli ultimi anni molte scuole hanno recuperato ore anche con progetti interni, incontri, simulazioni in classe proprio per evitare di lasciare ragazzi fuori solo per questioni organizzative, ma la regola resta: senza PCTO completati, niente esame.
Prove Invalsi: obbligatorie per entrare, innocue per il voto finale
Le famose prove Invalsi di quinta (italiano, matematica e inglese) sono diventate un altro passaggio obbligato.
Per la maturità 2026 vale questa formula:
- la partecipazione alle prove è obbligatoria per l’ammissione;
- il risultato delle prove non influisce sul voto di maturità.
Quindi:
- se vai e le fai, anche malissimo, puoi comunque essere ammesso;
- se non ti presenti, senza un motivo serio documentato, rischi la non ammissione.
Le scuole di solito organizzano le sessioni Invalsi in più giornate, con recuperi per assenti giustificati. Saltare tutto per scelta è una mossa che si paga cara.
Voti nelle materie: sufficienza consigliata, ma con margine di manovra
La regola “classica” dice che per arrivare alla maturità dovresti avere almeno 6 in tutte le materie. Ma non è un automatismo rigido.
Il decreto che regola l’esame prevede che il consiglio di classe possa ammettere anche studenti con una o più insufficienze, se li ritiene maturi nel complesso. In quel caso:
- l’alunno viene ammesso lo stesso;
- le insufficienze restano scritte nel documento finale, ma non impediscono l’accesso.
Questo succede, ad esempio, quando:
- c’è un solo 5 in una materia specifica, con impegno dimostrato;
- il quadro generale è buono e lo studente ha un percorso solido;
- le insufficienze sono lievi e circoscritte.
Diverso il discorso quando ci sono più 4 e 5, magari in materie importanti dell’indirizzo, e un atteggiamento complessivo scarso: in quel caso il consiglio di classe può decidere per la non ammissione, e deve motivarlo chiaramente a verbale.
Condotta: il 6 non è più un semplice “va beh”
La vera novità degli ultimi anni riguarda la famigerata condotta.
Per la maturità 2026, in linea con le nuove regole:
- con condotta inferiore a 6 non si viene ammessi all’esame;
- con condotta pari a 6 si è ammessi, ma con un “compito extra”;
- con condotta superiore a 6 si entra normalmente in esame.
Cosa succede esattamente con il 6 in condotta?
Lo studente viene ammesso, ma il consiglio di classe gli affida un elaborato scritto o multimediale su temi di cittadinanza attiva e solidale (rispetto delle regole, convivenza, responsabilità). Questo lavoro deve essere presentato e discusso durante il colloquio orale.
In pratica, il messaggio è chiaro: il comportamento non è più una nota a margine, pesa sull’accesso all’esame e, se il voto è borderline, comporta una riflessione pubblica davanti alla commissione.
Abbreviazione per merito: chi può fare la maturità dalla quarta
C’è poi il caso degli studenti “razzo”, quelli che arrivano alla maturità un anno prima, dalla quarta.
Per usare questa possibilità servono requisiti molto alti:
- in quarta, almeno 8 in tutte le materie e 8 in condotta;
- in seconda e terza, nessun debito, nessuna bocciatura, voti non sotto il 7 e condotta almeno 8;
- un percorso di studi regolare, senza salti strani.
Se il consiglio di classe è d’accordo, questi studenti possono essere ammessi direttamente alla maturità 2026 pur non essendo in quinta. Non è una scorciatoia facile: è pensata per una minoranza davvero molto forte, che regge bene carico di studio e maturità personale.
Candidati esterni: privatisti e percorsi particolari
Non tutti arrivano all’esame di maturità passando dalla “classica” quinta. Ogni anno ci sono anche i candidati esterni: adulti che tornano a studiare, ragazzi che hanno lasciato la scuola e poi riprendono, studenti che hanno un diploma diverso e vogliono prenderne un altro.
Per loro i requisiti non riguardano frequenza, PCTO o Invalsi in senso stretto, ma il Ministero chiede:
- un’età minima (in genere 19 anni entro l’anno dell’esame, con alcune eccezioni);
- la dimostrazione di aver raggiunto un livello di studi equivalente alla quinta (tramite idoneità, esami integrativi, titoli pregressi);
- la presentazione della domanda nei tempi stabiliti;
- l’eventuale superamento di prove preliminari, prima dell’esame vero e proprio.
Il principio, anche qui, è lo stesso: si può entrare in commissione solo se il percorso fatto, anche non “scolastico”, è considerato all’altezza di un esame di Stato.
In pratica: cosa deve tenere d’occhio uno studente nel 2025/26
Se guardiamo tutto dal punto di vista di uno studente che sta vivendo il suo quinto anno, il succo è questo:
- stare in classe: non farsi “mangiare” troppe assenze senza motivo;
- non trascurare i PCTO: anche se sembrano noiosi, sono obbligatori;
- presentarsi alle Invalsi: il voto non conta, ma l’assenza sì;
- non giocarsi la condotta: risse, vandalismi, assenze strategiche e mancanza di rispetto ora hanno conseguenze concrete;
- tenere almeno la sufficienza media, sapendo che una singola insufficienza può essere assorbita, un quadro pieno di rossi molto meno.
La maturità 2026 non è più “solo” un grande esame di giugno: è il risultato di come è stato vissuto l’intero triennio, in classe, fuori, nei PCTO e nelle prove nazionali. Chi queste regole le conosce per tempo ha molte più chances di arrivare all’esame senza sorprese.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






