Oggi alle 15 i funerali nella chiesa di Sant’Andrea a Portovecchio. Per oltre mezzo secolo è stato il volto dei Bagni Etruria e uno dei simboli della costa di Castiglioncello.
CASTIGLIONCELLO – Per chi da anni scende le scalette di Portovecchio, è difficile pensare ai Bagni Etruria senza la sagoma di Giorgio Donati appoggiato alla ringhiera, lo sguardo fisso sull’orizzonte. Lo storico patron dello stabilimento è morto nella notte tra lunedì e martedì, dopo una malattia. Aveva 95 anni.
La notizia si è diffusa in poche ore lungo tutto il litorale: operatori balneari, clienti affezionati, residenti. In molti lo ricordano come una persona di grande compagnia, sempre pronta alla battuta, ma al tempo stesso capace di una discrezione quasi antica, fatta di ascolto e rispetto. A piangerlo, prima di tutto, i figli Fabio e Paola e i nipoti, che negli ultimi anni hanno condiviso con lui la gestione dello stabilimento e la vita di spiaggia.
Dalla fabbrica all’arenile
La biografia di Donati è quella di una generazione che ha lasciato la costa per inseguire il lavoro e poi ha scelto di tornare alle proprie radici. Nato e cresciuto nella zona di Portovecchio, in gioventù aveva percorso la strada dell’industria, arrivando a ricoprire un ruolo da dirigente alla cockeria dell’ex Ilva di Taranto.
Il mare, però, era rimasto il suo punto fermo. All’inizio degli anni Settanta decide di rientrare a Castiglioncello e nel 1972 acquista i Bagni Etruria, affacciati sulla piccola baia rocciosa sotto il paese. Per qualche anno prova a tenere insieme industria e stabilimento. Poi, tra il 1977 e il 1978, la scelta definitiva: lascia l’acciaieria e si dedica a tempo pieno al lido.
È l’inizio di una nuova vita. Ombrelloni colorati, pedane sugli scogli, l’odore di salsedine misto a quello della cucina: elementi che, stagione dopo stagione, diventeranno il suo quotidiano.
“Il mare ce l’aveva addosso”
Il rapporto di Donati con la costa non nasce con l’acquisto degli Etruria. Già a 18 anni aveva lavorato come bagnino ai “Belvedere”, uno dei primi assistenti ai bagnanti della zona. Il mare, per lui, non era solo un luogo di lavoro ma una presenza costante.
I familiari lo ricordano mentre se ne sta in silenzio a guardare le onde, con gli occhi che “parlano” più di tante parole. Col passare degli anni, quando le forze lo costringono a rallentare, smette di occuparsi in prima persona della parte operativa, ma continua a essere il punto di riferimento per tutti: un archivio vivente di aneddoti, cambiamenti della costa, volti di clienti e colleghi.
Dal 2014 la gestione dello stabilimento passa ufficialmente al figlio Fabio, affiancato dai figli Paolo e Maria. Donati non si defila: resta dietro le quinte, ma presente, con consigli, racconti e quella sua abitudine di controllare il mare quasi fosse un familiare in più.
Una colonna del litorale
Nel mondo dei balneari della zona, Giorgio Donati viene ricordato come una colonna del litorale. Non solo per gli anni trascorsi in cabina, ma per il modo in cui ha interpretato il lavoro di gestore: accoglienza, cura delle relazioni, capacità di far sentire a casa chi arrivava da fuori.
I Bagni Etruria, nel tempo, sono diventati un luogo di piccole liturgie familiari: i bambini che imparano a nuotare con il salvagente, le compagnie che si danno appuntamento ogni estate sotto lo stesso ombrellone, le famiglie che tornano anno dopo anno sicure di ritrovare “quel” clima, “quelle” facce.
Nelle ore successive alla notizia della sua morte, i messaggi di cordoglio raccolti tra clienti e amici ruotano tutti intorno alle stesse parole: gratitudine, affetto, ricordi di attenzioni discrete. Il figlio Fabio, sui social, ha affidato a poche righe il suo saluto al padre: un messaggio in cui confessa la solitudine di questi giorni, ma anche la sensazione di avere il cuore pieno dell’amore ricevuto, e un pensiero rivolto alla madre, scomparsa prima di lui.
L’ultimo saluto a Portovecchio
I funerali di Giorgio Donati si tengono oggi, mercoledì 11 febbraio, alle 15, nella chiesa di Sant’Andrea a Portovecchio, poco distante dal tratto di costa che ha segnato la sua vita.
A salutarlo ci saranno i familiari, gli amici di sempre, tanti operatori del litorale e molti di quei clienti che, negli anni, hanno intrecciato con gli Etruria pezzi importanti della propria storia personale.
Quando la cerimonia finirà e il corteo si scioglierà, basterà affacciarsi alla balaustra dello stabilimento per capire cosa lascia dietro di sé: una baia che porta ancora le tracce della sua mano e un pezzo di Castiglioncello che, d’ora in poi, parlerà di lui ogni volta che qualcuno dirà semplicemente: “Ci vediamo agli Etruria”.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






