Fino a pochi giorni fa, Monica Castro era un nome che circolava quasi solo a Calenzano, alle porte di Firenze. Una consigliera comunale di Fratelli d’Italia, molto attiva nelle dinamiche di paese, tra mozioni, commissioni e polemiche locali.
Poi è arrivato un intervento in consiglio comunale sul patto di amicizia con Jenin, città palestinese della Cisgiordania. In pochi minuti, quelle frasi sui palestinesi «poveretti, storpi, tutti ridotti male, senza casa» hanno fatto il giro del web, trasformando una discussione di provincia in un caso politico nazionale.
Chi è, quindi, Monica Castro? Cosa rappresenta a Calenzano, che ruolo ha in Fratelli d’Italia, cosa sappiamo della sua vita privata, del marito, dei suoi social tra Instagram e Facebook?
Consigliera comunale a Calenzano per Fratelli d’Italia
Partiamo dall’unica cosa veramente certa: il suo ruolo politico.
Monica Castro è consigliera comunale di maggioranza a Calenzano e coordinatrice comunale di Fratelli d’Italia. In pratica, è il riferimento del partito sul territorio: segue la linea nazionale, la declina in chiave locale, lavora tra aula consiliare e tessuto cittadino.
Il suo profilo, prima del caso Jenin, è quello classico della militante di destra:
- interventi in consiglio su sicurezza, tasse locali, politiche sociali, immigrazione
- tono spesso diretto, senza troppi filtri
- linguaggio che richiama molto il lessico della destra identitaria
Non era una sconosciuta assoluta, ma neanche un volto mediatico. La sua visibilità, fino a poco tempo fa, era legata soprattutto a Calenzano e dintorni.
L’intervento su Jenin: «storpi, poveretti, tutti ridotti male, senza casa»
Il punto di svolta arriva durante una seduta del consiglio comunale di Calenzano, dedicata a un patto di amicizia con il governatorato di Jenin, in Palestina.
La maggioranza propone un percorso di gemellaggio con una realtà ferita dalla guerra, all’interno di progetti di cooperazione internazionale. Monica Castro prende la parola per esprimere il suo no, e lo fa con un intervento che nessuno si aspettava così duro.
Alcune delle frasi che più hanno fatto discutere:
- sul gemellaggio:
- «Non si poteva fare un gemellaggio con l’Austria, che sono ricchi? Venivano qui, ci portavano qualche risorsa»
- sui destinatari del patto:
- «Noi andiamo sempre da quelli poveretti, quelli storpi, tutti ridotti male, senza casa, senza nulla, non riconosciuti»
- sul tema Palestina in generale:
- «Io a malapena so dov’è la Palestina, sarò ignorante io»
- «Non vado nei posti dove soffrono, preferisco andare nei posti dove ci si diverte»
In aula scoppia il caos: mormorii, richiami, interventi infuocati da parte della maggioranza. Lei prova a smorzare dicendo che sta “scherzando”, che è “ironica”, che è tardi e il tema è complicato. Ma il danno è già fatto: la diretta del consiglio è registrata, il video finisce online, e il dibattito esce dal perimetro comunale.
Bufera politica: critiche, richieste di dimissioni e imbarazzo nel partito
Appena il video inizia a circolare sui social, la reazione è immediata.
Da sinistra arrivano parole durissime: le frasi di Castro vengono definite “disumane, vergognose, indegne di un’istituzione”. Esponenti del Partito Democratico, consiglieri regionali, amministratori locali e movimenti giovanili chiedono:
- scuse pubbliche
- una presa di distanza netta da parte di Fratelli d’Italia
- in alcuni casi, le sue dimissioni da consigliera comunale
Anche in maggioranza, a Calenzano, c’è chi prende le distanze: c’è chi parla apertamente di “schifo”, chi ricorda i morti e i bambini uccisi nella striscia di Gaza, chi sottolinea che definire “viaggetto” una missione in un’area colpita dalla guerra è una mancanza di rispetto totale.
E Fratelli d’Italia?
A livello di immagine, il partito si trova in una posizione delicata: da una parte la necessità di difendere la libertà di espressione, dall’altra l’onda di sdegno per parole che sfiorano il disprezzo verso una popolazione civile.
Dai livelli superiori del partito emergono segnali di imbarazzo e distanza. In sintesi: quelle parole vengono presentate come opinioni personali di Monica Castro, non come posizione ufficiale del partito. A oggi, però, non risultano annunci di espulsione né comunicati chiari su eventuali provvedimenti interni.
La difesa di Monica Castro: «era ironia» e l’attacco ai “fascisti di sinistra”
E lei, come reagisce alla tempesta?
Invece di fare un passo indietro, per ora alza il tono. Sui social, soprattutto su Facebook, Monica Castro:
- rivendica il diritto di dire ciò che pensa
- sostiene che il suo fosse un discorso ironico, travisato ad arte
- racconta di non aver mai pensato di diventare “famosa” per aver attaccato la sinistra in consiglio comunale
- arriva a parlare di “fascisti di sinistra”, capovolgendo l’accusa che di solito viene rivolta alla sua area politica
Si inserisce così nel filone di chi vede, in casi come questo, una forma di censura del politicamente scorretto. Per lei, in sostanza, si tratterebbe di satira pungente, fraintesa da chi vuole colpire Fratelli d’Italia.
Il problema, però, è che il contesto non è un palco comico ma un’aula istituzionale, e i destinatari delle sue parole non sono un bersaglio generico, ma una popolazione sotto bombardamenti, profughi, persone realmente “senza casa”. Ed è proprio questo cortocircuito a far esplodere il caso.
Vita privata: marito, famiglia, lavoro fuori dalla politica
Sul fronte vita privata, le informazioni sono pochissime.
Non circolano dati precisi su:
- età
- professione principale al di fuori del ruolo di consigliera
- dettagli su eventuali figli
Il tema del marito compare più come curiosità di chi cerca il suo nome sui motori di ricerca che come dato reale: al momento non ci sono informazioni pubbliche affidabili sul coniuge, né interviste in cui lei parli della propria famiglia nel dettaglio.
Quello che si può dire, senza inventare nulla, è che Monica Castro ha scelto di non mettere in vetrina la sua sfera affettiva. Tiene il focus sulla politica e, quando si espone, lo fa quasi esclusivamente per commentare temi pubblici o per rispondere alle polemiche.
Monica Castro sui social: Instagram, Facebook e la comunicazione “di pancia”
Sul piano dei social, la piattaforma su cui si vede di più è Facebook.
È lì che:
- rilancia i propri interventi in consiglio
- commenta le iniziative dell’amministrazione
- condivide post a tema politico nazionale
- risponde, in modo spesso molto diretto, alle critiche
Su Instagram la sua presenza è molto più defilata: nessun profilo “da influencer politico”, niente stories quotidiane strutturate, nessuna costruzione di un personaggio social a tutto tondo.
Il suo stile di comunicazione è di pancia: frasi nette, toni spesso polarizzati, poca attitudine alla mediazione. È lo stesso registro che poi ritroviamo in consiglio comunale, solo amplificato dal microfono e dalla diretta streaming.
Cosa rappresenta oggi Monica Castro nel dibattito pubblico
Al di là della singola persona, il caso di Monica Castro dice qualcosa del clima politico attuale.
Da una parte c’è una consigliera di provincia che, nel giro di poche ore, diventa simbolo di:
- un certo modo di parlare di guerra, Palestina, cooperazione
- una parte del mondo politico che vede nella solidarietà internazionale qualcosa di inutile, o addirittura sospetto
- la normalizzazione di un linguaggio che mescola cinismo, sarcasmo e disprezzo
Dall’altra c’è una reazione molto forte di chi difende:
- l’idea che le istituzioni debbano usare parole diverse, soprattutto quando parlano di popoli martoriati
- il valore di gemellaggi e cooperazione, non come turismo del dolore, ma come strumenti per fare la propria parte
Nel mezzo resta la domanda centrale: dove finisce l’ironia e dove comincia la disumanizzazione?
Per ora, a Calenzano, la risposta è arrivata sotto forma di una spaccatura netta: chi la accusa di aver superato ogni limite e chi la difende in nome della libertà di parola.
Di certo, dopo questa vicenda, il nome di Monica Castro non è più solo quello di una consigliera comunale di Fratelli d’Italia. È diventato il simbolo di un modo di guardare al mondo – e di parlarne – che oggi divide profondamente l’opinione pubblica.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






