Chi è Paolo Petrecca, direttore di Rai Sport nella bufera: età, carriera, stipendio e la telecronaca disastrosa di Milano-Cortina

Daniela Devecchi

Chi è Paolo Petrecca, direttore di Rai Sport nella bufera: età, carriera, stipendio e la telecronaca disastrosa di Milano-Cortina

Per anni Paolo Petrecca è stato uno di quei nomi che girano soprattutto dentro la Rai: caporedattore, vicedirettore, poi direttore. Un uomo di macchina, più che di copertina.

Con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, però, è finito davanti a tutti. E non per un grande racconto sportivo, ma per una telecronaca definita da molti “imbarazzante”, seguita da una vera e propria rivolta interna dei giornalisti di Rai Sport.

Vediamo chi è, da dove viene, quanto guadagna e perché oggi il suo nome è al centro di una delle pagine più delicate del servizio pubblico.

Le origini: Roma, Lettere e i primi passi tra radio e tv locali

Paolo Petrecca nasce a Roma il 25 febbraio 1964. Si laurea in Lettere e, prima di approdare a tempo pieno nel giornalismo, fa anche l’insegnante: un passaggio che in molti curriculum non si legge più, ma che racconta un inizio di vita abbastanza “normale”.

All’inizio degli anni ’90 entra nel giro delle tv locali laziali, tra cui emittenti come GBR e Teleregione. Si occupa di:

  • sport, con particolare attenzione al calcio,
  • cronaca,
  • politica,

mischiando già le due anime che poi si porterà dietro: quella del cronista sportivo e quella del giornalista politico-istituzionale.

Nel frattempo arriva anche il lavoro in radio: a fine anni ’90 entra nella redazione romana di una grande emittente nazionale, dove conduce notiziari, coordina i collaboratori ed è una delle voci dei programmi di informazione.

Stream, Champions League e “Il cinema nel pallone”

Prima della Rai c’è una parentesi che molti appassionati di calcio ricordano: la stagione delle pay-tv anni Duemila.

Per Stream cura:

  • telecronache di Champions League,
  • servizi sulla Serie A,
  • interviste e speciali dall’area sportiva,

e firma anche un programma dal titolo decisamente eloquente: “Il cinema nel pallone”, dove calcio e immaginario televisivo si incrociano.

È lì che costruisce il suo profilo di voce sportiva, non ancora famosissima ma presente in un mondo che all’epoca era in piena esplosione.

L’ingresso in Rai e la scalata a Rai News 24

Nel 2001 arriva il salto: entra in Rai come redattore del Tg2. Lavora nella redazione romana, segue politica, attualità, esteri.

Nel 2007 passa a Rai News 24, l’all-news del servizio pubblico. È una redazione che vive H24 su flussi continui, breaking news, dirette infinite: una scuola di nervi saldi e decisioni rapide.

Negli anni successivi la sua crescita è costante:

  • diventa capo servizio,
  • poi approda alla redazione politico-istituzionale,
  • viene nominato caporedattore,
  • infine vicedirettore.

Nel 2021 arriva la promozione più importante: direttore di Rai News 24, Televideo e Rainews.it. È lui a guidare la testata nei giorni più pesanti della pandemia, nelle fasi calde della politica interna, nelle crisi internazionali.

Dietro le quinte, però, il clima non è idilliaco: i giornalisti di Rai News, a un certo punto, lo sfiduciano a larga maggioranza. Contestano una linea editoriale percepita come troppo allineata al governo, scelte di scaletta considerate “addomesticate” e un modo di guidare la testata che non tutti condividono.

È un segnale forte, anche se formalmente non basta a farlo cadere.

Dallo studio di Rai News alla direzione di Rai Sport

Nel 2025, in piena stagione di nuove nomine, la Rai decide di spostare le pedine.

Paolo Petrecca lascia la guida di Rai News 24 e viene nominato direttore di Rai Sport, la testata che si occupa di:

  • telegiornali sportivi,
  • rubriche,
  • diritti tv dei grandi eventi,
  • coordinamento delle squadre sul campo.

La lettura di molti osservatori è semplice: un uomo ritenuto vicino all’area di governo viene spostato su una vetrina molto esposta, soprattutto in vista di un appuntamento pesantissimo per il Paese come Milano-Cortina 2026.

Dentro Rai Sport c’è chi storce il naso fin dall’inizio, ma ufficialmente la linea è quella della continuità.

Quanto guadagna il direttore di Rai Sport

Il tema stipendi Rai fa sempre discutere, soprattutto quando di mezzo ci sono figure finite nel mirino delle polemiche.

Secondo i dati pubblici del Portale Trasparenza, l’ultimo compenso annuale di Paolo Petrecca come direttore si aggira intorno ai 217 mila euro lordi, che diventano più o meno:

  • circa 117 mila euro netti l’anno,
  • attorno ai 9.700 euro netti al mese su 12 mensilità.

La cifra comprende:

  • una parte fissa,
  • una quota di retribuzione accessoria (indennità, condizioni di lavoro),
  • e una parte variabile legata al raggiungimento di obiettivi.

Numeri in linea con quelli dei direttori che lo hanno preceduto: insomma, non è uno “stipendio d’oro” fuori scala rispetto agli altri dirigenti di fascia analoga, ma resta comunque una cifra importante, soprattutto quando il lavoro finisce sotto esame.

La notte di Milano-Cortina: la telecronaca che ha fatto infuriare tutti

Arriviamo al punto che ha portato il suo nome sulle prime pagine.

Cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. La Rai prepara la grande diretta in mondovisione, le aspettative sono altissime. In telecronaca, alla fine, c’è proprio lui: Paolo Petrecca, direttore di Rai Sport.

Quello che succede, la sera, lo hanno visto milioni di persone:

  • in apertura, parla dallo “Stadio Olimpico”, quando tutti sanno che la cerimonia è a San Siro;
  • scambia Matilda De Angelis con un’altra star internazionale e la chiama in modo sbagliato;
  • confonde una dirigente del CIO con Laura Mattarella, figlia del Presidente della Repubblica;
  • durante la passerella dei tedofori, cita quasi solo Paola Egonu, ignorando altri grandi nomi dello sport;
  • si perde più di un momento simbolico, con spiegazioni approssimative o commenti giudicati fuori fuoco.

In poche ore i social si riempiono di clip, meme, commenti indignati. La parola che si ripete di più è “figuraccia”.

Ma il vero terremoto non arriva da fuori. Arriva da dentro.

La rivolta dei giornalisti di Rai Sport

Il giorno dopo, il Comitato di redazione di Rai Sport rompe gli indugi e parla apertamente di:

  • “copertura inadeguata”,
  • “danno d’immagine per il servizio pubblico”,
  • “sconcerto per la scelta di affidare la telecronaca al direttore”.

I giornalisti decidono una serie di mosse forti:

  • ritiro delle firme dai servizi olimpici: i pezzi vanno in onda senza il nome dell’autore, come forma di protesta;
  • annuncio di uno sciopero al termine dei Giochi, per ribadire il dissenso sulla gestione editoriale.

Anche il sindacato dei giornalisti Rai interviene, definendo la telecronaca «imbarazzante» e contestando la scelta di non mandare in onda un loro comunicato interno sulla vicenda.

Il messaggio è chiarissimo: non è una gaffe come le altre, è il punto di caduta di un rapporto già logoro tra la redazione e il proprio direttore.

Escluso dalla chiusura, ma ancora al suo posto

Dopo il disastro dell’apertura, diverse ricostruzioni raccontano che Paolo Petrecca sia stato tolto dalla telecronaca della cerimonia di chiusura. Una sorta di “retromarcia” interna: niente più microfono, almeno per l’evento più simbolico, anche se ufficialmente le motivazioni restano sfumate.

Sul piano formale, però, una cosa va detta con chiarezza: al 10 febbraio 2026 Paolo Petrecca è ancora direttore di Rai Sport. Nessuna nota ufficiale annuncia le sue dimissioni o la sua rimozione.

Si trova in una posizione politicamente fragilissima, con:

  • l’opposizione parlamentare che chiede spiegazioni,
  • il personale della testata in rivolta,
  • una parte dell’opinione pubblica che non gli perdona quella sera,

ma resta, almeno sulla carta, al vertice della struttura.

Un uomo di governo o un semplice dirigente Rai?

Intorno al suo nome si gioca anche una partita più grande.

Per i suoi critici, Petrecca è il simbolo di una Rai troppo vicina al governo, dove i ruoli chiave vengono affidati non solo per merito ma per appartenenza. La sua storia a Rai News, le sfiducie interne, la gestione delle notizie più scomode per la maggioranza vengono letti come tasselli di questa narrazione.

Per chi lo difende, invece, è un dirigente che ha fatto un percorso lungo, partito dalle tv locali, passato per radio, tg, all news, con un curriculum che giustifica la posizione. Le gaffe, nella loro lettura, sarebbero errori di una sera diventati caso nazionale per ragioni anche politiche.

La verità, probabilmente, sta in una zona meno netta. Resta il fatto che, nel giro di pochi giorni, Paolo Petrecca è passato da essere un nome noto solo agli addetti ai lavori a volto della crisi di credibilità di Rai Sport.

E ora ogni sua mossa, davanti e dietro le telecamere, viene guardata con una lente molto diversa da prima.

FAQ su Paolo Petrecca

Quanti anni ha Paolo Petrecca?
È nato il 25 febbraio 1964, quindi ha 61 anni (ne compie 62 nel 2026).

Che studi ha fatto?
Si è laureato in Lettere e, prima di entrare stabilmente nel giornalismo, ha anche lavorato come insegnante.

Da quando è direttore di Rai Sport?
È diventato direttore di Rai Sport nel 2025, dopo aver guidato per anni Rai News 24, Televideo e Rainews.it.

Quanto guadagna come direttore?
Il suo compenso come direttore della testata si aggira intorno ai 217 mila euro lordi l’anno, per circa 9-10 mila euro netti al mese.

È ancora al suo posto dopo le Olimpiadi?
Sì. Nonostante le polemiche per la telecronaca di Milano-Cortina e la protesta dei giornalisti di Rai Sport, risulta ancora in carica come direttore. Le richieste di cambiamento ci sono, ma al momento non si sono tradotte in una rimozione ufficiale.