Chi è Lorenzo Zichichi, figlio di Antonino? Età, carriera, curriculum, moglie e figli, vita privata, polemiche e ruolo nella Quadriennale di Roma

Daniela Devecchi

Chi è Lorenzo Zichichi, figlio di Antonino? Età, carriera, curriculum, moglie e figli, vita privata, polemiche e ruolo nella Quadriennale di Roma

Per anni, quando si parlava di casa Zichichi, la scena era tutta del padre, il fisico Antonino, tra laboratori sotterranei, tv e convegni. Intanto, però, uno dei suoi figli costruiva una strada diversa, tutta sua, nel mondo dell’arte, dei libri e delle grandi mostre.
Quel figlio è Lorenzo Zichichi: editore, curatore, organizzatore di esposizioni internazionali, oggi nel consiglio della Quadriennale di Roma.

Età, origini e famiglia

Maria Ludovica Candelieri, chi era la moglie di Antonino Zichichi? Scienziata, carriera, figli, la scelta, morte, ereditàLorenzo nasce a Ginevra nel dicembre 1962: questo significa che, al 9 febbraio 2026, ha 63 anni. È il secondo dei tre figli di Antonino Zichichi e di Maria Ludovica, biologa molecolare di grande livello che a un certo punto lascia la ricerca per dedicarsi alla famiglia.

Cresce dentro una costellazione familiare molto particolare: da una parte il padre, fisico delle particelle e fondatore del Centro “Ettore Majorana” di Erice; dall’altra la madre, scienziata a sua volta; alle spalle, il nonno materno, Gilberto Bernardini, tra i grandi nomi della fisica italiana del Novecento.

Insomma, un contesto dove la scienza è ovunque. Lui, però, sceglie un’altra via: lettere, filosofia, arte, editoria

Studi e formazione tra Losanna e Palermo

Dopo gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, Lorenzo si sposta in Svizzera per studiare. Si laurea in Lettere all’Università di Losanna alla fine degli anni Ottanta, con un percorso che lo porta a occuparsi di letteratura italiana, storia e cultura.

In quegli anni comincia anche una collaborazione importante con la casa editrice Sellerio Editore e con Elvira Sellerio, che gli apre un mondo fatto di libri, cataloghi, piccoli e grandi progetti editoriali legati soprattutto alla Sicilia e alla sua storia.

Rientrato in Italia, completa la formazione con una laurea in Filosofia all’Università di Palermo, negli anni Novanta. Nel mezzo ci sono una borsa di studio del CNR e un periodo da ricercatore e assistente di Letteratura italiana all’università svizzera: non una semplice parentesi, ma una vera esperienza accademica, prima della svolta definitiva verso l’editoria e le mostre.

Carriera nell’editoria e nell’arte: Il Cigno e le grandi mostre

Il cuore del suo percorso professionale si chiama Il Cigno GG Edizioni, casa editrice con sede a Roma che Lorenzo dirige dalla fine degli anni Ottanta. Il catalogo è un mosaico di:

  • libri d’arte e cataloghi di mostre
  • saggi storico-artistici
  • progetti che mettono in dialogo arte contemporanea, luoghi storici e patrimonio culturale

Il suo nome compare dietro a decine di esposizioni organizzate o co-curate in Italia e all’estero. Ama usare siti archeologici e monumenti come teatro per le opere: sculture tra i templi, installazioni vicino ai castelli, grandi nomi dell’arte contemporanea immersi nei paesaggi più iconici del Mediterraneo.

Tra le operazioni più note, spesso ricordate nei suoi curriculum:

  • sculture collocate in dialogo con siti simbolici italiani
  • progetti espositivi in musei stranieri, dall’Europa al Sudamerica
  • collaborazioni con istituzioni religiose e civili per mostre d’arte sacra contemporanea

Nel frattempo, Il Cigno continua a pubblicare volumi che raccontano Sicilia, Roma, siti archeologici, artisti del Novecento, con un’impronta molto riconoscibile: attenzione ai luoghi, alle storie e alle immagini.

Il curriculum istituzionale: archivi, fondazioni, scuole

Accanto al lavoro di editore e organizzatore, Lorenzo costruisce anche un profilo da uomo di istituzioni culturali. Nel tempo diventa, tra le altre cose:

  • direttore di una scuola internazionale d’arte e scienza legata alla Fondazione “Ettore Majorana” di Erice
  • segretario generale poi vicepresidente degli Archivi dedicati a grandi artisti del Novecento, come Emilio Greco
  • presidente di un centro studi dedicato all’opera di Umberto Mastroianni
  • membro onorario di un’accademia di belle arti straniera di primo piano

Sono incarichi che lo portano a muoversi fra Roma, Erice, musei italiani, accademie estere, sempre con lo stesso filo conduttore: arte, memoria, valorizzazione del patrimonio.

Libri, saggi, narrativa

Lorenzo non si limita a pubblicare libri degli altri: scrive anche in prima persona. Tra narrativa e saggistica, firma:

  • un romanzo uscito per Sellerio, che gioca con temi storici e identitari
  • saggi sul colonialismo “felpato”, sulla Sicilia dei signori, sulla gestione del potere nelle città demaniali
  • libri dedicati a Erice, alle sue pietre e alla sua storia, naturalmente intrecciata con quella del padre
  • cataloghi e volumi d’arte in cui cura testi, interviste, apparati critici

In anni più recenti si è misurato anche con progetti legati all’attualità, come libri fotografici e testimonianze su Roma durante la pandemia o raccolte dedicate al Mediterraneo e alle sue isole.

Moglie, figli e vita privata

Alla voce “moglie e figli”, le informazioni pubbliche su Lorenzo sono sorprendentemente scarse. Non è un personaggio da cronaca rosa: non ci sono interviste su relazioni, matrimonio, famiglia allargata. Sui profili ufficiali si trova solo qualche accenno alla sua vita a Roma, ai legami con la Sicilia (Erice e l’eredità del padre) e con la Svizzera, dove ha studiato e dove i genitori hanno vissuto a lungo.

In pratica, la parte privata resta davvero privata.
Per chi scrive di lui, questo significa una cosa semplice: su moglie e figli non ci sono dati verificabili e quindi è meglio non inventare nulla. Si può dire che mantiene un profilo personale molto defilato, almeno rispetto alla visibilità del padre e al suo stesso ruolo nel mondo dell’arte e delle istituzioni culturali.

Le polemiche: dal caso Lollobrigida ai bandi in Sicilia

Nel curriculum di Lorenzo ci sono anche alcune pagine finite sui giornali.

La prima è la vicenda legata a Gina Lollobrigida: nei primi anni Duemila l’attrice lo denuncia per una storia complessa, centrata su una scultura i cui proventi avrebbero dovuto sostenere iniziative benefiche. Accuse pesanti, che vanno dalla frode in commercio alla truffa.
Il processo, durato anni, si chiude però con la assoluzione di Lorenzo da tutte le imputazioni. Il giudice, anzi, chiede di valutare se non ci siano gli estremi per ipotizzare reati a carico di chi lo aveva accusato. Dal punto di vista giudiziario, per lui, la partita finisce lì.

La seconda riguarda la Sicilia e la gestione di alcuni appalti e bandi per i servizi culturali in siti archeologici e musei. La sua casa editrice partecipa, in associazione con altri soggetti, a gare importanti; contemporaneamente il padre Antonino siede nella giunta regionale con deleghe ai Beni culturali.

Da lì nasce il caso politico: interrogazioni, accuse di conflitto di interessi, titoli di giornale.
A un certo punto Lorenzo decide di rinunciare a un appalto già aggiudicato, proprio per spegnere le polemiche, e dichiara pubblicamente tutta la sua amarezza per il clima creatosi. Anche in questo caso, la vicenda resta sul piano politico-mediatico: non risultano condanne penali a suo carico.

Il ruolo nella Quadriennale di Roma

Nel 2024 arriva un altro passaggio importante: la Regione Lazio lo designa nel consiglio di amministrazione della Quadriennale di Roma, una delle istituzioni centrali per l’arte contemporanea italiana.

La Quadriennale è l’ente che, storicamente, organizza le grandi rassegne dedicate all’arte italiana del Novecento e del nuovo millennio, dialogando con musei, gallerie, artisti, critici. Entrare nel suo CdA significa:

  • contribuire alle linee strategiche dell’istituzione
  • portare esperienza su mostre, editoria, relazioni internazionali
  • inserirsi in un confronto costante con altre figure di riferimento del sistema dell’arte

La scelta di indicare Lorenzo come rappresentante della Regione punta proprio su questo profilo ibrido: editore, curatore, organizzatore, con una rete di contatti costruita in decenni di progetti tra Italia e estero.

Cosa fa oggi Lorenzo Zichichi

Oggi Lorenzo continua a dirigere Il Cigno GG Edizioni, a seguire cataloghi e volumi d’arte e a lavorare a mostre in contesti diversi: musei, siti archeologici, spazi ecclesiastici, luoghi simbolici del Mediterraneo.

Capita di vederlo coinvolto in:

  • progetti legati alle isole italiane, all’area del Tirreno, alle Eolie
  • iniziative che uniscono arte contemporanea e memoria dei luoghi
  • interviste e contributi su riviste d’arte e inserti culturali

Intanto, il suo ruolo nella Quadriennale lo tiene nel cuore del sistema istituzionale dell’arte italiana, mentre il cognome che porta continua a richiamare, inevitabilmente, l’ombra lunga del padre fisico. La differenza è che la sua “particella elementare”, per usare un’immagine un po giocata, non è il neutrino ma l’opera d’arte: un quadro, una scultura, un catalogo, una mostra che cambia il modo di guardare un luogo.

Domande frequenti su Lorenzo Zichichi

Quanti anni ha Lorenzo Zichichi?
È nato a Ginevra nel dicembre 1962, quindi nel 2026 ha 63 anni.

Che lavoro fa esattamente?
È editore e organizzatore di mostre. Dirige la casa editrice Il Cigno GG Edizioni, cura cataloghi d’arte e progetti espositivi in Italia e all’estero, soprattutto in siti storici e archeologici.

Che rapporto ha con la Sicilia?
Fortissimo: è legato a Erice, al lavoro del padre e al patrimonio archeologico e paesaggistico siciliano. Molte delle sue mostre e dei suoi libri ruotano proprio intorno alla Sicilia e ai suoi luoghi simbolici.

Si sa qualcosa di moglie e figli?
No, sulle fonti pubbliche non ci sono informazioni dettagliate su moglie e figli. Lorenzo ha sempre tenuto la vita privata lontana dai riflettori, e i profili ufficiali si concentrano solo sulla sua attività professionale.

Perché è stato al centro di polemiche?
Per due motivi principali: una vecchia causa con Gina Lollobrigida, da cui è stato assolto, e alcune polemiche sui bandi culturali in Sicilia quando il padre era assessore. Nel secondo caso, ha scelto di ritirarsi da un appalto già vinto per evitare ulteriori dubbi sul conflitto di interessi.