Chi è David Gilmour, chitarrista dei Pink Floyd? Età, moglie, figli, carriera da “The Dark Side of the Moon” a “Luck and Strange”

Daniela Devecchi

Chi è David Gilmour, chitarrista dei Pink Floyd? Età, moglie, figli, carriera da “The Dark Side of the Moon” a “Luck and Strange”

Per almeno tre generazioni, il suono della chitarra di David Gilmour è stato una specie di filo invisibile: nei salotti con il vinile dei Pink Floyd, nelle cuffie dei ragazzi in autobus, nei video live visti e rivisti. Basta l’attacco di “Shine On You Crazy Diamond” o l’assolo di “Comfortably Numb” per riconoscerlo in un secondo.

Oggi Gilmour è un signore che viaggia verso gli 80 anni, ma continua a scrivere musica, a salire sul palco e a litigare (anche politicamente) con il suo passato. Vediamo chi è, quanta strada ha fatto e cosa sta facendo adesso.

Età, origini e primi anni

David Jon Gilmour nasce il 6 marzo 1946 a Cambridge, in Inghilterra.
Al 9 febbraio 2026 ha 79 anni: il traguardo degli 80 è dietro l’angolo.

Cresce in una famiglia molto diversa dallo stereotipo rock:

  • il padre, Douglas, è zoologo e docente universitario
  • la madre, Sylvia, è insegnante e poi montatrice alla BBC

Una casa piena di libri, discussioni, politica di sinistra, giornali progressisti. Non proprio l’immaginario della rockstar autodidatta nata nei bar, e infatti Gilmour è sempre sembrato un tipo più riflessivo che “maledetto”.

Con Cambridge ha un legame forte: è lì che si forma musicalmente, è lì che incrocia il giro di ragazzi in cui cresce anche Syd Barrett, il fondatore visionario dei Pink Floyd.

L’arrivo nei Pink Floyd e gli anni d’oro

Quando il nome Pink Floyd comincia a girare forte nella Londra psichedelica di fine anni Sessanta, Gilmour sta ancora suonando in altri gruppi. L’ingresso nella band non è immediato: all’inizio viene chiamato quasi come “rinforzo” per aiutare Syd Barrett, che sta già scivolando in una spirale di problemi mentali e uso di droghe.

Poi Barrett esce di scena e David diventa, di fatto, il nuovo chitarrista e una delle voci principali del gruppo.

Da lì in poi è una sequenza che ha fatto la storia del rock:

  • “Meddle” (1971), con “Echoes” che già porta il suo marchio
  • “The Dark Side of the Moon” (1973), il disco che li trasforma in leggenda
  • “Wish You Were Here” (1975), con quella chitarra sospesa che è un’intera lezione di melodia
  • “Animals” (1977), più cupo e politico
  • “The Wall” (1979), dove l’assolo di Gilmour in “Comfortably Numb” entra dritto nei libri di storia

Gilmour non è solo “quello che fa gli assoli”: porta pezzi, idee, arrangiamenti, e diventa via via l’anima sonora del gruppo, mentre Roger Waters spinge sempre di più sui concept e sui testi.

Dopo Waters: la guida dei Pink Floyd e gli ultimi album

Nel 1985, dopo anni di tensioni interne, Waters lascia i Pink Floyd. A quel punto molti danno la band per finita. Gilmour no.

Insieme a Nick Mason e, fino alla sua morte, Richard Wright, tiene in piedi il nome Pink Floyd e porta fuori due dischi che segnano la “seconda vita” del gruppo:

  • “A Momentary Lapse of Reason” (1987)
  • “The Division Bell” (1994)

È lui a salire sul palco guidando la macchina, con tour giganteschi, luci, laser e una chitarra che riempie gli stadi. Anni dopo arriverà anche “The Endless River” (2014), costruito soprattutto su materiali e idee di Rick Wright, come una sorta di saluto finale.

In parallelo, Gilmour continua a firmare pezzi memorabili, a cantare e a produrre, spostando sempre di più il baricentro sonoro dei Pink Floyd verso quel sound sospeso, pieno di delay, con note lunghe e poche frasi, ma ognuna chirurgica.

La carriera solista: da “On an Island” a “Luck and Strange”

Accanto alla storia con i Pink Floyd c’è la sua traiettoria solista, meno “da poster in camera”, ma fondamentale per capire il personaggio.

Gli album in studio portano il suo nome in copertina:

  1. “David Gilmour” (1978) – il debutto, più vicino al rock classico
  2. “About Face” (1984) – figlio di un periodo difficile, anche nei rapporti dentro la band
  3. “On an Island” (2006) – atmosfera intima, arrangiamenti eleganti, molta chitarra “a bassa voce”
  4. “Rattle That Lock” (2015) – tra riflessioni esistenziali e voglia di rimettersi in gioco
  5. “Luck and Strange” (2024) – il disco che lo riporta in cima alle classifiche e che molti considerano una summa del suo modo di scrivere oggi

“Luck and Strange” merita qualche parola in più. È un album nato tardi, a quasi 80 anni, e si sente: c’è dentro il tema dell’invecchiamento, del tempo che rimane, delle persone che non ci sono più. La moglie Polly Samson firma gran parte dei testi, alcuni figli collaborano alla musica, la figlia Romany canta in un brano delicatissimo, “Between Two Points”.

In più, nel brano che dà il titolo al disco, compaiono tastiere registrate anni fa da Rick Wright: una specie di cameo postumo che rende tutto ancora più malinconico.

L’album va fortissimo, arriva al vertice delle classifiche britanniche e dimostra che Gilmour non vive solo di nostalgia: ha ancora qualcosa da dire, e lo dice con la calma di chi non deve più dimostrare niente.

Tour recenti: dal Circo Massimo al Madison Square Garden

Per presentare “Luck and Strange”, Gilmour organizza nel 2024 una serie di concerti molto mirati, pochi ma enormi. Non un tour infinito, ma una manciata di città simboliche, con più date nello stesso luogo.

Fra queste c’è anche Roma, con una serie di serate al Circo Massimo: una cornice quasi surreale per ascoltare dal vivo un uomo di 79 anni che suona “Time” o “Wish You Were Here” sotto le luci tra le rovine. Poi tocca Londra (Royal Albert Hall), Los Angeles, New York, con setlist a metà tra i pezzi nuovi e i classici dei Pink Floyd.

Da quelle date escono:

  • un film concerto
  • un doppio album live che fissa su disco questa fase della sua carriera, quando la voce è più bassa, la chitarra è ancora nitida e il repertorio è praticamente un’antologia.

Moglie, figli e vita privata

Sul piano privato, la storia di Gilmour è altrettanto piena.

Si è sposato due volte:

  • prima con Virginia “Ginger” Hasenbein, modella americana, negli anni Settanta
  • poi, dal 1994, con la scrittrice Polly Samson, che è diventata anche sua paroliera e compagna di lavoro

In totale ha otto figli, tra quelli avuti nel primo matrimonio e quelli avuti o adottati con Polly. Una famiglia numerosa, allargata, che negli ultimi anni è entrata sempre di più anche nella musica: testi firmati assieme, voci, strumenti, partecipazioni ai live.

Gilmour, al netto del mito, ha sempre dato l’idea di un uomo molto domestico: più casa, studio e barca (ama la vita sul fiume e i canali inglesi) che feste folli. La sua “trasgressione” principale, se così si può chiamare, è sempre stata la musica.

Politica, attivismo e il gelo con Roger Waters

Gilmour non è mai stato uno che si nasconde dietro un “no comment”. Si è definito più volte socialista, ha sostenuto il Labour, ha preso posizione su temi come il disarmo nucleare, i diritti civili, le crisi internazionali.

Il capitolo più spinoso riguarda però l’ex compagno di band Roger Waters. I rapporti tra i due sono difficili da decenni, ma negli ultimi anni si sono proprio ghiacciati.

Gilmour ha dichiarato pubblicamente di non voler più avere nulla a che fare con Waters, accusandolo di appoggiare o giustificare regimi e leader che lui considera pericolosi. Quando gli chiedono della possibilità di una reunion dei Pink Floyd, la risposta è secca: “Assolutamente no”.

Per chi sperava ancora in un ultimo concerto tutti insieme, è una porta chiusa a chiave.

Stile chitarristico ed eredità

Se si toglie tutto il contorno, di David Gilmour resta soprattutto questo: uno dei chitarristi più riconoscibili di sempre.

Qualche tratto distintivo:

  • non suona mille note, ne sceglie poche ma con una cura maniacale
  • il suo bending (le note tirate verso l’alto) è musicale, quasi vocale
  • usa il sustain in modo da tenere una nota finché non ti entra sotto pelle
  • costruisce assoli come piccoli racconti, con un inizio, un climax, una chiusura

La sua Stratocaster nera, la “Black Strat”, è diventata un’icona: è quella che si sente in quasi tutti i grandi dischi dei Pink Floyd dagli anni Settanta in poi. Qualche anno fa l’ha messa all’asta, insieme ad altre chitarre, devolvendo i proventi in beneficenza per cause ambientaliste e umanitarie.

È citato come riferimento da musicisti di ogni genere, dal prog al post-rock. E moltissimi chitarristi, quando parlano dei loro inizi, dicono la stessa cosa: “Ho provato a suonare l’assolo di Comfortably Numb, e ho capito quanto fosse difficile fare una cosa apparentemente semplice”.

Domande frequenti su David Gilmour

Quanti anni ha David Gilmour oggi?
È nato il 6 marzo 1946, quindi al 9 febbraio 2026 ha 79 anni. Ne compirà 80 tra poche settimane.

Chi è la moglie di David Gilmour?
Dal 1994 è sposato con Polly Samson, scrittrice e paroliera. In passato è stato sposato con Virginia “Ginger” Hasenbein.

Quanti figli ha David Gilmour?
In totale ha otto figli, tra il primo e il secondo matrimonio, compreso un figlio adottato nato da una precedente relazione della moglie Polly.

Qual è l’ultimo album di David Gilmour?
Il suo disco più recente è “Luck and Strange”, uscito nel 2024: un album molto personale, che parla di tempo, età, memoria e famiglia, con il contributo della moglie e dei figli.

Farà altri dischi o tour?
Negli ultimi mesi Gilmour ha lasciato intendere di voler lavorare a un nuovo album anche dopo Luck and Strange. A quasi 80 anni non programma tour lunghissimi, ma non ha dato segnali di voler smettere: finché avrà voglia di suonare, una chitarra e un palco, ci sarà.