A Ostellato il suo nome non ha bisogno di spiegazioni: quando si diceva “andiamo al Tassone”, tutti sapevano che dietro c’era lui.
Ora il paese e la provincia di Ferrara sono in lutto per la morte di Andrea Tassinati, spentosi a 77 anni, storico titolare del ristorante Il Tassone, uno dei locali-simbolo della cucina di campagna ferrarese.
Per decenni ha accolto famiglie, comitive, clienti affezionati e curiosi in cerca di sapori autentici: cappellacci fatti come una volta, prodotti della terra, un’idea di ospitalità che mischiava semplicità e cura dei dettagli.
Dall’azienda agricola al ristorante: una vita costruita pezzo per pezzo
La storia professionale di Andrea Tassinati comincia tra i campi, non tra i tavoli apparecchiati.
All’inizio degli anni Novanta nasce l’azienda agricola Tassone, primo tassello di un progetto che, nel giro di pochi anni, diventerà un piccolo mondo a sé nella campagna ferrarese.
Nel 1998 arriva il passo decisivo: l’apertura del ristorante Il Tassone, ricavato proprio accanto all’azienda agricola. L’idea è semplice e potente:
- portare in tavola i prodotti del territorio,
- valorizzare le ricette tradizionali ferraresi,
- offrire ai clienti un luogo dove fermarsi, mangiare bene e respirare la tranquillità della campagna.
Col passare degli anni, quel ristorante diventa molto di più di un posto dove andare a cena: diventa un punto di riferimento stabile per chi dalla città cerca un rifugio fatto di cibo, silenzio e aria aperta.
Borgo Tassone: ospitalità, bungalow e sapori di casa
Nel 2004 la famiglia decide di rilanciare ancora. Nasce così Borgo Tassone, una struttura ricettiva con bungalow immersi nel verde che si aggiunge al ristorante e all’azienda agricola.
In quell’occasione, ricordano oggi i giornali locali, Andrea Tassinati spiegava così la sua visione:
- voleva conquistare “la famiglia delle città che vuole trovare, nella campagna ferrarese, quella tranquillità che generalmente non ha dove abita”,
- e unire a quell’oasi di calma una cucina di qualità, fedele ai piatti tipici del territorio.
In pratica: non solo un posto dove mangiare, ma un angolo di vita lenta, dove fermarsi un giorno, un weekend, una ricorrenza speciale. Il tutto senza abbandonare l’anima genuina del posto: niente effetti speciali, solo accoglienza e sostanza.
Il Tassone, i cappellacci e una reputazione costruita nel tempo
Chi è passato almeno una volta dal Tassone, di solito, se lo ricorda per due cose:
- l’ambiente caldo, rustico ma curato,
- i piatti ferraresi portati al tavolo come si farebbe per gli ospiti di casa.
Negli anni, il locale si è costruito una fama precisa:
- ristorante di campagna,
- cucina fortemente legata alla tradizione rurale,
- qualità costante e attenzione alla materia prima.
Tra le specialità più citate spiccano i cappellacci del Tassone, considerati da molti tra i migliori della provincia e motivo di viaggio per chi, da Ferrara e dai paesi vicini, arrivava apposta per assaggiarli.
È proprio qui che si vede la mano di Andrea Tassinati: non l’idea del ristoratore “di moda”, ma quella di chi, insieme alla famiglia, si mette al servizio di una cucina che parla il dialetto del posto.
Un’impresa familiare: fratelli, figli e un birrificio diventato famoso
Il Tassone non è mai stato solo “il ristorante di Andrea”. È sempre stato raccontato come una storia di famiglia.
Accanto a lui, negli anni, hanno lavorato:
- il fratello Valerio,
- la sorella Susanna,
- i figli Nicola e Luca,
ognuno con un ruolo nella gestione del locale e nei diversi pezzi dell’attività.
Il nome di famiglia oggi è legato anche a un’altra realtà molto conosciuta nel mondo brassicolo: il figlio Luca è infatti tra i fondatori del birrificio artigianale Liquida, marchio che ha superato i confini provinciali ed è diventato un punto fermo per gli appassionati di birra di qualità.
È un filo che unisce tutte le cose: la campagna, la ristorazione, l’accoglienza, la birra artigianale. Tutto sempre dentro la stessa idea di fondo: valorizzare il territorio ferrarese senza farne una cartolina finta.
Il ricordo della comunità: “ha creato un angolo accogliente nella nostra campagna”
I necrologi e gli articoli che in queste ore lo ricordano insistono su un concetto: Andrea Tassinati ha creato valore per Ostellato.
Valore economico, certo:
- un’azienda agricola,
- un ristorante solido,
- una struttura ricettiva capace di portare persone da fuori.
Ma soprattutto valore sociale e simbolico:
- un posto dove molti hanno festeggiato matrimoni, cresime, ricorrenze,
- dove famiglie intere tornavano anno dopo anno,
- dove tanti hanno “riscoperto i sapori e le sensazioni familiari” della cucina ferrarese.
Non a caso sono numerosi i messaggi di cordoglio arrivati in poche ore: amici, clienti, colleghi della ristorazione, compaesani. C’è chi ricorda una parola gentile in più, chi un piatto preparato “fuori menù”, chi il modo discreto con cui Andrea passava tra i tavoli a chiedere se era andato tutto bene.
L’ultimo saluto a Ostellato
Per chi vorrà salutarlo di persona, sono stati fissati funerali e orari:
- la camera ardente è allestita presso l’ospedale del Delta di Lagosanto,
- il funerale si terrà martedì 10 febbraio, alle ore 10, nella chiesa parrocchiale di Ostellato,
- il corteo partirà dall’ospedale alle 9.30,
- al termine della funzione, le spoglie proseguiranno verso il Giardino della cremazione di Copparo.
Sarà, con ogni probabilità, una chiesa piena: parenti, amici, collaboratori, clienti affezionati e chi, anche solo per una sera, si è sentito “di casa” seduto ai tavoli del Tassone.

“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






