Nella giornata del 3 febbraio 2026 è morto Pietro Vecchio, per tutti “Piero”, uno dei volti storici della politica cittadina e dell’imprenditoria locale. Aveva 84 anni ed era ricoverato in ospedale, dove stava combattendo contro una polmonite che, alla fine, non gli ha lasciato scampo.
Per molti non era solo un ex amministratore: era il consigliere che hai visto in aula consiliare per decenni, l’assessore che si occupava dei problemi concreti della città, l’uomo che ha creduto nel turismo agrigentino quando ancora non era “di moda”.
Chi era Pietro Vecchio
Nato e cresciuto ad Agrigento, Vecchio ha attraversato da protagonista buona parte della storia recente della città.
Politico di lungo corso, legato alla Democrazia Cristiana, è stato una presenza quasi fissa nella vita amministrativa agrigentina per oltre quarant’anni.
Era uno di quei nomi che tornavano a ogni consiliatura, con una continuità rara: i giornali locali lo ricordano infatti come consigliere comunale per più di 40 anni, eletto e rieletto in diverse stagioni politiche, sempre con lo stesso riferimento: la DC e un’idea di città da far crescere passo dopo passo.
Nei ricordi di chi lo ha conosciuto ricorrono due parole: coerenza e garbo. Coerenza nelle scelte politiche, nella fedeltà al suo mondo e al suo territorio. Garbo nei modi, nell’approccio alle persone, nella capacità di dialogo anche con chi la pensava diversamente.
Una lunga carriera tra consiglio comunale e assessorati
Il nome di Vecchio è legato in modo stretto al Comune di Agrigento: per decenni è stato uno dei punti fermi dell’aula consiliare.
Oltre al ruolo di consigliere, ha ricoperto più volte la carica di assessore comunale, con deleghe considerate “pesanti”, come:
- Polizia municipale,
- Attività produttive,
- altri incarichi amministrativi che lo hanno messo a contatto diretto con il tessuto economico e sociale della città.
Non era il politico delle grandi frasi in conferenza stampa, ma uno abituato a lavorare nei dossier, a tessere relazioni, a muoversi nei corridoi del palazzo comunale per tenere insieme interessi, equilibri e progetti.
Le cronache lo definiscono una figura di primo piano della politica agrigentina soprattutto negli anni ’90, ma in realtà il suo raggio d’azione è stato molto più ampio: ha attraversato stagioni, cambi di partito, trasformazioni del quadro nazionale, restando comunque legato alla città e al suo ruolo.
Non solo politica: l’imprenditore dell’hotellerie
Accanto alla politica, c’era un’altra dimensione che racconta chi era davvero Pietro Vecchio: quella dell’imprenditore.
Le testate locali lo ricordano come imprenditore nel settore alberghiero, con investimenti importanti in una delle zone più suggestive del territorio, l’area del Caos, affacciata sul mare e legata anche alla memoria di Luigi Pirandello.
La sua scelta di puntare sull’hotellerie in quella zona non è stata solo un’operazione economica, ma una scommessa sulla vocazione turistica di Agrigento. Quando il turismo era meno strutturato di oggi, investire in strutture ricettive significava credere davvero nel potenziale della città, non limitarsi a dichiararlo.
Nel ricordo di chi lo descrive c’è l’idea di un imprenditore “di territorio”, che non vedeva l’albergo come un semplice business, ma come parte di un progetto più ampio: offrire ospitalità in un luogo che parlasse davvero di Agrigento e delle sue bellezze.
Il legame con il Mandorlo in Fiore
C’è un altro tassello che torna spesso quando si parla di Vecchio: il Mandorlo in Fiore, la manifestazione simbolo di Agrigento.
Alcune ricostruzioni lo indicano come uno degli ideatori e organizzatori storici del Mandorlo in Fiore, tra le persone che più hanno creduto in questa festa come strumento di promozione culturale e turistica della città.
L’intuizione, per chi l’ha vissuta dall’interno, è stata semplice e al tempo stesso decisiva: trasformare un evento locale in un appuntamento capace di richiamare gruppi folkloristici, turisti, media, portando nel mondo un’immagine viva di Agrigento.
Negli ultimi anni il suo nome compare anche nelle retrovie delle riprese e dei racconti social legati al Mandorlo in Fiore: segno che la sua attenzione per questa manifestazione non si è mai spenta, nemmeno quando non era più al centro della scena politica.
La malattia, la degenza e la morte a 84 anni
La parte finale della sua vita si è svolta lontano dai riflettori.
Secondo quanto riportato dalle cronache, Vecchio era stato colpito da una polmonite che lo aveva costretto a una lunga degenza ospedaliera. Le condizioni di salute, già fragili per l’età, si sono progressivamente aggravate fino al decesso, avvenuto oggi, 3 febbraio 2026, in ospedale ad Agrigento, all’età di 84 anni.
È una di quelle notizie che arrivano quasi in sordina e poi si allargano a cerchi concentrici:
- prima nelle stanze dei palazzi della politica,
- poi tra chi lo ha conosciuto come imprenditore,
- infine tra i cittadini che hanno incrociato il suo nome, una volta o cento, nelle cronache e nelle storie della città.
I funerali e l’ultimo saluto
I funerali di Pietro Vecchio si terranno domani, 4 febbraio 2026, alle 16.30, nella chiesa di San Vito ad Agrigento. Dopo la funzione, la salma sarà accompagnata al cimitero di Bonamorone, dove verrà tumulata.
Sono attese autorità, ex colleghi di giunta e consiglio, esponenti del mondo imprenditoriale e tanti cittadini comuni. Non sarà solo un rito religioso, ma un momento collettivo per chiudere un capitolo importante della storia recente agrigentina.
In uno dei tributi pubblici è stato rivolto un pensiero particolare anche al direttore di **AgrigentoOggi, Domenico Vecchio, legato a Pietro da vincoli familiari. Gesto che racconta, ancora una volta, quanto la sua figura fosse intrecciata con quella di una città intera e delle sue voci.
Il ricordo di una città
I necrologi e gli articoli apparsi nelle ultime ore parlano di lui come di un “gentiluomo della politica”, uno che ha attraversato decenni senza inseguire mode o salti opportunistici, restando legato alle sue idee e alla sua città.
Il suo passaggio lascia almeno tre tracce evidenti:
- una traccia politica, fatta di anni di presenza costante in consiglio comunale e in giunta;
- una traccia economica, con l’impegno nel settore alberghiero e nel turismo;
- una traccia culturale e identitaria, attraverso il contributo al Mandorlo in Fiore e all’immagine di Agrigento nel mondo.
Chi lo ha conosciuto da vicino lo ricorda come un uomo innamorato della sua città, capace di difenderla, criticarla quando serviva, ma sempre con l’idea di portarla un passo più avanti.
Domande frequenti su Pietro Vecchio
Chi era Pietro (Piero) Vecchio?
Era un politico e imprenditore agrigentino. Storico esponente della Democrazia Cristiana, è stato consigliere comunale per oltre quarant’anni e più volte assessore ad Agrigento. Parallelamente ha investito nel settore alberghiero, soprattutto nella zona del Caos, puntando sul turismo come motore di sviluppo.
Quanti anni aveva e di cosa è morto?
Pietro Vecchio aveva 84 anni. È morto ad Agrigento in ospedale, a causa delle conseguenze di una polmonite che lo aveva costretto a una lunga degenza.
Qual è stato il suo ruolo nel Mandorlo in Fiore?
Viene ricordato come uno degli ideatori e organizzatori della manifestazione, tra le persone che più hanno creduto nel Mandorlo in Fiore come occasione di promozione culturale e turistica della città.
Quando e dove si svolgeranno i funerali?
I funerali sono previsti per domani alle 16.30 nella chiesa di San Vito ad Agrigento. Dopo la funzione, la salma sarà accompagnata al cimitero di Bonamorone.
Perché la sua figura è considerata importante per Agrigento?
Perché ha unito impegno politico, attività imprenditoriale e visione turistica. È stato protagonista della vita amministrativa per decenni, ha creduto nello sviluppo alberghiero in aree simboliche della città e ha contribuito alla crescita del Mandorlo in Fiore, diventando un punto di riferimento per più generazioni di agrigentini.
“Head Staff”, giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo scrivere e apprendere costantemente cose nuove. Trovo che il mestiere del giornalista sia uno dei più affascinanti che esistano. Ti consente di apprendere, di conoscere il mondo, farti conoscere e di entrare in simbiosi con il lettore






