Salvatore Russotto è l’uomo oggetto della polemica più chiacchierata d’Italia al momento: ma cos’ha reso quest’uomo vittima di tutto questo scalpore? Ripercorriamo insieme le ultime news della triste vicenda.
La decisione di Salvatore Russotto: quando è giusto anteporre la morale al dovere?
Una comune giornata scolastica si è trasformata in un dramma per Riccardo, un bambino di 11 anni di Vodo di Cadore, costretto a percorrere oltre sei chilometri sotto la neve e con temperature sotto lo zero. Il motivo? Non aveva il biglietto “corretto” per salire sull’autobus che lo avrebbe riportato a casa dopo scuola. Quanto accaduto ha sicuramente creato grande indignazione nell’opinione pubblica, alimentando polemiche sulla gestione dei trasporti pubblici locali. Soprattutto perché ci troviamo a cavallo dell’inizio delle tanto agognate Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Le conseguenze della vicenda non hanno tardato a coinvolgere scuole, famiglie e istituzioni locali.
Il 27 gennaio, Riccardo, dopo le lezioni si è diretto come ogni giorno alla fermata per prendere l’autobus che collega San Vito di Cadore al suo paese, ma al momento di convalidare il suo biglietto da 2,50 euro, ha scoperto una nuova disposizione. Questa adesso prevede un costo unico di 10 euro per qualsiasi tragitto, indipendentemente dalla lunghezza. La decisione è dovuta ad una certa semplificazione in vista dei giochi olimpici.
Salvatore Russotto, l’autista del mezzo, ha giudicato il biglietto del bambino non valido. Seguendo le direttive aziendali, ha obbligato Riccardo a scendere dal veicolo. Senza alternative, il bambino si è avventurato da solo lungo la statale 51 Alemagna, affrontando neve e gelo per rientrare a casa a piedi. Riccardo ha camminato per due ore con temperature intorno ai -3°C. Giunto a casa, i segni del freddo estremo erano evidenti: completamente esausto e in stato di ipotermia, ha destato immediata preoccupazione nei familiari.
La denuncia della famiglia di Riccardo: un episodio sconcertante
La madre ha prontamente denunciato l’accaduto, supportata dalla nonna avvocatessa Chiara Balbinot, che ha sporto querela per abbandono di minore presso la Procura di Belluno. Interrogato sull’episodio, l’autista Russotto ha ammesso di aver agito con poca accortezza. In un’intervista al Gazzettino, si è dichiarato profondamente rammaricato e mortificato per la vicenda. Ha sottolineato come le istruzioni dell’azienda richiedessero di far scendere i passeggeri sprovvisti di titolo valido ma senza specifiche sulle situazioni che coinvolgono minorenni.
Russotto ha aggiunto che, col senno di poi, avrebbe preferito pagare lui stesso il biglietto per evitare quanto accaduto. La Dolomiti Bus, responsabile del servizio, ha dichiarato sollievo per il ritorno a casa del bambino e ha preso provvedimenti immediati sospendendo l’autista in via cautelativa. L’azienda sta conducendo accertamenti interni per chiarire le responsabilità .
Nel frattempo, la Procura di Belluno ha avviato un’indagine penale per esaminare eventuali responsabilità sull’abbandono del minore. L’incidente ha provocato reazioni anche in ambito politico. È stata presentata un’interrogazione parlamentare per prevenire episodi simili e valutare soluzioni finalizzate a garantire trasporti scolastici più accessibili e adeguati alle esigenze delle famiglie.
Un dibattito acceso: si può cambiare all’improvviso le carte in tavola per una competizione nazionale?
Il caso ha anche sollevato il dibattito sulle recenti misure tariffarie imposte per le Olimpiadi. Famiglie e pendolari criticano l’aumento indiscriminato dei prezzi, considerandolo ingiusto verso chi compie brevi tragitti quotidiani. Per i genitori di Riccardo, tuttavia, la questione non riguarda solo i costi: secondo loro si tratta soprattutto di sensibilità e responsabilità verso i più piccoli. “Non si tratta di un semplice biglietto sbagliato”, ha affermato la famiglia, “ma del modo in cui è stato trattato come un adulto qualunque e non come un bambino.”

Tedesco Giorgia, classe ’95.
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