La morte del professor Giovanni De Pergola lascia un’impronta indelebile nel panorama accademico, scientifico e umano. Quel mondo dove per anni ha rappresentato un punto di riferimento solido e discreto. Ripercorriamo insieme la sua vita, per onorarlo e ricordarlo.
Chi era lo stimato Giovanni De Pergola
Giovanni era associato di Medicina Interna presso l’Università degli Studi di Bari e ha dedicato la sua vita allo studio dell’obesità e delle sue complicanze. E lo ha fatto con rigore scientifico, competenza clinica e un’intensa attenzione alla dimensione umana.
Le persone che hanno avuto la fortuna di viverlo, lo descrivono come un uomo di rara gentilezza, integrità e lealtà . Giovanni non era solo istruito, ma anche dotato di un eguagliabile e sottile senso dell’umorismo, in grado di alleggerire anche i momenti più complessi.
Per molti di loro il suo contributo fu fondamentale nella crescita professionale e personale: una guida attenta e generosa, sempre disponibile al confronto costruttivo.
Il contribuito di uno dei pilastri dei pilastri fondamentali del mondo accademico
Gran parte del suo percorso professionale è legato proprio alla Società Italiana dell’Obesità (SIO), di cui fu uno dei pilastri sin dalla fondazione. All’interno della società ricoprì diversi incarichi di rilievo, partecipando attivamente alla sua evoluzione:
- fu membro del Consiglio Direttivo in due mandati,
- segretario
- e componente della Commissione Scientifica e presidente della Sezione Puglia.
In ogni ruolo si distinse per il suo spirito di servizio e dedizione. Lasciandosi guidare dall’obiettivo del progresso scientifico e del benessere comune. La sua intensa attività scientifica è racchiusa in numerose collaborazioni e pubblicazioni che riflettono il valore e la qualità delle sue ricerche, riconosciute a livello mondiale.
Il ricordo dell’uomo dietro il titolo
Oltre ai titoli accademici e ai ruoli prestigiosi, ciò che oggi emerge con forza è il ricordo dell’uomo. Un collega sempre attento all’ascolto, un medico sensibile alle fragilità dei pazienti, un professionista che sapeva rendere il valore umano della cura centrale nel proprio lavoro.
La sua dipartita lascia un vuoto profondo non solo per i traguardi raggiunti ma soprattutto per il modo in cui li ha conseguiti. L’intera comunità scientifica si stringe con calore attorno alla famiglia del professor Giovanni De Pergola, condividendone il dolore e custodendo il ricordo di una figura capace di fondere competenza, dedizione e umanità . Il suo esempio resterà vivo nell’animo e nel lavoro di coloro che hanno avuto l’onore di condividere un tratto del suo cammino.

Tedesco Giorgia, classe ’95.
Quello che contraddistingue il mio lavoro è l’idea di cos’è che si cela dietro una notizia: un’informazione.
Ma le informazioni non sono tutte uguali. Se ti arriva un’informazione e da essa non piangi, non ridi, non respiri, non ti disperi o non gioisci, essa non ti serve a nulla.
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