Majambiente, camminare la Maiella “in punta di piedi”

Daniela Devecchi

Majambiente, camminare la Maiella “in punta di piedi”

Nel cuore dell’Abruzzo, tra canyon, eremi nascosti e boschi di faggio, c’è un gruppo di persone che ha scelto la montagna come luogo di lavoro quotidiano. Si chiama Majambiente ed è una cooperativa nata nel 1994 a Caramanico Terme, nel territorio del Parco Nazionale della Maiella. L’idea di fondo è rimasta la stessa sin dall’inizio: raccontare un territorio straordinario senza consumarlo, accompagnando le persone a scoprirlo con lentezza e rispetto.

Attorno a questo nucleo si è costruito un mondo fatto di escursioni, educazione ambientale, manutenzione dei sentieri, centri visita, attività con le scuole, con un filo rosso molto chiaro: stare nella natura senza invaderla, “in punta di piedi”, come piace ripetere alle guide.

Una cooperativa di guide locali

Majambiente è prima di tutto un gruppo di guide locali. Donne e uomini che vivono in zona, conoscono sentieri, paesi, storie e persone, e hanno scelto di fare della montagna un mestiere stabile, non una parentesi estiva.

Nel tempo la cooperativa ha messo insieme competenze diverse:

  • Guide ambientali escursionistiche, spesso con specializzazioni in didattica e interpretazione del paesaggio
  • Guide turistiche abilitate, capaci di tenere insieme natura e patrimonio storico–artistico
  • figure con formazione in beni culturali, biologia, pedagogia, comunicazione

Lavorano soprattutto sulla Maiella e nelle aree naturali vicine, con uno sguardo che abbraccia l’Abruzzo interno: vallate, altipiani, borghi di montagna, eremi, pareti rocciose, corsi d’acqua. Il fatto di essere radicati nel posto li porta a ragionare sempre in termini di lungo periodo: non solo fare attività, ma contribuire a tenere vivi luoghi che senza presenze costanti rischiano di svuotarsi.

Escursioni, trekking, ciaspolate: il lato vivo dei sentieri

Il cuore dell’attività resta l’escursionismo. Majambiente costruisce un calendario di uscite che attraversa tutte le stagioni: trekking estivi in quota, passeggiate nei boschi, itinerari nei canyon e lungo i torrenti, ciaspolate invernali.

La Valle dell’Orfento, a due passi da Caramanico, è uno dei luoghi simbolo: una gola profonda scavata dall’acqua, con passerelle, ponti, pareti verticali, una vegetazione che si infittisce man mano che si scende verso il fiume. Qui il lavoro delle guide non è solo orientare sui sentieri, ma aiutare a leggere il paesaggio: la geologia delle gole, le piante, le tracce degli animali, le storie dei pastori e dei monaci eremiti.

Accanto ai percorsi a piedi, c’è tutto un mondo legato alle e-bike e alla mountain bike. L’area della Maiella è piena di strade carrarecce poco trafficate, piste sterrate, vie di cresta: un terreno ideale per un cicloturismo lento, che non punta alla performance ma alla scoperta di vallate e paesi fuori dalle grandi rotte turistiche.

L’inverno porta con sé un’altra dimensione: il manto di neve che copre borghi e valli diventa occasione per escursioni con le ciaspole, spesso al tramonto o in notturna, in un silenzio che amplifica scricchiolii, passi, soffio del vento tra i rami.

Educazione ambientale: la montagna come aula a cielo aperto

Uno dei fronti più strutturati è quello dell’educazione ambientale. Majambiente lavora da anni con scuole di ogni ordine e grado, costruendo progetti che uniscono escursioni e laboratori.

Le attività vanno dalle uscite didattiche di poche ore fino ai campi scuola residenziali di più giorni. I temi toccano molti aspetti:

  • lettura del paesaggio e delle sue trasformazioni nel tempo
  • acqua, fiumi, canyon, con campionamenti, osservazioni di macroinvertebrati, piccoli esperimenti
  • biodiversità, riconoscimento di piante, insetti, tracce di mammiferi
  • convivenza con i grandi carnivori (lupo, orso), tra percezioni, paure, dati reali
  • tradizioni locali, antichi mestieri, architetture rurali

La logica è quella dell’imparare facendo: si cammina, si osserva, si raccolgono tracce, si compilano schede, si gioca. La montagna diventa una aula diffusa, dove la teoria lascia spazio all’esperienza diretta. Non si tratta solo di “far vedere un bel posto”, ma di dare strumenti per comprendere i meccanismi che regolano un ecosistema.

Sentieri, cartelli, centri visita: il lavoro che non si vede

Quando si pensa a una realtà come Majambiente è facile fermarsi all’immagine del gruppo in cammino. In realtà esiste tutto un lavoro più nascosto, che riguarda la manutenzione dei sentieri e la gestione delle strutture informative del Parco.

La cooperativa è impegnata da anni nella realizzazione e cura della rete sentieristica: posa di segnaletica, manutenzione di tracciati, progettazione di cartellonistica interpretativa. Sono attività tecniche, spesso poco visibili al grande pubblico, ma fondamentali per garantire sicurezza, fruibilità e qualità dell’esperienza in montagna.

Majambiente gestisce anche diversi centri informazione del Parco Nazionale della Maiella, in paesi come Caramanico Terme, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Sant’Eufemia a Maiella, Bolognano, Tocco da Casauria. Qui si trovano mappe, depliant, cartine, materiali divulgativi, oltre a consigli su itinerari, condizioni dei percorsi, servizi disponibili. È una forma di presidio territoriale: qualcuno che c’è, risponde alle domande, orienta chi arriva per la prima volta o ritorna dopo anni.

L’Eremo di Santo Spirito a Maiella: ospitalità in un luogo simbolo

Tra i luoghi con cui Majambiente lavora, l’Eremo di Santo Spirito a Maiella è un vero fiore all’occhiello. Incastonato nella roccia, affacciato sui valloni del versante orientale, è uno degli eremi più noti e suggestivi della catena madre, legato alla storia dell’eremitismo abruzzese e alla figura di papa Celestino V.

Qui la presenza della cooperativa non è solo quella delle guide che accompagnano i visitatori, ma anche quella di chi si prende cura di un luogo vivo, aperto all’accoglienza. All’interno dell’eremo è infatti possibile soggiornare in alcune splendide camere ricavate negli spazi storici, in un equilibrio delicato tra comfort essenziale e rispetto dell’architettura originaria.

Il cuore dell’ospitalità è l’antica Foresteria della Casa del Principe, parte integrante della struttura: ambienti in pietra, affacci sul bosco, spazi comuni che conservano il carattere raccolto del complesso monastico. Qui gli ospiti possono dormire tra le mura dell’eremo e vivere il silenzio del luogo anche fuori dagli orari di visita, quando il rumore del bosco torna protagonista.

Nella sala comune, oggi adibita a sala ristorante riservata esclusivamente a chi soggiorna, vengono proposti piatti tipici preparati con cura, in un clima che resta semplice e condiviso. Non si tratta di un ristorante aperto al pubblico esterno, ma di un servizio pensato per chi sceglie di fermarsi più a lungo, intrecciando la dimensione del cammino con quella del pernottamento.

In questo modo l’Eremo di Santo Spirito non è solo meta finale di un’escursione, ma diventa luogo di soggiorno e di esperienza, in cui spiritualità del sito, storia, natura e vita quotidiana si incontrano. Majambiente contribuisce a tenere aperto questo dialogo, facendo dell’ospitalità uno strumento di cura e valorizzazione, non di consumo.

Turismo sostenibile e comunità locali

Dietro alle proposte di Majambiente c’è un’idea precisa di turismo sostenibile. Le attività vengono pensate con numeri contenuti, tempi distesi, attenzione alle regole delle aree protette: rispetto delle zone di tranquillità per la fauna, divieti, percorsi autorizzati, norme sulla raccolta di fiori e piante.

Allo stesso tempo, le escursioni e le iniziative sono legate alla vita dei paesi: soste nelle piazze, incontri con produttori locali, visite nei borghi, nelle chiese rupestri, negli eremi. Il turismo non è visto come un corpo estraneo, ma come qualcosa che può contribuire a tenere vive le comunità dell’interno, portando lavoro, relazioni, curiosità, senza snaturare l’identità dei luoghi.

Il fatto di essere una cooperativa ha un peso: si lavora in squadra, si condividono scelte e responsabilità, si prova a costruire una presenza stabile in un’area che conosce bene le dinamiche dello spopolamento.

Un modo diverso di stare in montagna

Majambiente si muove su un crinale sottile: da un lato vuole rendere la montagna accessibile anche a chi non ha grande esperienza; dall’altro rifiuta l’idea di trasformarla in un semplice scenario per consumi veloci.

L’attenzione alle differenze di difficoltà dei percorsi, alle condizioni meteo, alla preparazione dei partecipanti, si accompagna a una forte insistenza sui comportamenti corretti: uso di scarpe adatte, rispetto dei tempi, gestione dei rifiuti, ascolto delle indicazioni delle guide.

Ne esce un’idea di montagna che non è né eroica né spettacolarizzata, ma vissuta giorno dopo giorno, con la consapevolezza di muoversi in un ambiente che resta selvaggio e delicato.

Tra canyon, boschi, altipiani, eremi come Santo Spirito e paesi di pietra, Majambiente costruisce così un racconto continuo della Maiella e dell’Abruzzo interno: non una cartolina immobile, ma un territorio che cambia, che chiede attenzione e che può ancora essere attraversato con passo leggero, in punta di piedi, come promette il nome scelto sin dall’inizio.