A 57 anni Milo Infante è diventato uno dei volti più riconoscibili della cronaca in tv. È il padrone di casa di “Ore 14” su Rai 2, il programma che apre ogni pomeriggio i fascicoli dei casi più delicati: scomparse, femminicidi, cold case, ingiustizie che aspettano una risposta.
Dietro il conduttore che il pubblico vede in diretta c’è però un percorso lungo: tv locali, giornali di carta, inchieste, ruoli dirigenziali in Rai, un processo per diffamazione legato al caso Denise Pipitone, un figlio che cresce lontano dai riflettori e una squadra fissa di esperti in cui spicca la criminologa Roberta Bruzzone.
Età, origini e famiglia
Milo Massimo Infante è nato a Milano il 5 luglio 1968. Ha 57 anni ed è figlio d’arte: il padre, Massimo Infante, è stato giornalista, scrittore e critico d’arte.
Cresce quindi in un ambiente dove giornali, libri e discussioni su cultura e attualità fanno parte della normalità. Da lì arriva la scelta quasi naturale: il giornalismo.
Diventa pubblicista all’inizio degli anni Novanta e professionista a metà del decennio. Prima che la tv lo prenda definitivamente, passa dalle redazioni di quotidiani e settimanali: La Notte, Il Giorno, L’Indipendente, ma anche rotocalchi popolari come Oggi ed Epoca.
È un’impostazione da cronista “classico”: strada, appunti, blocco in mano, casi di nera e di giudiziaria.
Gli anni delle tv locali: Telelombardia e Antenna 3
La prima vera palestra televisiva è quella delle emittenti locali lombarde.
Su Telenova e poi soprattutto su Telelombardia e Antenna 3, Milo Infante diventa un volto fisso dei talk di approfondimento. Firma e conduce programmi in cui la parola d’ordine è dibattito:
- Buoni e cattivi,
- Iceberg,
- Orario continuato,
- Prima serata,
- Silenzio stampa,
- Spazio disponibile.
Qui sperimenta il modello che applicherà poi anche in Rai: studio vivo, ospiti che si confrontano, spazio alle storie delle persone comuni, attenzione alla cronaca giudiziaria e alla politica locale.
Nel 1998 diventa vicedirettore di Telelombardia, nel 2001 direttore responsabile di Antenna 3. È il salto da semplice conduttore a figura che prende decisioni editoriali.
L’approdo in Rai e i primi programmi nazionali
Il passo successivo è l’arrivo in Rai.
Su Rai 2 conduce per più stagioni “L’Italia sul 2”, contenitore pomeridiano che mescola attualità, costume e cronaca. Nel tempo affianca altri speciali e rubriche, sempre con uno sguardo forte sulle storie di chi finisce in prima pagina suo malgrado.
Nel frattempo arrivano anche i riconoscimenti:
- l’Ambrogino d’oro del Comune di Milano,
- premi di settore per l’informazione televisiva.
Il rapporto con la Rai non è sempre lineare. Negli anni dieci Infante finisce ai margini del palinsesto, si sente ridimensionato e porta l’azienda in tribunale. Vince una causa per demansionamento: il giudice gli dà ragione e la Rai viene obbligata a restituirgli un ruolo coerente con il suo curriculum. È un segnale forte: rivendica il diritto a non essere trattato come un volto “di passaggio”, ma come un professionista con una storia.
I ruoli da vicedirettore e il ritorno da protagonista
Nel giro di pochi anni tornano anche gli incarichi pesanti.
Milo Infante viene nominato:
- vicedirettore di Rai 1,
- poi vicedirettore di Rai 2, con delega all’area Sociale e Inchieste,
- infine vicedirettore “ad personam” della Direzione Approfondimento.
Non è solo un conduttore: è parte della struttura che decide cosa mettere in onda quando si parla di cronaca, sociale, casi giudiziari.
In parallelo, arriva il marchio che lo consacra definitivamente presso il grande pubblico: “Ore 14”.
“Ore 14” e “Ore 14 Sera”: il marchio di fabbrica
Dal 2020 “Ore 14” diventa la “casa” di Milo Infante.
Ogni pomeriggio su Rai 2 il programma apre i dossier della cronaca:
- scomparse che non trovano risposta,
- omicidi familiari e violenza di genere,
- truffe, casi di mala sanità,
- grandi storie giudiziarie riaperte.
Il tono è quello dei programmi di nera, ma con un taglio preciso: stare dalla parte delle famiglie. Nel bene e nel male, questa impostazione lo distingue da altri format.
Il successo del pomeriggio porta alla nascita di “Ore 14 Sera”, una versione in prima serata:
- speciali monografici su casi come Garlasco,
- inchieste su femminicidi e sicurezza urbana,
- grandi tavoli con criminologi, avvocati, magistrati, forze dell’ordine.
È la consacrazione del marchio Infante: la Rai gli affida non solo il daytime ma anche uno spazio di rilievo in prime time.
Il legame professionale con la criminologa Roberta Bruzzone
Dentro questo meccanismo, un ruolo centrale lo gioca la criminologa Roberta Bruzzone.
Nel tempo Bruzzone diventa una presenza ricorrente, quasi una ospite fissa di “Ore 14” e “Ore 14 Sera”. È chiamata a commentare:
- dinamiche psicologiche di vittime e carnefici,
- errori e punti deboli delle indagini,
- profili criminali nei casi più oscuri.
Il rapporto professionale tra Milo Infante e Roberta Bruzzone si costruisce puntata dopo puntata: lei porta l’analisi tecnica da criminologa, lui la incalza, la fa dialogare con avvocati, giornalisti, familiari.
I due diventano un “asse” fisso nei casi di cronaca più complessi: quando il pubblico vede Bruzzone collegata o in studio, sa che la puntata entrerà nei dettagli di indagini, autopsie, dinamiche familiari.
Per Infante è una carta importante:
- rafforza la credibilità tecnico-scientifica del programma,
- permette di alzare il livello dell’analisi su delitti e scomparse,
- contribuisce a dare a “Ore 14” l’immagine di luogo dove si lavora sui casi, non solo dove se ne parla.
Il caso Denise Pipitone e il processo per diffamazione
Tra i tanti dossier affrontati a “Ore 14”, uno pesa più degli altri: la scomparsa di Denise Pipitone.
Milo Infante dedica alla bambina di Mazara del Vallo:
- servizi, speciali, collegamenti dal tribunale e da casa Piera Maggio,
- puntate intere con ricostruzioni, testimoni, nuove piste.
Questa esposizione lo porta però anche sul banco degli imputati.
Per alcune dichiarazioni ritenute offensive verso i magistrati che seguirono le prime indagini, Infante viene indagato per diffamazione e poi rinviato a giudizio.
Nel dicembre 2025 si presenta in tribunale a Caltanissetta. Quel giorno “Ore 14” va in onda in forma ridotta e registrata. In trasmissione lui racconta al pubblico:
- di essere imputato,
- di voler continuare a cercare la verità sul caso,
- di sentirsi vicino a Piera Maggio e alla sua battaglia.
Il procedimento è ancora in corso. Il confine tra critica legittima e offesa ai magistrati sarà stabilito dai giudici, ma il caso mostra bene quanto Milo Infante abbia scelto di giocare la partita della cronaca anche a costo di rischiare in prima persona.
L’aggressione alla troupe e la rabbia in diretta
A inizio 2026 un’altra vicenda riporta il suo nome sui giornali.
Due inviati di “Ore 14”, Francesca Pizzolante e Giovanni Violato, vengono aggrediti e rapinati da un gruppo di spacciatori a Milano, mentre stanno lavorando a un servizio su una sparatoria.
Uno dei due rischia seri danni a un occhio.
In studio Milo Infante racconta quello che è successo con evidente coinvolgimento personale: parla di degrado insostenibile, difende il lavoro delle troupe, denuncia il clima di odio e di intimidazione verso i cronisti che lavorano sulla criminalità.
La Rai diffonde una nota di dura condanna. Il messaggio che passa agli spettatori è chiaro: dietro alle immagini di “Ore 14” ci sono giornalisti che vanno in luoghi difficili e si espongono in prima linea.
Moglie, figlio e vita privata
Sul fronte privato, Milo Infante è sposato dal 2006 con Sara Venturi.
Lei è:
- avvocata,
- ex modella,
- ex Miss Padania a fine anni Novanta.
I due si sono conosciuti in quel contesto, quando lui era in giuria. Più tardi si sono ritrovati, si sono innamorati e sposati.
Nel 2008 è nato il figlio Daniele. Oggi è un ragazzo alto, appassionato di basket e impegnato nei campionati giovanili. Il padre, quando ne parla, lo descrive come il vero centro di gravità della famiglia.
Negli anni la coppia ha denunciato anche messaggi di minaccia legati al lavoro di Milo, messaggi rivolti persino alla moglie. Un segnale di quanto raccontare certi casi possa trascinare con sé tensioni, odi, rancori.
FAQ su Milo Infante
Quanti anni ha Milo Infante e dov’è nato?
Milo Infante è nato il 5 luglio 1968 a Milano e ha 57 anni.
Che programmi conduce in Rai?
È autore e conduttore di “Ore 14” su Rai 2 e della versione in prima serata “Ore 14 Sera”, dedicata ai grandi casi di cronaca e di attualità.
Chi è la moglie di Milo Infante?
La moglie è Sara Venturi, avvocata ed ex modella, eletta Miss Padania negli anni Novanta. I due sono sposati dal 2006.
Milo Infante ha figli?
Sì, ha un figlio, Daniele, nato nel 2008, appassionato di basket.
Qual è il rapporto professionale con la criminologa Roberta Bruzzone?
Roberta Bruzzone è una presenza ricorrente a “Ore 14” e “Ore 14 Sera”: come criminologa affianca spesso Milo Infante nelle analisi dei casi di cronaca più complessi, formando con lui un vero e proprio asse fisso del programma su delitti, scomparse e cold case.
Perché è a processo per il caso Denise Pipitone?
È imputato in un procedimento per diffamazione legato ad alcune dichiarazioni sui magistrati che seguirono le prime indagini sulla scomparsa di Denise Pipitone. Lui rivendica di aver agito nell’ottica di difendere la ricerca della verità sul caso.

Sono giornalista pubblicista laureata in letteratura e content manager con una grande passione per la scrittura






